Aglais urticae

Famiglia : Nymphalidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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L’Aglais urticae raggiunge anche alte quote, riscaldandosi al sole sulle rocce © G. Mazza

La Vanessa dell’ortica ( Aglais urticae, - Linnaeus 1758, da altri autori non del tutto correttamente chiamata Nymphalis urticae ) è un lepidottero diurno afferente alla corposa famiglia dei Ninfalidi (Nymphalidae).

Membro dei Ropaloceri (Rhopalocera), è tasso- nomicamente afferente al grande phylum degli Artropodi (Arthropoda), sottotipo Antennati (Antennata), classe Insetti (Insecta), sottoclasse Neotteri (Neoptera), coorte Pterigoti (Pterygota), superordine Endopterigoti (Endopterygota = Olometaboli ), ordine Lepidotteri (Lepidoptera), sottordine Eteroneuri (Heteroneura), famiglia Ninfalidi (Nymphalidae), genere Aglais.

Zoogeografia

Cosmopolita, come tutti i membri dei ninfalidi, fino alle fasce circumpolari. La si ritrova sia in pianura, che in montagna ad altezze elevate. In realtà in Europa, compresa l’Italia, da un decennio a questa parte è rarissima, mentre la si trova nelle aree temperate degli altri continenti. Le cause di questa quasi microestinzione europea non sono note.

Habitat-Ecologia

Come si evince dal nome, la larva euriciforme, polipoda, cefalica di questo lepidottero, si nutre elettivamente di ortica, una pianta erbacea perenne, ad esempio la Urtica dioica. Per tale ragione, la si ritrova sia nelle pianure, che nella boscaglia, fino ai pascoli montani.

L’imago è, come tutte le altre farfalle, nettarivoro.

Morfofisiologia

Presenta le medesime caratteristiche generali della famiglia dei Nimphalydae ( vedi scheda della Inachis io, la Vanessa Io ).

Nello specifico, per quanto riguarda la livrea, possiamo dire che anche questa farfalla è dotata di ali colorate e molto eleganti.

Il colore di fondo è arancione e lungo il bordo anteriore delle ali del primo paio, si possono osservare tre grandi macchie gialle e nere alternate.

Un’altra macchia nera abbinata ad una gialla, si nota poi al centro delle ali anteriori, mentre entrambe le paia di ali presentano una fascia submarginale nera, che include svariate macchioline celesti.

Maschi e femmine sono identici, con apertura alare di circa 5 cm.

Il nome del genere Aglais , deriva da Aglaia o dal greco antico Aglea, ovvero splendore, una delle tre Grazie o "Gratiae" nella mitologia Romana, che derivano in realtà da una figura mitologica dell’antica Grecia, le Cariti: splendide fanciulle che diffondevano la gioia della natura nel cuore e nello spirito degli dèi e dei mortali.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Questo lepidottero è caratterizzato da una a tre generazioni l’anno, cioè si riproduce da una a tre volte.

I bruchi di prima generazione, nascono in maggio dalle uova deposte in marzo-aprile, sulle foglie d’ortica, sua pianta nutrice. Quelli di seconda generazione, tra luglio-agosto. La terza generazione è stata osservata solo in Francia nella regione della Loira.

La larva è quasi del tutto nera, ricoperta di peli, simile a quella della Inachis io .

La crisalide ha un colore giallastro-oro. L’imago, vola da febbraio fino ad ottobre.

In Europa, la IUCN considera questa specie minacciata, cosa che non è in altre aree continentali.

Sinonimi

Nymphalis urticae - Linnaeus 1758

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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