Alstonia angustiloba

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

JPEG - 226.3 Kb
L’Alstonia angustiloba è un albero d’oltre 40 m con tronco di 1 m, spesso dominante nelle foreste miste di dipterocarpacee e foreste paludose del Sud-est asiatico fino a circa 400 m d’altitudine © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo, Giava, Malaysia Peninsulare, Singapore, Sumatra e Thailandia dove vive nelle foreste miste di dipterocarpacee e foreste paludose, dove spesso è una delle specie dominanti, dal livello del mare fino a circa 400 m di altitudine.

Il genere è dedicato al medico e botanico scozzese Charles Alston (1685-1760); il nome specifico è la combinazione dell’aggettivo latino “angustus, a, um” = sottile e “lobus, a, um” = lobo, con riferimento ai lobi del fiore.

Nomi comuni: pulai tree (inglese); pantung, pelai, pulai, pulai bukit, pulai lilin (Borneo); pulai hitam (Indonesia); pulai, pulai bukit (Malaysia); mergalang (Sarawak); gabus, goti, pelaik, pelawai, pulai, pule, tuturan (Sumatra); tin pet lek (Thailandia).

L’ Alstonia angustiloba Miq. (1857) è un albero semideciduo alto fino ad oltre 40 m con tronco eretto fino a oltre 1 m di diametro, provvisto alla base di radici tabulari (radici appiattite simili a contrafforti che contribuiscono al soste- gno di grandi alberi) alte fino a 6 m, e corteccia di colore da bianco grigiastro a bruno, liscia negli esemplari giovani, poi ruvida e fessurata verticalmente; tutte le parti della pianta contengono un lattice bianco che essuda abbondantemente dalle ferite.

Le foglie, su un picciolo lungo 1-3 cm scanalato superiormente, sono semplici, disposte in verticilli di 4-7, da obovate a ellittico-oblunghe con base attenuata ed apice leggermente ottuso o appuntito, margini interi ricurvi e nervatura centrale prominente, di 4-15 cm di lunghezza e 2-6 cm di larghezza, coriacee, di colore verde lucido superiormente, grigio verdastro inferiormente.

JPEG - 266.7 Kb
Specie di grande valore ornamentale e paesaggistico, di facile coltivazione e rapida crescita nei giardini dei tropici. Trova impiego nella riforestazione ed il legno, leggero e tenero, è usato per oggetti comuni e dall’industria cartaria © Giuseppe Mazza

Le infiorescenze sono terminali ad ombrelle composte portanti numerosi fiori ermafroditi imbutiformi, con tubo cilindrico leggermente dilatato superior- mente, lungo 0,6 cm, e 5 lobi oblungo-lineari, di circa 0,4 cm di lunghezza, di colore bianco crema; i fiori emanano un intenso profumo.

I frutti sono follicoli deiscenti cilindrici, ricurvi, sottili, di colore bruno e tomentosi, fino a 25 cm di lunghezza e 0,3 cm di diametro, contenenti numerosi semi pressoché rettangolari, piatti, di circa 0,5 cm di lunghezza, provvisti di un ciuffo di peli sericei, lunghi 1 cm, alle due estremità per favorirne la dispersione tramite il vento. Si riproduce per seme, in terriccio drenante ricco di humus mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, che germina con alta percentuale in 2-8 settimane, e per talea.

Specie di grande valore ornamentale e paesaggistico, di facile coltivazione e veloce crescita, ampiamente utilizzata, per il fogliame lussureggiante e l’intenso profumo dei suoi fiori, in parchi e giardini, come esemplare isolato o in gruppo, e come alberatura stradale nei paesi a clima tropicale e subtropicale, con elevata piovosità annua ben distribuita, in particolare nel sudest asiatico; viene anche impiegata nella riforestazione. Richiede elevate costanti temperature, una esposizione in pieno sole e cresce in un’ampia varietà di suoli, da mediamente acidi a mediamente alcalini, purché mantenuti pressoché costantemente umidi.

Viene coltivata anche per il legno, leggero e tenero, facilmente lavorabile, con cui vengono prodotti utensili e numerosi oggetti di uso comune (scatole, fiammiferi, matite, sandali ecc.) e artistici, e per la fabbricazione della carta.

JPEG - 156.4 Kb
Varie parti della pianta sono utilizzate da tempi remoti nella medicina popolare. Promettenti proprietà medicinali per la cura dei tumori e della malaria © Giuseppe Mazza

Le varie parti della pianta sono utilizzate da tempi remoti nella medicina popolare, studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza di numerosi alcaloidi con promettenti proprietà per l’impiego in vari campi della medicina, in particolare nell’ambito della cura dei tumori e della malaria.

Sinonimi: Alstonia calophylla Miq. (1857); Alstonia angustiloba var. glabra Koord. & Valeton (1894); Paladelpha angustiloba (Miq.) Pichon (1947).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle APOCYNACEAE cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

/a-411-1_alstonia_angustiloba
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants