Agaricus praeclaresquamosus

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Testo © Livio Agostinelli

 

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L’Agaricus praeclaresquamosus è velenoso e può provocare anche gravi intossicazioni gastrointestinali © Mazza

Famiglia: Agaricaceae Chevallier, 1826

Genere: Agaricus Linnaeus, 1753

Sottogenere: Flavoagaricus Wasser, 1980

Sezione : Xanthodermatei Singer, 1948

Agaricus praeclaresquamosus A.E. Freeman, 1979

Descrizione del genere

Al genere Agaricus appartengono funghi eterogenei, carnosi, con imenio asportabile; il velo generale non sempre è presente se non in poche specie, evidente alla base del gambo sotto forma di placche o fiocchi; il velo parziale sempre presente, formante un anello semplice o doppio, supero o infero.

Imenoforo formato da lamelle libere al gambo, con il filo immutabile o virante al rosso o al giallo.

Descrizione del sottogenere e della sezione

Al sottogenere Flavoagaricus sono ascritte specie che ingialliscono allo sfregamento o al taglio e odorano di anice, di mandorle amare, di amaretto, di marzapane, ma anche di fenolo, di inchiostro o di iodio.

Alla sezione Xanthodermatei sono ascritte specie di taglia media, con carne che ingiallisce fortemente alla base del gambo ed emana un odore sgradevole come di inchiostro, di fenolo o di iodio. Anello supero (cioè che si stacca dall’alto verso il basso), doppio, ampio e consistente, decorato nella faccia inferiore. Nessuno è commestibile.

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Un Agaricus praeclaresquamosus pronto per il ballo di nozze © Giuseppe Mazza

Descrizione della specie

Cappello: da emisferico a convesso, trapezoidale, infine pianeggiante e anche un poco depresso, poco carnoso, margine introflesso e leggermente appendicolato; cuticola asciutta di colore che varia dal grigio fuliggine al grigio nero, si dissocia poi in piccole squamette a partire dal centro, via via sempre più rade verso il margine, mentre al disco rimane pressoché intatto.

Imenio: lamelle libere al gambo, strette e fitte con numerose lamellule, il colore inizialmente bianco sporco poi rosa pallido ed infine bruno porporino, filo è sterile.

Gambo: slanciato, flessuoso, cilindroide con alla base un bulbo arrotondato-marginato anche molto evidente, alla manipolazione diventa giallo.

Anello: ampio e membranoso, doppio, supero, bianco con il margine spesso macchiato di giallo, nella faccia superiore liscio in quella inferiore a ruota dentata.

Carne: esigua, massimo 1 cm di spessore nella parte centrale del cappello, bianca, al taglio vira al giallo nel cappello e alla base del gambo, infine, per manipolazione e per vetustà diventa bruno sporco. Odore sgradevole come di inchiostro di china o di fenolo, più forte alla base del gambo.

Habitat: è una specie considerata saprofita, cresce preferibilmente in boschi di latifoglie, su residui organici di vario tipo. Si tratta di un fungo a crescita autunnale, più frequente in pianura e bassa collina.

Commestibilità: è un fungo velenoso che provoca intossicazioni gastrointestinali anche gravi.

Reazione di Shaffer negativa.

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Basidi, cuticola, cheilocistidi e spore di Agaricus praeclaresquamosus © Pierluigi Angeli

Microscopia: spore piccole, ovoidali, 4-5 × 3-3,5 µm. basidi clavati, tetrasporici, senza giunti a fibbia, 20-25 × 5-6,5 µm. Cistidi fortemente clavati, piriformi, 12-21 × 11-14,5 µm. cuticola formata da ife coricate con qualche terminale libero, senza giunti a fibbia.

Osservazioni: Agaricus praeclaresquamosus, come tutte le specie appartenenti a questa sezione, è caratterizzata dall’ingiallimento alla base del gambo e dall’odore sgradevole di inchiostro. Si può confondere con A. praeclaresquamosus varietà terricolor (Möller) Bon & Cappelli, che però ha il disco nerastro e le squame bruno-nerastre su fondo grigio; con Agaricus phaeolepidotus Möller che è molto simile, si differenzia per un ingiallimento più leggero o tutt’al più un arrossamento alla base del gambo.

Sinonimi: Psalliota meleagris J. Schäffer 1925 (basionimo); Agaricus placomyces var. meleagris (J. Schäffer) R. Pscual 1987; Agaricus moelleri Wasser 1976; Agaricus xanthodermus var. obscuratus Maire 1910.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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