Acanthurus xanthopterus

Famiglia : Acanthuridae

 

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Testo © Giuseppe Mazza

   

Il Pesce chirurgo pinne gialle ( Acanthurus xanthopterus - Valenciennes, 1835), appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia Acanthuridae.

Il nome del genere Acanthurus viene dal greco “akantha“, spina, e “ura” = coda, per via della caratteristica spina tagliente che questi pesci recano sui due lati del peduncolo caudale.

Il nome della specie xanthopterus , deriva da greco «xanthos» = giallo e «pterón» = penna, ala, e quindi nel nostro caso «dalla pinna gialla» con riferimento al colore delle pinne pettorali.

Zoogeografia

Ha una distribuzione vastissima nell’Indo-Pacifico tropicale. Partendo verso est dalle coste africane, raggiunge le Galapagos e le coste pacifiche del Centro America dal Messico all’Ecuador. Verso Nord ha colonizzato il Giappone ed a Sud, dopo la Grande Barriera australiana, la Nuova Caledonia.

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Con un record a 70 cm di lunghezza, l’Acanthurus xanthopterus è probabilmente il più grande pesce chirurgo esistente © Giuseppe Mazza

Ecologia-Habitat

Gli adulti nuotano generalmente isolati o in piccoli gruppi sui fondali sabbiosi delle lagune, fra i coralli, ma anche sul lato esterno del reef, fino a 100-120 m di profondità, dove raramente si avventurano gli altri pesci chirurgo. I giovani, in branchi nettamente più numerosi, frequentano solo le acque basse, spesso torbide, ricche di diatomee, sedimenti ed alghe filamentose.

Morfofisiologia

Con un record a 70 cm di lunghezza, l’ Acanthurus xanthopterus è probabilmente il più grande pesce chirurgo, anche se la taglia normale di questa specie s’aggira sul mezzo metro.

Il corpo piatto, tendente all’ovale ha la fronte leggermente convessa. L’ampia pinna dorsale reca 8-9 raggi spinosi e 25-27 molli, l’anale, simile ma più corta, 3 raggi spinosi e 23-25 inermi. Le pinne pettorali contano 16-17 raggi e la caudale, dapprima smarginata, si fa crescendo lunata.

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Il colore di fondo grigio-rossiccio, può trasformarsi rapidamente in un grigio-bluastro-violaceo o grigio-dorato grazie a sottili e sinuose striature, larghe 2 squame, che si alternano sul corpo con mutevoli tonalità giallastre e grigiastre. Le pinne pettorali sono tipicamente gialle come il tratto orizzontale accanto all’occhio © Giuseppe Mazza

Negli adulti le mascelle recano 18 denti in alto e 22 in basso. Sono piatti, leggermente seghettati ad incastro, per tagliare a mo’ di forbice. La lama del peduncolo caudale, di dimensioni modeste rispetto al corpo, è evidenziata, come spesso accade negli Acanthurus da un astuccio orizzontale nero orlato, per maggior rilievo, da un contorno blu chiaro.

Il colore di fondo, grigio-rossiccio, può trasformarsi rapidamente e schiarirsi, secondo l’umore del pesce, in un grigio-bluastro-violaceo o grigio-dorato, grazie a sottili e sinuose striature, larghe 2 squame, che si alternano sul corpo con mutevoli tonalità giallastre e grigiastre.

Caratteristico è il tratto giallo orizzontale accanto all’occhio che attraversa la fronte raggiungendo sui due lati l’opercolo.

Quando sono spianate, la grande pinna dorsale e l’anale mostrano un inatteso elegante susseguirsi di 4-5 fasce longitudinali azzurre e giallo opaco.

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Ha una distribuzione vastissima nell’Indo-Pacifico tropicale e può scendere, più di ogni altro Acanthurus, fino a 100-120 m di profondità © Giuseppe Mazza

Il peduncolo caudale e la coda, talora separati da una banda verticale biancastra, più o meno evidente, mostrano spesso tonalità violacee, talora scure.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il pesce chirurgo pinne gialle si nutre principalmente d’alghe filamentose, della pellicola d’alghe microscopiche e sedimenti che ricopre i fondi sabbiosi, ma anche, pascolando fra gli scogli e coralli, di vegetali più consistenti, polipi di cnidari e piccoli invertebrati come crostacei, anellidi e molluschi bentonici, senza tralasciare, da buon spazzino, frammenti di pesci morti, tant’è che, caso unico fra i pesci chirurgo, abbocca anche all’amo dei pescatori.

È dunque un onnivoro e di bocca buona, visto che insegue i branchi di specie carnivore, come i barracuda ( Sphyraena forsteri e Sphyraena qenie ) ed il Caranx sexfasciatus, per divorarne le feci. Facile ospite, quindi, dei grandi acquari pubblici dove può raggiugere la venerabile età di 34 anni.

La riproduzione avviene in gruppo, nelle notti di plenilunio, con maschi in livrea nuziale e uova affidate alle correnti.

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Si nutre d’alghe, coralli, sedimenti, piccoli animali bentonici e frammenti di pesci morti, tant’è che, caso unico fra i pesci chirurgo, abbocca anche all’amo dei pescatori © Giuseppe Mazza

Come si può facilmente immaginare dalla mole, l’ Acanthurus xanthopterus è talora localmente pescato ai fini alimentari. La crescita di questa specie è lenta, con un resilienza molto bassa, visto che nel miglior dei casi occorrono 4,5-14 anni per raddoppiare le popolazioni decimate dagli eventi. Ne deriva che, nonostante l’immensa diffusione della specie, l’indice di vulnerabilità, attualmente non preoccupante, segna 37 su una scala di 100. Riserve marine a parte, è protetto nel Queensland, in Australia, che limita ad un massimo di 5 il numero degli esemplari pescabili per diletto, per non parlare della taglia che deve comunque superare i 25 cm.

È bene in ogni caso ricordare che, secondo le zone ed il tipo d’alimentazione, il consumo della carne d’ Acanthurus xanthopterus può provocare una grave intossicazione alimentare nota come ciguatera.

Sinonimi

Hepatus xanthopterus - Valenciennes, 1835 ; Teuthis xanthopterus - Valenciennes, 1835 ; Acanthurus rasi - Valenciennes, 1835 ; Teuthis crestonis - Jordan & Starks, 1895 ; Acanthurus crestonis - Jordan & Starks, 1895 ; Hepatus crestonis - Jordan & Starks, 1895 ; Teuthis guentheri - Jenkins, 1903 ; Hepatus aquilinus - Jordan & Seale, 1906.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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