Agapornis roseicollis

Famiglia : Psittacidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Per le affettuosità fra coniugi vengono detti inseparabili © Mazza

L’ Agapornis roseicollis - Vieillot, 1818, è un uccello appartenente all’ordine degli Psittaciformes, famiglia degli Psittacidae, genere Agapornis.

Fu scoperto dal biologo ornitologo francese Louis Jean Pierre Vieillot nel 1818, durante i suoi ripetuti viaggi nel continente Africano, oltre che nell’India occidentale e in America del nord, che gli permisero di descrivere, per la prima volta, molti generi e specie d’uccelli. Queste, insieme all’ Agapornis roseicollis, vennero documentate in diverse sue opere scientifiche, tra cui "Analyse d’une nouvelle ornithologie élémentaire" d’Éterville, Paris 1816 e "Ornithologie" Lanoe, Paris 1818.

L’ Agapornis roseicollis, viene comunemente chiamato in Italiano: Inseparabile dal collo rosa o Faccia rosa, mentre in Inglese: Peach-Faced lovebird.

Il termine di " inseparabili " è attribuito a tutto il genere Agapornis per la tendenza a comportamenti sociali affettuosi, che questi pappagalli mostrano vivendo in coppia stabile. Al punto che, quando questa si spezza per la morte del partner, occorre sostituirlo subito con uno di sesso equivalente, prima che il superstite si lasci morire di dolore.

Una delle forme comportamentali affettuose classiche osservate negli inseparabili, è l’insieme delle cure di pulizia mediante lisciamento delle piume, che queste coppie di uccelli si somministrano di continuo durante tutta la giornata.

Il genere Agapornis, scoperto dal biologo ornitologo botanico e artista inglese Prideaux John Selby nel 1836, si suddivide in 9 specie fondamentali, tra cui l’Inseparabile dal collo rosa ( Agapornis roseicollis ).

Altre specie sono, gli Inseparabili di Fischer ( Agapornis fischeri ), gli Inseparabili di Shelly o inseparabili di Nayssa ( Agapornis lilianae ), gli Inseparabili del Madagascar ( Agapornis canus ), gli Inseparabili dalla faccia rossa ( Agapornis pullarius ), gli Inseparabili dalla faccia nera ( Agapornis Agapornis nigrigenis ), l’Inseparabile mascherato ( Agapornis mascherata ), l’Inseparabile dal collo nero ( Agapornis swindernianus ) e l’Inseparabile ali nere o anche detto Inseparabile dell’Abissinia ( Agapornis taranta ), che tratteremo in specifiche schede.

Ritornando all’ Agapornis roseicollis, esiste una sola razza o sottospecie, l’ Agapornis roseicollis catumbella, localizzata nel sud dell’Angola.

Non ci sono specie affini, ma in questi pappagalli, come in altri del genere Agapornis , si verifica spesso una mutazione somatica che modifica la colorazione del piumaggio.

E’ il caso per esempio dell’ Agapronis roseicollis qui raffigurato, con piume giallo pallido, al posto del verde erba tipico della specie.

Questa mutazione, detta Ino mutation in inglese, è determinata, con una trentina circa di varianti, da una mutazione a carico di un gene ( Ino ) associato al cromosoma sessuale W, equivalente dell’ X nei mammiferi, per la presenza del suo locus genico su tale eterocromosoma.

Tale mutazione inibisce totalmente la produzione fisiologica di melanina ( il normale pigmento che determina la colorazione delle piume negli uccelli, come della pelle negli esseri umani o della pelliccia e manto negli altri animali ), prevenendo tutte le altre possibili combinazioni cromatiche della livrea, dipendenti dalla concentrazione fisiologica di tale sostanza.

Tale fenomeno in Genetica, si chiama epistasi ( che può essere dominante o recessiva a secondo se il gene o i geni in gioco è/sono dominante/i o recessivo/i ).

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Ino mutation-Lutino di Agapornis roseicollis © Giuseppe Mazza

In sostanza, senza entrare troppo in dettaglio nei meccanismi, l’Epistasi è un fenomeno genetico per cui gli effetti di un gene sono modificati da uno o più geni ( tutti possono essere in stato recessivo o dominante a secondo del carattere fenotipico associato, nella caso della Ino mutation sono tutti recessivi ) che sono detti Geni Modificatori.

Questo fenomeno fisiogenetico è alla base della colorazione giallo pallido dell’ Agapornis roseicollis .

La Ino mutation si può esprimere in tre varianti in relazione al colore di partenza nell’animale con fenotipo wild-type.

Nel caso dell’ Agapornis roseicollis , poiché di base si parte nel wild-type da una colorazione verde erba, la mutazione fenotipica è chiamata varietà Lutino, che darà colorazione giallo pallido, cioè dove è verde brillante nel wild-type, nel mutante è giallo pallido.

Altre variazioni sono Albino ( che deriva dal wild-type blue ) e Cannella.

A parte questa differenza fenotipica riferita al colore del piumaggio, l’etologia, la biologia riproduttiva, l’ecologia-l’habitat, la zoogeografia, l’ecologia alimentare, sono equivalenti nell’ Agapornis roseicollis ( wild-type ) e nell’ Ino mutation-Lutino, quindi descrivere il wild-type, significa anche descrivere il suo mutante.

Zoogeografia

L’ Agapornis roseicollis vive nella zona sud-ovest dell’Africa.

Il suo home-range si estende dal sud-est dell’Angola, dove si trova anche la razza Agapornis roseicollis catumbella, passa per la Namibia, fino ad arrivare a nord ovest del Sud Africa.

Spesso specie scappate dalla cattività, si reintegrano bene in natura ( specie ferali ). Sono stati osservati, esemplari ferali in Arizona e a Londra.

Ecologia-Habitat

Lo si ritrova fino a 1600 m di altezza sopra il livello del mare, in ampie foreste montane, dove svolgono vita arboricola per la presenza di un piede zigodattilo, sono anche presenti, nelle foreste tropicali a valle e in aree semi-desertiche e nel bush.

Morfofisiologia

Nel mutante fenotipico Ino mutation-Lutino, di Agapornis roseicollis il dorso e il ventre sono giallo pallido ( per le copritrici ) con qualche macchia dispersa, bianca.

Le timoniere della coda e le piume di contorno delle ali, sono bianche, la coda termina con una leggera colorazione giallo pallido, la faccia e la porzione ventrale del collo, è rosa intenso, soprattutto nella porzione mandibolare, contornata da un alone bianco tenue.

Nella regione sopra-orbitale fino al lobo parietale-temporale della capsula cranica, il rosa si intensifica, virando a rosso.

La testa, nella porzione superiore è giallo pallido, come il lobo occipitale e la porzione dorsale del collo. Il becco rosa-arancio, l’iride rosso, le zampe robuste, sono di colore rosa flebile.

Nell’ Agapornis roseicollis wild-type, il dorso la nuca e le ali sono verde erba omogeneo. La porzione inferiore del petto, il ventre le ali e i lati, sono verde chiaro, e c’è una netta separazione tra il rosso e il verde.

Le remiganti sono nere, con il vessillo esterno verde. La spallina gialla chiaro, le timoniere centrali in numero di 2 sono verdi con apice nero.

Le timoniere laterali, in numero di 10, sono verdi con una regione centrale rossa, la quale si restringe gradualmente, dall’esterno verso l’interno, c’è una banda nera ai tre quarti della sua lunghezza, l’apice è azzurro. Faccia e collo rosa.

Il becco è uncinato di medie dimensioni, robusto a natura cornea con colorazione alla base verde-giallo, con la punta verde nera. Iride bruno scuro con pupilla nera, non cerchiato ma contornato da un sottile anello di piumette bianche, zampe e dita grigio verdastre, unghie grigio scuro alla base, si schiariscono verso la punta.

Sia i maschi che femmine, come accade per le altre specie del genere Agapornis, raggiungono in genere i 15–17 cm di lunghezza, con un peso medio di 40-70 g. Possono vivere fino a 20-25 anni.

Contrariamente agli inseparabili senza dimorfismo sessuale, l’ Agapornis roseicollis non possiede il cerchio oculare bianco (classico dell’ Agapornis personata ). La sottospecie si differenzia per il piumaggio più brillante e il rosso della fronte più intenso.

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Esistono varianti di colore dovute al Mosaicismo Settoriale detto anche Compartimentale o Naudiniano © Mazza

L’ Agapornis roseicollis, detto anche comunemente Inseparabile collo o faccia rosa, forma un gruppo a sè stante che si differenzia da tutti gli altri Agapornis.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Spesso, per determinare il sesso in cattività, si sfrutta la presenza di una fossetta pelvica, che nel maschio ha dimensioni di 1-3 mm, mentre nella femmina raggiunge i 6–8 mm.

L’ Agapornis roseicollis ama moltissimo l’acqua, più di ogni altro inseparabile. Come detto sopra, lo si trova nelle zone umide e montagnose, fino ad una altitudine di 1600 m, sempre in prossimità di fonti d’acqua. Di solito vive in piccoli gruppi, ma talvolta si possono vedere gruppi formati da centinaia d’esemplari, che compiono razzie nei campi coltivati alla ricerca di cibo. Si nutrono di grani, erbe selvatiche, graminacee e bacche.

Si riproducono in febbraio-marzo e nidificano in colonia nei tronchi d’albero cavi. La femmina costruisce il suo nido portando il materiale tra le penne del dorso. La deposizione consiste in 4 o 5 uova ma talvolta possono anche arrivare a 6 o addirittura a 7, covate dalla femmina per circa 23 giorni.

I giovani lasciano il nido a cinque o sei settimane di vita, ma continuano ad essere nutriti dal maschio, mentre la femmina intraprende una nuova covata.

L’ Agapornis roseicollis costruisce un nido molto bello ed elaborato, formato da un piccolo corridoio d’ingresso e una camera d’incubazione a forma di sfera. Per costruirlo, la femmina trasporta pazientemente frammenti di corteccia prelevati dai ramoscelli della foresta. Il maschio non partecipa alla costruzione del nido, limitandosi a trasportare col becco alcuni pezzetti di corteccia. Osservando il comportamento di questi uccelli, è quindi facile riconoscere la femmina, perché è l’unica che si da un gran da fare nella costruzione del nido.

In cattività l’ Agapornis roseicollis nidifica in qualsiasi periodo dell’anno. Se i soggetti sono alloggiati all’esterno, la stagione migliore per farli riprodurre è la primavera e l’estate, in quanto le giornate sono più lunghe e più calde. Se invece vengono alloggiati in locali interni, possono nidificare senza problemi anche in pieno inverno, a patto che si aumentino artificialmente le ore di luce, e che la temperatura non scenda mai sotto gli 8-10 °C.

La popolazione di Agapornis roseicollis ha subito severi gradi di riduzione negli ultimi anni. Motivo per cui la CITES ne controlla il traffico, e la IUCN la dinamica di popolazione.

Va però aggiunto a questo proposito, che talora l’essere umano fa, senza volerlo, delle cose utili. Si è osservato infatti che la creazione di sorgenti d’acqua artificiali e strutture abitative, ha fornito a questi uccelli nuove possibilità per riprodursi e costruire i nidi. Un modo per compensare almeno in parte, in certe aree geografiche, il calo di densità numerica della specie.

Sottospecie-Razza

Agapornis roseicollis catumbella - L.J.P. Vieillot, 1820 ( endemica del sud dell’Angola )

Mutazione somatica

Ino mutation-Lutino

 

→ Per informazioni generali sui Psittaciformes vedere qui

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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