Aechmea caudata

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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La vistosa infiorescenza raggiunge gli 80 cm © Giuseppe Mazza

L’ Aechmea caudata Lindm. (1891) è originaria delle foreste e delle zone costiere sabbiose del Brasile meridionale.

Il nome generico deriva dal greco “aichme” = punta di lancia, con riferimento agli apici spinosi dei sepali e delle brattee floreali; il nome specifico è il termine latino “caudata” = provvista di coda, con riferimento all’aspetto delle brattee inferiori della infiorescenza.

Nomi comuni: “tail bromeliad” (inglese).

Specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, epifita o sassicola, alta circa 1 m (con l’infiorescenza), presenta una rosetta imbutiforme di foglie nastriformi rigide, arcuate, di colore verde chiaro, lunghe fino a circa 70 cm e larghe 6-8 cm, dai margini muniti di spine lunghe 1 mm ed apice arrotondato spinoso; le foglie formano al centro una cavità normalmente riempita di acqua.

L’infiorescenza, lunga fino a circa 80 cm, è costituita dallo scapo floreale coperto da un tomento bianco che termina con una spiga, composta nella metà inferiore, semplice in quella superiore, lunga 20-25 cm; le brattee inferiori alla spiga sono lanceolato-lineari, lunghe 5-8 cm, di colore rosa-lilla con minute scaglie grigiastre, le brattee floreali sono lunghe circa 15 mm, triangolari, rosa-lilla con minute scaglie grigiastre ed apice spinoso.

I singoli fiori hanno sepali lunghi 5 mm con apice appuntito e petali di colore giallo, lunghi 15 mm, ed ovario lanoso di colore bianco che diventa giallo a maturità, i fiori si aprono in successione per una durata di circa 40-45 giorni.

La specie è autoincompatibile, quindi necessita di impollinazione incrociata per fruttificare; il frutto è una bacca di colore arancio.

Si riproduce facilmente per via vegetativa tramite le nuove piante che nascono da gemme ascellari tra le foglie, che possono essere staccate quando hanno raggiunto una dimensione pari almeno ad un terzo di quella della pianta madre.

Specie coltivabile sia come epifita che come terrestre nei climi tropicali e subtropicali in pieno sole o preferibilmente sotto leggera ombreggiatura, come bordura o copri suolo, in particolare nella sua varietà più coltivata, l’ Aechmea caudata Variegata’ ( vedi foto), che presenta foglie di colore verde brillante bordate e percorse da strisce longitudinali bianco crema.

Sia la specie che la varietà sono piante robuste, resistenti al vento ed agli aerosol marini e pur provenendo prevalentemente da ambienti umidi possono resistere anche a periodi di secco. Può essere coltivata all’aperto marginalmente anche nei climi temperato caldi, sopportando, per brevissimo periodo, temperature fino a -3/-4°C pur con danneggiamento del fogliame, in queste situazioni resiste meglio se riparata dalle piogge invernali dato che l’umidità e le basse temperature la rendono più sensibile ai marciumi.

Coltivata in vaso, è utilizzata per la decorazione di interni, verande luminose e giardini d’inverno, in posizione molto luminosa e su un substrato drenante, molto poroso ed aerato che può essere costituito da torba e sabbia o altri inerti (agriperlite, vermiculite ecc.) con temperature che è bene si mantengano sopra i 14°C, ideali 18-22°C.

Il substrato in estate va mantenuto leggermente umido, e va lasciata un po’ d’acqua al centro della rosetta se le temperature sono superiori ai 18°C, con temperature inferiori c’è il rischio di insorgenza di marciumi; in presenza di acqua molto calcarea, per evitare antiestetici depositi al centro della rosetta, utilizzare acqua demineralizzata, rinnovandola frequentemente in estate e nei climi caldi per evitare che diventi un focolaio larvale di zanzare.

Sinonimi: Hoplophytum platzmannii E.Morren (1875); Hoplophytum luteum E.Morren ex Baker (1889); Aechmea henningsiana Wittm. (1891); Aechmea platzmannii Wittm. (1891); Aechmea caudata var. variegata M.B.Foster (1953); Aechmea caudata f. albiflora W.Weber & Roeth (1982); Ortgiesia caudata (Lindm.) L.B.Sm. & W.J.Kress (1989); Ortgiesia caudata f. albiflora (W.Weber & Roeth) L.B.Sm. & W.J.Kress (1989).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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