Aegithalos caudatus

Famiglia : Aegithalidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Frequenti nell’Eurasia temperata, tutti i codibugnoli o cince codone ( Aegithalos caudatus ) a partire da febbraio-marzo si danno un gran daffare per costruire il nido © Gianfranco Colombo

A volte non è facile dare una spiegazione logica al perché la natura abbia dotato un animale di un particolare morfologico che talora sembra di ostacolo al regolare svolgimento della sua vita quotidiana. E’ evidente che i colori della livrea hanno un loro significato quando portati dal maschio, come pure artigli taglienti rivelano il soddisfacimento di una necessità predatoria.

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C’è chi ha quasi finito e l’arreda ora con morbide piume © Gianfranco Colombo

Sappiamo che becchi particolari evidenziano specializzazioni nell’alimentazione ed ali forti ed appropriatamente modellate caratterizzano un adattamento alle migrazioni.

Ma perché una coda così spropositata nel codibugnolo? Bellezza, eleganza, necessità? Macché! Sia il maschio che la femmina la portano di ugual misura chiarendo immediatamente che non fa parte del corredo di corteggiamento del maschio.

Come vedremo la coda di questo uccello è sicuramente smisurata per le sue dimensioni e tale da sembrare difficile da trascinare persino durante il volo e forse anche di impedimento durante il suo continuo sgambettare tra gli arbusti, rampicanti e rovi nei quali passa la maggior parte del tempo.

Allora perché dotare anche la femmina di questa appendice, obbligandola poi a covare in un nido angusto, piccolo a forma di uovo, assolutamente inadatto per ospitare uccelli così fortemente codati?

Curioso notare che il modo più semplice di capire se una femmina di codibugnolo sta già covando, è osservare la sua coda che risulta storta, stropicciata con curvature innaturali, appunto perché all’interno della camera di cova, non vi è spazio sufficiente per mantenerla stesa.

Il Codibugnolo o Cincia codona ( Aegithalos caudatus – Linnaeus, 1758) è uno dei più piccoli rappresentanti dell’ordine dei Passeriformes ed appartiene alla famiglia degli Aegithalidae un nuovo raggruppamento spesso incluso nella famiglia dei Paridae, le comuni cince, con le quali ha notevoli attinenze comportamentali e morfologiche.

Il nome volgare codibugnolo è di origine popolare toscana ed abbina naturalmente la particolare coda con il bugnolo o bugnola, un’ampia cesta di vimini usata per contenere cereali o pane. Quindi tanto è grande la coda che ci vuole un bugnolo per contenerla.

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E c’è chi inizia la costruzione ammassando col becco ragnatele © Gianfranco Colombo

Il nome scientifico è stato ripreso dal termine greco dato da Aristotele ad alcune cince che aveva chiamato appunto "aigithalos", senza farne una netta distinzione mentre "caudatus" proviene dal latino col senso di codato, appunto per la lunga appendice.

In Europa viene comunemente chiamato: in inglese Long-tailed Tit, in tedesco Schwanzmeise, in spagnolo Mito Común, in portoghese Chapim-rabilongo ed in francese Mésange à longue queue.

Zoogeografia

Il codibugnolo ha un areale vastissimo che corre dalle coste atlantiche dell’Europa a quelle del Pacifico attraverso tutto il continente asiatico. Manca solo nelle aree fredde dell’estremo nord dei due continenti dove le condizioni climatiche invernali non permettono la sopravvivenza di questo piccolissimo uccello.

A sud l’areale si ferma in alcune isole del Mediterraneo mentre in Asia arriva a lambire i territori aridi e stepposi del settore meridionale evitando in assoluto il subcontinente indiano ed il sud est asiatico. Manca in Sardegna ed in alcune isole minori del Mediterraneo ma occupa totalmente la penisola iberica, la balcanica ed il Medio Oriente.

Ecologia-Habitat

Il codibugnolo abita prevalentemente zone boscose, sia di montagna che di pianura, con fitti arbusti, rovi e siepi con rampicanti ma scegliendo di preferenza le aree confinanti con spazi aperti e ben soleggiati.

Nelle pianure ama molto frequentare i piccoli boschetti ripariali lungo i fiumi od anche i fossati che intersecano ampie aree agricole.

E’ un uccello praticamente stanziale nella maggior parte degli areali, dimostrando un attaccamento genetico al luogo natio tale da fargli spendere l’intera vita sempre nei medesimi luoghi. Per le popolazioni dell’estremo nord si assiste a movimenti latitudinali anche notevoli dovuti alla difficoltà di questo uccello a superare temperature rigide per lunghi periodi.

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Lavoro enorme per uccelletti di 7-9 g e 6 cm, coda esclusa, che in appena 15-20 giorni, pezzo per pezzo, devono saldare fra loro, usando ragnatele appiccicose e per colla, come in questa foto, crisalidi d’insetti, fiocchetti cotonosi, muschi e licheni per creare una struttura flessibile, soffice e ben ancorato al supporto © Gianfranco Colombo

Infatti anche nelle zone dove è tradizionalmente stanziale, possono avvenire vere falcidie durante l’inverno, quando improvvisamente e per lunghi periodi si verificano freddi intensi. Durante il periodo invernale lo si può incontrare in qualsiasi ambiente anche urbano quando, insieme a consimili ed alle cugine cince, crea bande consistenti che svolazzano di ramo in ramo alla ricerca dei pochi insetti che sopravvivono durante la cattiva stagione.

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Ecco alla fine il tipico nido fra i rovi: una struttura ad uovo, alta circa 20 cm e larga 12, con un foro piccolo ed angusto posto lateralmente sulla parte superiore © Gianfranco Colombo

Un uccellino sempre in movimento, instancabile ed arzillo e sempre ciarliero con il suo insistente srrr srrr, un richiamo trillante quasi ultrasonico che emette in continuazione per mantenere il contatto di gruppo.

Morfofisiologia

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Piccoli imploranti cibo. Vengono deposte da 8-12 uova, una al giorno, e la femmina cova per circa due settimane © Gianfranco Colombo

La cincia codona ha dimensioni estremamente ridotte tale da farla rientrare fra i più piccoli volatili d’Europa. Ha un peso medio di 7 g che arriva occasionalmente a 9 nel tardo autunno; un’apertura alare di 15/17 cm ed una lunghezza di 14 cm dei quali 8-9 cm della sola coda. Quindi un’appendice che copre ben il 65% del suo corpo. Maschio e femmina sono indistinguibili ed anche i piccoli indossano la livrea degli adulti già al termine del primo anno.

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Un genitore colmo di doni. La dieta base è costituita da ragnetti e piccoli insetti, con relative uova e crisalidi, talora integrati da semi e bacche nella cattiva stagione © Gianfranco Colombo

Il colore di base è il bianco con striature nerastre che coprono le ali, la testa ed il dorso. Il petto ed il ventre è totalmente bianco mentre la coda ha penne nere con quelle esterne bianche. In alcune sottospecie vi sono anche delle sfumature rosa e grigiastre sul dorso. Ha un becco piccolissimo e triangolare poco prominente e quasi invisibile, di colore nero come le zampe.

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Oltre ai trillanti richiami, i codibugnoli comunicano con lo sguardo ed i movimenti delle piume © Gianfranco Colombo

Nella parte settentrionale del suo areale è presente la sottospecie del gruppo Aegithalos caudatus caudatus che presenta una livrea col capo totalmente bianco niveo mentre la parte meridionale europea e parzialmente quella asiatica, è occupata dal ceppo Aegithalos caudatus europaeus con livrea tipica e con la quale spesso si ibrida. Il Aegithalos caudatus alpinus occupa invece l’area mediterranea e gran parte dell’areale meridionale asiatico.

Da questi tre ceppi sono state classificate circa una ventina di sottospecie, specifiche di territori a volte molto limitati ma di non facile identificazione sul campo se non attraverso il maneggio diretto degli esemplari raccolti durante gli inanellamenti.

Nella sola Europa troviamo il Aegithalos caudatus rosaceus della Gran Bretagna, il Aegithalos caudatus aremoricus della Francia occidentale, il Aegithalos caudatus taiti e Aegithalos caudatus irbii entrambi della penisola iberica, Aegithalos caudatus italiae dell’Italia peninsulare e parte della Slovenia, il Aegithalos caudatus siculus della Sicilia ed il Aegithalos caudatus macedonicus della penisola balcanica.

Etologia e Biologia riproduttiva

La cincia codona è specie monogama e nidifica una sola volta l’anno. E’ specie alquanto precoce e spesso già nel tardo febbraio inizio marzo, si assiste alle prime avvisaglie per la costruzione del nido. Ama costruirlo generalmente in roveti, bassi cespugli o occultato fra le edere e rampicanti che avvolgono il fusto di sambuchi, robinie e latifoglie ma non disdegna di costruirlo completamente allo scoperto sulla biforcazione del tronco di un albero, confidando nel colore del materiale usato che ben si mimetizzerà con la corteccia. L’altezza dove viene posto il nido non è costante, può all’occasione essere a pochi decimetri dal suolo, addirittura sulla sponda di un corso d’acqua pendente sulla superficie ma d’abitudine non supera i tre metri di altezza.

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In particolare, quando sono nervosi, drizzano come la cinciallegra le piume del capo © Gianfranco Colombo

La costruzione del nido del codibugnolo è una delle operazioni più lunghe e complicate per un uccello, appesantita poi dalle ridottissime dimensioni dell’architetto e dell’enorme quantità di materiale che deve apportare per terminare un’opera così eccezionale.

Scelto il luogo dove edificare il nido, entrambi i partner iniziano ponendo una base formata da muschio legato ed incollato pezzo per pezzo con ragnatele appiccicose che mischiano a fiocchi di cotone vegetale, a licheni, a crisalidi di piccoli insetti con una certosina ed innata maestria.

Pezzo per pezzo in circa 15/20 giorni di incessante lavoro, viene costruita una struttura ad uovo di circa 20 cm di altezza e 12 di larghezza con un foro piccolo ed angusto posto lateralmente sulla parte superiore. La struttura è leggerissima, molto flessibile, soffice e ben ancorata, anzi praticamente incollata al supporto sul quale è costruita.

L’interno viene poi foderato da piccole piume di ogni colore, sofficissime e raccolte chissà dove che rendono l’interno una vera alcova.

E’ stato accertato che la raccolta ed il trasporto del materiale per la costruzione della struttura esterna, comporti diverse migliaia di viaggi per entrambi i partner e non meno di qualche centinaio, per l’arredamento interno. Vengono deposte da 8 a 12 uova al ritmo di uno al giorno e la cova effettuata dalla sola femmina, dura circa due settimane. I piccoli si involano dopo circa due settimane.

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A due settimane dalla nascita i piccoli abbandonano il nido e sono già in grado di volare, ma la vita di un codibugnolo è breve: in media, se tutto va bene, raggiungono a stento i 3 anni © Gianfranco Colombo

Il nido di codibugnolo ha una fortissima predazione che porta alla distruzione di circa il 80% dei nidi. Cornacchie e corvidi, rapaci e topi, bisce e maltempo, sono spesso la causa di questi incidenti.

Quando accade, generalmente la coppia rinuncia ad una nidificazione sostitutiva, preferendo impiegare la loro esperienza e il desiderio di prolificazione, nell’aiutare altre coppie che nidificano nelle vicinanze. Non è raro infatti vedere più adulti imboccare i piccoli allo stesso nido.

La cincia codona si nutre principalmente di insetti e di loro uova, di piccole crisalidi e ragnetti sia durante l’estate che in inverno, anche se durante la brutta stagione integra la sua alimentazione con semi, bacche e frutti rimasti accidentalmente sugli alberi.

La necessità di vivere in bande durante questo periodo, raggiunge lo scopo primario durante la notte, quando tutti i partecipanti si riuniscono stretti ed ammucchiati sullo stesso supporto, addossati al tronco o ad un fitto arbusto per proteggersi dal freddo pungente. Un ammasso informe di piume che evita la dispersione del calore corporale. Tanto lontani e tanto diversi ma tanto simili nel comportamento al Pinguino imperatore ( Aptenodytes forsteri ) che in Antartide attua il medesimo artificio.

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Nella parte settentrionale del suo areale è presente la sottospecie del gruppo Aegithalos caudatus caudatus che presenta una livrea col capo totalmente bianco niveo © Sergio Mazzoleri

Hanno vita alquanto breve visto che superano mediamente a malapena il terzo anno di età.

Sinonimi

Parus caudatus – Linnaeus, 1758.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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