Acalypha wilkesiana f. macrophylla

Famiglia : Euphorbiaceae

Testo © Pietro Puccio

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Una vistosa foglia e infiorescenze dell’Acalypha wilkesiana f. macrophylla © Giuseppe Mazza

L’ Acalypha wilkesiana f. macrophylla J.J.Sm. (1910) è originaria delle isole del Sud Pacifico (Arcipelago di Bismarck, Isole Salomone, Fiji, Vanuatu).

Il nome generico deriva dal greco “akalyphé” = ortica, dato da Linneo per la somiglianza delle foglie di alcune specie del genere a quelle dell’ortica ( Urtica dioica ).

Il nome specifico è dedicato a Charles Wilkes (1798-1877), comandante della spedizione esplorativa degli USA nel Sud Pacifico tra il 1838 ed il 1842; il nome della forma è la combinazione dei termini greci “makros” = grande e “phyllon” = foglia, con ovvio significato.

Nomi comuni: “beefsteakplant”, “copperleaf”, “fire-dragon”, “jacob’s coat”, “catch-me-if-you-can” (inglese); “ buntlaubiges kupferblatt”, “stecklinge kupferblatt” (tedesco); “acalyphe”, "foulard", "dragon de feu", "feuillage rouge" (francese); “acalifa” (spagnolo); “crista-de-peru”, “acalifa”, “rabo-de-macaco”, “acalifa-vermelha” (portoghese).

E’ un arbusto sempreverde di rapida crescita che può raggiungere i 3-4 m di altezza. Le foglie ovato-cordate lunghe fino a circa 20 cm, dai margini seghettati, sono variamente colorate in verde, bronzo, rosso, bianco crema e giallo. Le infiorescenze, all’ascella delle foglie, sono pendule, lunghe 15-20 cm, con piccoli fiori di colore rosso, molto meno appariscenti di quelle di altre specie dello stesso genere, come Acalypha hispida e Acalypha chamaedrifolia, e spesso nascoste dalle grandi foglie.

Specie di grande valore ornamentale per il fogliame vistosamente colorato, ampiamente coltivata nei paesi tropicali e subtropicali, in pieno sole, per una colorazione più intensa, ed al riparo da forti venti. Altrove va coltivata in vaso, per essere riparata in inverno, non sopportando temperature già di qualche grado sopra lo zero. Si moltiplica solitamente e facilmente per talea.

Sinonimi: Acalypha macrophylla Veitch (1877); Acalypha amentacea subsp. wilkesiana (Müll.Arg.) Fosberg (1980); Ricinocarpus wilkesianus (Müll.Arg.) Kuntze (1891); Acalypha circinata A.Gray ex Seem. (1862); Acalypha tricolor Seem. (1867); Acalypha musaica auct. (1877); Acalypha macafeeana Veitch (1878); Acalypha triumphans L.Linden & Rodigas (1888); Acalypha hamiltoniana Briant (1893); Acalypha godseffiana Mast. (1898); Acalypha illustris Pax & K.Hoffm. in H.G.A.Engler (1924); Acalypha torta Pax & K.Hoffm. in H.G.A.Engler, (1924); Acalypha compacta Guilf. ex C.T.White (1933).

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L’arbusto, sempreverde, raggiunge i 3-4 m d’altezza con foglie lunghe anche 20 cm. Cresce bene all’aperto, crogiolandosi al sole, nei giardini tropicali e subtropicali © Giuseppe Mazza

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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