Aglaonema crispum

Famiglia : Araceae

Testo © Pietro Puccio

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Aglaonema crispum in idrocoltura © Giuseppe Mazza

L’ Aglaonema crispum (Pitcher & Manda) Nicolson (1968) è originario dell’isola di Luzon (Filippine).

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “aglaos” = lucente e “néma” = filo con probabile riferimento agli stami lucenti dei fiori; il termine specifico latino “crispum” = ondulato è probabilmente riferito ai bordi ondulati della guaina fogliare.

Nomi comuni: “chinese evergreen”, “drop-tongue”, “painted drop-tongue”, “painted evergreen” (inglese); “kolbenfaden” (tedesco).

Erbacea perenne, sempreverde, forma un fusto eretto fino ad 1-1,2 m di altezza e diametro da 1 a 3 cm, con internodi di circa 1 cm; foglia coriacea con guaina basale lunga 6-18 cm, picciolo lungo10-25 cm terminante con una foglia ellittica con apice acuminato, lunga 15-30 cm e larga 6-15 cm, dai bordi di colore verde scuro con estesa variegatura di colore verde argenteo al centro.

Infiorescenze su peduncoli lunghi 5-12 cm costituite da una spata inizialmente verde, virante successivamente al giallo ed infine al nero, di circa 6 cm di lunghezza e 2-3 cm di larghezza, ed uno spadice di 2-3 cm di lunghezza con i fiori femminili occupanti la parte inferiore per circa un decimo della lunghezza, e quelli maschili la parte restante.

I frutti sono bacche di colore rosso a maturità lunghe circa 2 cm. Si riproduce per seme, divisione, talea di punta o porzioni di fusto, con almeno tre nodi, posizionate verticalmente o interrate orizzontalmente per metà dello spessore o poco più.

La specie è coltivabile all’aperto nelle zone a clima tropicale umido in posizione ombreggiata, su substrati organici drenanti, altrove viene coltivata in vaso e come tale è molto apprezzata per la decorazione degli interni per il suo fogliame altamente ornamentale.

Benché tolleri stare in ombra, una posizione luminosa, ma lontana dal sole diretto, ne esalta la variegatura. Il substrato deve essere organico, con aggiunta di sabbia o agriperlite, poroso e ben drenato per evitare marciumi radicali.

La temperatura deve mantenersi superiore ai 14-16°C, ottimale intorno a 20-22°C, senza brusche variazioni.

Durante il periodo vegetativo le innaffiature devono essere regolari ed il substrato mantenuto umido, ma senza ristagni, durante l’inverno le innaffiature vanno diradate, specie se le temperature sono al limite inferiore, ma senza lasciare asciugare completamente il substrato.

Come molte Araceae può essere coltivata facilmente in idrocoltura.

Sinonimi: Schismatoglottis crispa Pitcher & Manda (1892); Aglaonema roebelinii Pitcher & Manda (1894); Schismatoglottis roebelinii (Pitcher & Manda) Pitcher & Manda (1895); Aglaonema crispum f. bicolensis Jervis (1980); Aglaonema crispum f. pallidum Jervis (1980).

 

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