Aechmea distichantha var. schlumbergeri

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’infiorescenza è un racemo composto di 26-30 cm © Mazza

L’ Aechmea distichantha var. schlumbergeri E. Morren ex Mez (1892) è originaria delle foreste umide dell’Argentina, Bolivia, Brasile e Paraguay.

Il nome generico deriva dal greco “aichme” = punta di lancia, con riferimento agli apici spinosi dei sepali e delle brattee floreali; il nome specifico è la combinazione dei termini greci “distichos” = due linee, distico e “ánthos” = fiore, con riferimento alla disposizione dei fiori nella infiorescenza. La varietà fu dedicata al collezionista francese Frederic Schlumberger (1823–1893).

Nomi comuni: “caraguatá” (spagnolo).

Specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, epifita o sassicola, presenta una rosetta imbutiforme di numerose foglie di colore grigio verde, per la presenza di minuscole scaglie grigie, disposte a formare una cavità centrale solitamente riempita d’acqua.

Le foglie sono lineari, rigide, lunghe circa 1-1,5 m e larghe 3-8 cm nella parte centrale, assottigliate verso l’estremità che è munita di una robusta spina; i margini sono provvisti di spine ravvicinate lunghe 2-3 mm di colore bruno.

L’infiorescenza, al centro della rosetta, è costituita da uno scapo floreale ricoperto da tomento bianco e provvisto di brattee ellittiche sovrapposte, più lunghe degli internodi, di colore verde o rosa, generalmente inermi.

Lo scapo termina con una infiorescenza fusiforme, lunga 26-30 cm, costituita da un racemo composto, formata cioè da più racemi che si dipartono da un asse centrale. Le brattee sotto i singoli racemi, generalmente più corte degli stessi, sono ovali e con una spina all’apice, di colore rosa e ricoperte da un tomento bianco; dello stesso colore sono quelle dei singoli fiori, lunghe 5-7 mm e disposte su due file opposte (distiche).

I fiori hanno sepali lunghi 5-12 mm, dello stesso colore delle brattee, con una spina all’apice, e petali lunghi circa 2 cm di colore blu, porpora o bianco.

I frutti sono bacche cilindriche ricoperte da un tomento bianco.

Si riproduce, oltre che per seme, per via vegetativa tramite le nuove piante che nascono alla base e che possono essere staccate quando hanno raggiunto una dimensione pari almeno ad un terzo di quella della pianta madre.

Specie robusta coltivabile all’aperto nei climi tropicali e subtropicali umidi come epifita sugli alberi, ma anche come terrestre, per formare bordure ed aiuole, su substrati molto aerati, porosi, drenanti e ricchi di sostanza organica, in posizione mediamente ombreggiata.

Se ne può tentare la coltivazione anche nei climi temperato caldi, in posizione riparata, potendo sopportare per breve periodo temperature intorno a -3°C.

Può essere coltivata in vaso per la decorazione di interni spaziosi, date le dimensioni e la presenza delle spine ai bordi e all’estremità della foglia, verande e giardini d’inverno, in posizione molto luminosa, ma non al sole diretto, e su un substrato drenante, molto poroso ed aerato, che può essere costituito da torba e sabbia o altri inerti (agriperlite, vermiculite ecc.), con temperature che è bene si mantengano superiori a 14-16°C, ideali 20-24°C.

Le innaffiature devono essere regolari in estate, ma lasciando asciugare lo strato superficiale del terriccio prima di ridare acqua, e diradate in inverno e l’umidità ambientale, in presenza di aria secca ed elevate temperature, può essere incrementata con nebulizzazioni utilizzando acqua a temperatura ambiente e non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie.

In estate si può lasciare un po’ d’acqua nella cavità centrale formata dalla rosetta di foglie, rinnovandola frequentemente per evitare che diventi un focolaio larvale di zanzare, mentre in inverno è preferibile lasciarla asciutta per evitare possibili marciumi.

Sinonimi: Chevaliera grandiceps Griseb. (1879); Aechmea grandiceps (Griseb.) Mez (1892); Aechmea polystachia var. longifolia A.Cast. (1925); Aechmea rubra Silveira (1931); Aechmea involucrifera Mez (1934); Platyaechmea distichantha var. schlumbergeri (E.Morren ex Mez) L.B.Sm. & W.J.Kress (1990).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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