Alpinia mutica

Famiglia : Zingiberaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Borneo, Giava, India, Malaysia Peninsulare, Myanmar, Singapore, Sulawesi, Thailandia e Vietnam dove vive nelle foreste umide su suoli paludosi in prossimità di corsi d’acqua.

Il genere è dedicato al medico e botanico italiano Prospero Alpini (1553-1617); il nome specifico è l’aggettivo latino “muticus, a, um” = mozzato, smussato.

Nomi comuni: dwarf cardamon, false cardamon, forest kerapat, narrow-leaved alpinia, orchid ginger, small shell ginger, small shellflower (inglese); kerapat bai, seki pui bai (Indonesia); chengkenam (Malaysia).

L’ Alpinia mutica Roxb. (1810) è una specie erbacea rizomatosa perenne, sempreverde, che forma densi cespi alti 1,5-2 m. Pseudofusti sottili provvisti di foglie, su un picciolo lungo 0,5-1 cm, alterne, lineari-lanceolate con apice lungamente appuntito, di 28-50 cm di lunghezza e 3-6 cm di larghezza, coriacee, di colore verde intenso lucido; le foglie stropicciate emanano un odore simile al Cardamomo ( Elettaria cardamomum (L.) Maton ). Infiorescenza terminale a pannocchia, eretta, pubescente, lunga 12-15 cm, portante numerosi fiori ermafroditi pendenti, singolarmente della durata di un giorno, che si aprono in successione, in gruppi di 2-3, per 30-45 giorni; i fiori sono autosterili, necessitano quindi di impollinazione incrociata per la fruttificazione. Calice tubolare pubescente, lungo 1,5-2 cm, di colore bianco con margine tridentato rossastro, corolla bianca con tubo più corto del calice e lobi lunghi 2,5-3 cm, il dorsale ovato, concavo, largo 1,5 cm, i laterali oblunghi, larghi 0,6 cm, labello ovato pressoché trilobato, lungo 3,5 cm e largo 4 cm, di colore giallo intenso venato e punteggiato di rosso, un solo stame fertile con due logge, lungo quanto la corolla, e antere di colore bianco-crema.

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Originaria del sud-est asiatico, l’Alpinia mutica è una specie erbacea perenne che forma densi cespi alti anche 2 m. Grande valore ornamentale e virtù medicinali © Giuseppe Mazza

I frutti sono capsule ovoidi rosso arancio, di circa 2,2 cm di lunghezza e 2 cm di diametro, persistenti a lungo sulla pianta, contenenti numerosi semi che a volte germinano ancora attaccati alla pianta madre. Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua tiepida per due giorni, in terriccio organico drenante alla temperatura di 22-24 °C, ma solitamente e facilmente per divisione dei rizomi. Specie di notevole valore ornamentale e paesaggistico, sia per il fogliame che per le infiorescenze, coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido, dove è in fioritura per gran parte dell’anno, e marginalmente in quelle temperato-calde, dove temperature intorno a 0 °C sono una eccezione di breve durata. Richiede una esposizione in pieno sole o leggera ombreggiatura e suoli ricchi di sostanza organica ben drenati, da leggermente acidi a leggermente alcalini, mantenuti costantemente umidi, ma senza ristagni. Dove il clima non consente la permanenza con continuità all’aperto può essere coltivata in capienti contenitori per essere riparata in ambiente molto luminoso nei mesi più freddi; utili le concimazioni con prodotti bilanciati, con microelementi, dalla primavera all’autunno.

Il rizoma e il midollo dei giovani fusti sono utilizzati nella medicina tradizionale per diverse patologie.

Sinonimi: Renealmia mutica (Roxb.) Salisb. (1812); Alpinia laxiflora Gagnep. (1902); Alpinia korthalsii K.Schum. (1904); Languas korthalsii (K.Schum.) Merr. (1929); Languas laxiflora (Gagnep.) Merr. (1929); Languas mutica (Roxb.) Merr. (1929); Catimbium muticum (Roxb.) Holttum (1950).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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