Achetaria azurea

Famiglia : Plantaginaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Achetaria azurea è un’erbacea perenne brasiliana con lunga fioritura e crescente successo orticolo © G. Mazza

La specie è originaria del Brasile (Espirito Santo e Rio de Janeiro) dove vive ai margini delle foreste.

L’etimologia del nome generico non è nota, non essendo stata specificata dagli autori; il nome specifico è l’aggettivo latino “azureus, a, um” = azzurro, con riferimento al colore dei fiori.

Nomi comuni: amazon blue, brazilian snapdragon, little boy blu (inglese); otacanthe bleuâtre (francese); bocca di leone brasiliana (italiano); pendão-azul (portoghese – Brasile); Brasilianisches Löwenmäulchen (tedesco).

L’ Achetaria azurea (Linden) V.C.Souza (2009) è una specie erbacea cespitosa con base legnosa, perenne, sempreverde, alta 0,6-1,5 m, con fusti eretti poco ramificati a sezione pressoché quadrangolare di colore brunastro e leggermente pubescenti.

Foglie sessili opposte, da ovate a lanceolate con apice più o meno appuntito e margini finemente dentati, di 4-8 cm di lunghezza e 1-3,5 cm di larghezza, di colore verde chiaro, che stropicciate emanano un penetrante odore resinoso. Fiori solitari all’ascella delle foglie concentrati nella parte terminale dei rami, con sepali marcatamente diseguali, il dorsale lungo 1,2-1,8 cm e largo circa 0,5 cm, gli altri 4 lunghi 1 cm e larghi 0,1 cm, tubo corollino leggermente pubescente, ricurvo, lungo 2,5-3,5 cm, corolla bilabiata di colore da blu violetto a porpora con labbri pressoché circolari, di 2-3 cm di larghezza, labbro dorsale eretto, labbro inferiore, disteso e trilobato con macchia bianca alla base, e due stami fertili. Il frutto è una capsula pubescente ovoide con calice persistente ed apice lungamente appuntito di 0,7 cm di lunghezza e 0,5 cm di diametro; i semi sono oblunghi, di circa 0,5 mm di lunghezza, bruni. Si riproduce per seme, in terriccio organico sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, e facilmente per talea.

Specie ancora rara in coltivazione che ha cominciato a diffondersi come ornamentale solo alla fine del XX secolo col suo sinonimo Otacanthus caeruleus, apprezzata per il particolare ed inusuale colore dei fiori e la fioritura che si protrae per buona parte dell’anno. Coltivabile in pieno sole o leggermente ombreggiata nelle regioni a clima tropicale e subtropicale, dove può resistere a temperature appena sotto 0 °C solo se eccezionali e di breve durata, eventualmente con la perdita della parte aerea, utilizzabile in gruppo come copri suolo, per bordure e bordi misti. Richiede suoli ricchi di sostanza organica, acidi o neutri, drenanti, mantenuti pressoché costantemente umidi, anche se ben radicata può resistere a brevi periodi di siccità. Altrove può essere trattata come annuale, con fioritura da metà estate all’autunno, o coltivata in vaso per poter essere riparata in ambienti molto luminosi nei mesi più freddi, con temperature diurne di 20-24 °C e minime notturne non inferiori a 15 °C.

I rami fioriti recisi di lunga durata, 6-9 giorni o più, sono utilizzati per le composizioni floreali.

Sinonimi: Stemodia azurea Linden (1862); Otacanthus caeruleus Lindl. (1864); Tetraplacus taubertii Mez (1890); Otacanthus azureus (Linden) Ronse (2001).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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