Alpinia aquatica

Famiglia : Zingiberaceae

Testo © Pietro Puccio

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Erbacea perenne con pseudofusti di 0,5-1,8 m, l’Alpinia aquatica cresce nelle paludi del Sud-est asiatico. Il rizoma è usato dai locali come antifungino per le malattie della pelle © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo, Giava, India meridionale, Malaysia Peninsulare e Sumatra dove vive prevalentemente in aree paludose, dal livello del mare fino a circa 800 m di altitudine.

Il genere è dedicato al medico e botanico italiano Prospero Alpini (1553-1617); il nome specifico è l’aggettivo latino “aquaticus, a, um” = acquatico, che vive nell’acqua, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: aquatic galangal (inglese); shui shan jiang (Cina); lengkuas (Borneo); meroyan siamang, munkanang (Malaysia).

L’ Alpinia aquatica (Retz.) Roscoe (1807) è una specie erbacea perenne sempreverde, rizomatosa, con pseudofusti sottili, lunghi 0,5-1,8 m, e foglie, su in picciolo lungo 1,2 cm, alterne, lanceolate con apice lungamente appuntito, di 15-22 cm di lunghezza e 2-5 cm di larghezza, coriacee, di colore verde brillante.

Infiorescenza terminale a pannocchia, lunga 15-25 cm, con fiori con calice campanulato tridentato bianco, lungo 0,8-1 cm, corolla con tubo lungo circa 1 cm e 3 lobi oblunghi con apice arrotondato, di 1,2-1,5 cm di lunghezza, labello trilobato di colore rosa, lungo 2 cm e largo 1,2 cm, con lobo mediano bifido e lobi laterali arrotondati con una ghiandola oblunga alla base, filamento lineare lungo 1 cm, e antera rossastra.

I frutti sono capsule globose di circa 0,6 cm di diametro, inizialmente verdi, poi rosse e infine nerastre a maturità, contenenti generalmente 3-5 semi trigoni. Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua tiepida per due giorni, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%, per migliorare il drenaggio, alla temperatura di 22-24 °C, con tempi di germinazioni variabili di 1-6 mesi, ma solitamente e facilmente per divisione dei rizomi.

Richiede un clima tropicale o subtropicale, suoli permanen- temente umidi e una esposizione in pieno sole o parziale ombra, viene a volte utilizzata come ornamentale in parchi e giardini ai margini di laghetti o in giardini acquatici.

Coltivabile anche in vaso, per essere riparata nei mesi più freddi dove il clima non consente la permanenza con continuità all’aperto, in terriccio organico drenante in posizione molto luminosa e con valori minimi di temperatura preferibilmente non inferiori a 15 °C.

Localmente il rizoma è utilizzato nella medicina popolare come antifungino nelle malattie della pelle.

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Infiorescenza terminale a pannocchia di 15-25 cm, con fiori con calice campanulato tridentato bianco, lungo 0,8-1 cm, corolla con tubo lungo circa 1 cm e 3 lobi oblunghi con apice arrotondato, di 1,2-1,5 cm di lunghezza, labello trilobato di colore rosa, lungo 2 cm e largo 1,2 cm, con lobo mediano bifido e lobi laterali arrotondati con una ghiandola oblunga alla base, filamento lineare lungo 1 cm, e antera rossastra. I frutti sono capsule globose di circa 0,6 cm, nerastre a maturità © Giuseppe Mazza

Sinonimi: Languas aquaticum (Retz.) J.Koenig (1783); Heritiera aquatica Retz. (1791); Hellenia aquatica (Retz.) Willd. (1797); Martensia aquatica (Retz.) Raeusch. (1797); Hellenia melanocarpa Teijsm. & Binn. (1862); Alpinia fraseriana Oliv. (1887); Alpinia melanocarpa (Teijsm. & Binn.) Ridl. (1899); Alpinia rosella Ridl. (1899); Alpinia exostylis K.Schum. (1904); Alpinia cornu-cervi Ridl. (1906); Alpinia rubella Ridl. (1910); Alpinia quadriloba Ridl. (1926); Languas cornu-cervi (Ridl.) Merr. (1929); Languas exostylis (K.Schum.) Merr. (1929); Languas fraseriana (Oliv.) Merr. (1929); Languas rubella (Ridl.) Merr. (1929); Languas melanocarpa (Teijsm. & Binn.) Burkill (1930).

 

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