Acanthurus achilles

Famiglia : Acanthuridae.

 

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Testo © Giuseppe Mazza

 

 

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Altro che tallone d’Achille ! L’impronta rosso-arancio dell’Acanthurus achilles indica un rasoio avvelenato © Mazza

Il Pesce chirurgo rosso fuoco o Pesce chirurgo d’Achille ( Acanthurus achilles - Shaw, 1803 ), appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla ben nota e vasta famiglia tropicale degli Acanthuridae.

Il nome del genere Acanthurus viene dal greco “akantha“, spina, e “ura” = coda, per la spina cornea, affilata come un rasoio, che questi pesci portano sui due lati della coda.

Il nome della specie achilles ricorda l’eroe greco Achille per il disegno rosso, insanguinato, a forma di tallone, accanto al peduncolo caudale. Per Achille, secondo la leggenda, era l’unico punto vulnerabile, ma qui semmai è il contrario, perché indica la posizione del bisturi.

Zoogeografia

L’ Acanthurus achilles vive nelle acque tropicali dell’Oceano Pacifico, dalle coste australiane alla California ed al Messico.

Ecologia-Habitat

Ama gli atolli e le barriere coralline piatte dove, a pochi metri di profondità, prolificano le alghe di cui si nutre.

Morfofisiologia

Non supera i 24 cm. Il corpo è piatto, più alto sul davanti, ingrandito da una splendida pinna dorsale con 9 raggi spinosi e 29-33 molli e dall’anale, simmetrica ma più corta, con 3 raggi spinosi e 26-29 inermi. Terminano entrambe con un bordino bianco, richiamando per il resto il marrone scuro quasi nero del corpo. Alla base recano una banda rosso-arancio, come il trapezio disegnato al centro della pinna caudale lunata e la grande macchia del corpo che indica ai malintenzionati la posizione della spina erettile, tagliente ed avvelenata, alloggiata sulla punta del disegno in una sbarretta nera.

Le pinne pettorali sono ugualmente scure, mentre le ventrali hanno una banda bianca, simile a quella accanto all’opercolo che termina nel blu, come il disegno intorno alla bocca, minuscola e protrattile con una sola fila di denti mascellari con cui bruca principalmente, come tutti gli Acanthurus, le piccole alghe che crescono fra i coralli.

Una funzione importante nell’ecosistema delle barriere madreporiche, a crescita lenta, che senza questi preziosi erbivori verrebbero rapidamente soffocate dalle alghe filamentose infestanti a crescita veloce.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Bruca in genere in gruppo, ma per la riproduzione è monogamo.

Le uova pelagiche danno origine a vari stadi larvali dalle forme più impensate, e solo verso i 6 cm di lunghezza avviene la metamorfosi definitiva che li rende simili agli adulti, salvo la macchia d’Achille che spunta più tardi, attraverso varie fasi di colore che raggiungono la massima intensità sanguigna nelle popolazioni della Polinesia.

Per le considerazioni sulla vita d’acquario, vale quanto detto per l’ Acanthurus leucosternon.

E’ fra i pesci a minor rischio d’estinzione, con un livello di vulnerabilità di 24 su 100.

Non viene consumato dall’uomo per le modeste dimensioni e perché, vivendo a lungo, le carni sono tossiche e possono provocare la ciguatera. In più non ha nemici in natura ed in condizioni ideali le popolazioni raddoppiano in appena 15 mesi.

Nelle zone di sovrapposizione delle due specie, l’ Acanthurus achilles si ibrida a volte con l’ Acanthurus nigricans.

Sinonimi

Acanthurus aterrimus - Günther, 1872; Hepatus achilles - Shaw, 1803; Hepatus aterrimus - Günther, 1872; Teuthis achilles - Shaw, 1803; Teuthis aterrimus - Günther, 1872).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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