Allamanda blanchetii

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Allamanda blanchettii è una sarmentosa di 3 m coltivabile a spalliera o a cespuglio © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Brasile nordorientale (Alagoas, Bahia, Ceará, Maranhão, Paraiba, Pernambuco, Piauíe, Rio Grande do Norte e Sergipe), dove cresce nella foresta secca nota localmente come caatinga.

Il genere fu dedicato da Linneo al naturalista svizzero Frederick-Louis Allamand (1736-1803) studioso della flora brasiliana; la specie è dedicata al suo raccoglitore, il botanico e naturalista svizzero Jacques Samuel Blanchet (1807-1875).

Nomi comuni: cherry allamanda, purple allamanda, purple trumpet flore, violet alamanda (inglese); alamanda-de-jacobina, alamanda-rosa, alamanda-roxa, quatra patacas (portoghese-Brasile).

L’ Allamanda blanchetii A.DC. (1844) è un arbusto sarmentoso sempreverde dalla linfa lattiginosa, alto fino a circa 3 m, con rami giovani tomentosi e foglie coriacee semplici, sessili, disposte in verticilli di 3-5, da oblunghe a oblungo-ellittiche con apice appuntito, di 5-11 cm di lunghezza e 2,5-5,5 cm di larghezza, di colore verde lucido superiormente, opaco inferiormente. Infiorescenze terminali o ascellari cimose portanti numerosi fiori bisessuali, su un peduncolo lungo circa 1 cm, che si aprono in successione, con 5 sepali pubescenti oblunghi con apice appuntito, corolla campanulata, di 6-9 cm di lunghezza e 5-6,5 cm di diametro, con 5 lobi arrotondati parzialmente sovrapposti, di colore da rosa a porpora rossastro, più intenso nella gola. La specie è auto-incompatibile, quindi necessita di impollinazione incrociata per fruttificare.

I frutti sono follicoli globosi e spinosi contenenti numerosi semi appiattiti dotati di ala membranacea.

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La corolla campanulata, lunga 6-9 cm, è larga 5-6,5 cm. Lattice tossico ma virtù medicinali © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, che germina in 3-6 settimane in terriccio organico, con aggiunta di sabbia o perlite per migliorare il drenaggio, mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, e per talea e margotta.

Specie vigorosa e di veloce crescita, con fioritura prevalente in estate e autunno, di cui sono state selezionate numerose varietà con colori di diversa tonalità, molto apprezzata e frequentemente coltivata nei giardini tropicali e subtropicali; può sop- portare abbassamenti di temperatura fino a qualche grado sopra 0 °C solo se eccezionali e per brevissimo periodo.

Richiede pieno sole, per fiorire al meglio, o al più una leggera ombreggiatura, e suoli drenanti acidi o neutri; le innaffiature devono essere regolari e abbondanti, evitando i ristagni, cui è sensibile, anche se ben radicata sopporta brevi periodi di secco, spesso viene innestata su Allamanda cathartica che ha un apparato radicale più resistente.

Può essere allevata a cespuglio o addossata a una parete o graticcio, utili le potature, da effettuare a fine inverno inizio primavera, per un portamento più compatto e una copiosa fioritura. Dove il clima non consente la permanenza con continuità all’aperto può essere coltivata in vaso utilizzando un terriccio aerato e drenante ricco di sostanza organica, con regolari innaffiature e concimazioni durante i mesi estivi, utilizzando prodotti bilanciati con microelementi, da ricoverare in inverno in ambiente molto luminoso con temperature mediamente superiori a 16 °C e mantenendo il terriccio appena umido.

Le radici e altre parti della pianta sono utilizzate nella medicina tradizionale per varie patologie. Tutte le parti della pianta sono tossiche ed il lattice può provocare dermatiti e reazioni allergiche a persone particolarmente sensibili.

Sinonimi: Allamanda violacea Gardner (1844).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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