Acanthurus fowleri

Famiglia : Acanthuridae

 

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Testo © Giuseppe Mazza

   

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L’Acanthurus fowleri si riconosce subito, quando le pinne pettorali sono aperte, per il vistoso disegno a ferro di cavallo accanto all’opercolo © Giuseppe Mazza

Il Pesce chirurgo di Fowler ( Acanthurus fowleri - de Beaufort, 1951 ), appartiene alla classe Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia degli Acanthuridae.

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Vive nelle acque tropicali dell’Oceano Indiano orientale e del Pacifico occidentale © Giuseppe Mazza

Il nome del genere Acanthurus viene dal greco “akantha“, spina, e “ura” = coda, per la spina affilata come un rasoio, qui evidenziata dal contorno nero, che questi animali recano sui due lati del peduncolo caudale.

Il nome della specie fowleri , in latino di Fowler, onora la memoria di Henry Weed Fowler (1878-1965) curatore dei pesci all’Accademia di Scienze Naturali di Philadelphia, e co-fondatore della Società Americana di Ittiologia ed Erpetologia.

Zoogeografia

E’ presente nelle acque tropicali dell’Oceano Indiano orientale e del Pacifico occidentale. Lo troviamo a titolo indicativo, procedendo verso Est, lungo le coste della Tailandia, Indonesia, Australia, Filippine, Papua Nuova Guinea ed Isole Salomone.

Ecologia-Habitat

Gli adulti nuotano solitari o in coppia sul lato esterno dei reef fin verso i 50 m di profondità, liberando madrepore e spugne delle alghe infestanti, ma anche al pascolo nelle praterie sommerse e sui fondali sabbiosi dove prospera il perifiton, la pellicola d’alghe microscopiche, funghi e detriti di cui fra l’altro si nutrono.

Morfofisiologia

Può raggiungere anche i 45 cm di lunghezza. Il corpo è piatto, più o meno ovale secondo lo schema dei pesci chirurgo, ma col profilo del capo convesso con fronte tendente alla verticale negli esemplari di grossa taglia.

Un’unica grande pinna dorsale con 9 raggi spinosi e 26-28 raggi molli. L’anale è simmetrica ma più corta, con 3 raggi spinosi e 25-26 raggi inermi. La pinna caudale lunata, particolarmente lunga sui lati.

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Piuttosto raro, nuota solitario o in coppia, in genere fra i 10-50 m di profondità e può raggiungere i 45 cm di lunghezza © Giuseppe Mazza

La mascella reca 18 denti, la mandibola 20. Sono piatti, con un disegno ondulato ad incastro per tagliare le alghe.

Il colore di fondo è arancio-marrone è solcato da sottili linee blu scuro longitudinali ondeggianti e irregolari.

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Come mostrano i denti piatti con disegno ondulato ad incastro si nutre d’alghe e detriti © Giuseppe Mazza

Accanto all’opercolo si nota un vistoso disegno a forma di ferro di cavallo, caratteristico della specie. È viola orlato di blu aperto anteriormente. La zona del capo sotto agli occhi presenta un reticolo blu che si fonde in una luminosa macchia nel sottogola.

Le labbra e la pinna dorsale, orlata come l’anale di blu, sono gialle come i tratti intorno all’occhio e la parte alta delle pinne pettorali.

Il peduncolo caudale mostra su entrambi i lati un tratto orizzontale scuro da cui sbuca, quando serve, la caratteristica ed affilata lama da chirurgo degli Acanthurus.

Per far presente la cosa ai predatori in questa parte del corpo il colore arancio di fondo è molto più intenso, con un stacco netto bianco perpendicolare alla lama seguito da una zona scura e poi blu brillante. E’ il logo dell’arma, un ammonimento da sventolare, coi lunghi raggi caudali, davanti al naso degli aggressori.

Strategia usata anche dall’ Acanthurus bariene, specie alquanto simile ma dalla distribuzione molto più vasta, ed un analogo piccolo disegno a ferro di cavallo nero è presente anche nei sub-adulti dell’ Acanthurus tennentii.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il pesce chirurgo di Fowler si nutre d’alghe e detriti, come spesso accade con gli Acanthurus, è dunque un utile spazzino dei reef.

Non si sa molto sulla riproduzione di questa specie relativamente rara e decisamente poco sorvegliata.

Data la taglia, i pesci adulti che incappano nelle reti vengono consumati dai locali, e qualche sfortunato giovane è vittima, per la sua bellezza, del mercato acquariologico. Date le dimensioni è infatti una specie idonea solo per le grandi vasche degli acquari pubblici, per non parlare della sua aggressività verso gli altri ospiti e delle note difficoltà d’alimentazione.

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Data la dieta e la mole, non è idoneo agli acquari domestici ed ha già purtroppo un indice di vulnerabilità relativamente alto © Giuseppe Mazza

La resilienza della specie è buona, con popolazioni che possono raddoppiare in 1,4-4,4 anni, ma l’indice di vulnerabilità è moderatamente alto, segnando già 45 su una scala di 100.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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