Althaea officinalis

Famiglia : Malvaceae

 

GIF - 6.2 Kb

 

Testo © Eugenio Zanotti

 

 

JPEG - 106.6 Kb
L’Althaea officinalis è un’erbacea perenne cespitosa di 40-120 cm © Giuseppe Mazza

Al genere Althaea appartengono, secondo vari Autori da 6 a 12 specie di piante erbacee perenni native dell’Europa e dell’Asia occidentale. L’areale dell’altea comune è Sud Est Europeo (regione carpatica-danubiana) - Sud Siberiano (Subpontico) divenuto Subcosmopolita.

Il nome del genere deriva dalle parole greche "althain", "altamen" o "altheim", che significa aiutare, guarire; Altea era un’eroina della mitologia greca, moglie di Oineo. Lo specifico officinalis è un termine largamente usato per le piante che hanno proprietà medicamentose, molte delle quali erano impiegate nelle "officine dei semplici", le farmacie di un tempo.

L’Altea ( Althaea officinalis L. - 1753 ) è un’erba perenne, con robusta radice fittonante, cilindrica, con un diametro di 1-3 cm, ramificata, di colore bianco giallastro o bruno chiaro, bianca all’interno.

La pianta è tomentoso-biancastra o grigiastra, per la densa copertura di peli ramificati (peli stellati), alta 40-120 (200) cm, a portamento solitamente cespitoso, con fusti semplici o più o meno ramificati, eretti, foglie alterne, palminervie, le inferiori ovato-cordate o sub-orbicolari, quasi intere o trilobe, le centrali intere o palmato-lobate, ovato-acuminate o triangolari, acute, crenato-seghettate (4-7 x 6-10 cm), spesso un po’ plicate, quelle superiori lanceolate (1-2 x 5-8 cm), brevemente picciolate, vellutate sulle due facce, fiori con forma simile a quelli della malva comune, su brevi peduncoli, solitari o in glomeruli all’ascella delle foglie superiori, con petali obovati (1,5 - 2 cm) lunghi 2-3 volte il calice, bianco rosei o roseo violetti; antere rosso-porpora o violette.

La fioritura è concentrata da maggio ad agosto (settembre). Segmenti dell’epicalice lineari-lanceolati, sepali ovali, acuti, ripiegati sui frutti (schizocarpi). I semi (mericarpi) sono reniformi, un poco rugosi, appiattito-trigoni, bruni, più o meno densamente pubescenti per peli stellati, specialmente sul dorso, circa una ventina e raccolti a ciambella attorno alla base degli stili.

L’altea cresce attorno alle paludi, lungo le sponde dei fossi, nei luoghi umidi anche salmastri, nei terreni umidi ricchi di sali, dal piano fino a 1200 m di quota.

In fitoterapia si utilizzano soprattutto le radici (raccolte in ottobre-novembre), ma anche le foglie ed i fiori (raccolti da maggio ad agosto), preferibilmente provenienti da piante di due anni.

La radice contiene alte percentuali di mucillagini costituite da polisaccaridi eterogenei ovvero da una miscela di galatturonoramnani acidi, glucani neutri e arabinogalattani neutri (D-galactosio, L-rhamnosio, acidi D-glucuronico, D-galacturonico), flavonoidi, fenolo, scopoletolo, amido, saccarosio e zucchero invertito, pectina, un olio grasso, fitosterina, asparagina, betaina, tannini, acido malico, ossalato di calcio, un olio volatile e sostanze minerali ricche di fosfati, vitamina C, enzimi. Le foglie contengono anche un olio essenziale e un acido volatile, nei fiori sono presenti un olio essenziale, mucillaggini e zuccheri. I preparati a base di altea, così quelle dell’affine malva, hanno proprietà emollienti, rinfrescanti, lenitive, antinfiammatorie, immunostimolanti, antipruriginose, antiulcera, stomatiche-gastroprotettive, blandamente lassative, pettorali, bechiche, espettoranti, odontalgiche, antianemiche ed ipoglicemizzanti.

La radice è impiegata contro le tossi stizzose, laringo-tracheo-bronchiti, nelle forme ove occorra fluidificare le secrezioni e in alcuni disturbi dell’apparato digerente (gastroenteriti, rettocoliti), cistiti. Il decotto ma soprattutto la macerazione a freddo si consiglia per gargarismi nelle infezioni della bocca e delle tonsille, per clisteri nelle enterocoliti acute, per cataplasmi su piaghe, foruncoli, flemmoni, ecc. Anche le foglie e i fiori, in infuso, sono utili contro la tosse e le infiammazioni della gola. Per uso esterno l’altea è prescritta in particolare per le pelli secche e dermatosi pruriginose. Ricordo che l’impiego delle preparazioni a base di altea è incompatibile con tannino, ferro e consumo di alcool ad alta gradazione.

I suoi estratti sono spesso impiegati come veicolo di farmaci ad azione irritante, come protettivi. In fitocosmesi i preparati a base dei suoi estratti sono apprezzati come decongestionanti e ammorbidenti per le pelli secche, affaticate, soggette a couperose.

JPEG - 89.9 Kb
Cresce in luoghi umidi, anche salmastri. Radice, foglie e fiori hanno virtù medicinali © Giuseppe Mazza

La tradizione popolare insegna che la radice di questa pianta, preventivamente spellata e sbollentata, veniva data come masticatorio ai bambini tormentati dai fastidi della dentizione. In cosmetologia l’infuso di altea preparato attraverso macerazione in acqua tiepida, entra nella composizione delle lozioni per il viso, delle maschere rinfrescanti, delle emulsioni e delle creme.

Note varie e curiosità

Fra le piante medicinali di più antico utilizzo e di più larga fama senza dubbio l’altea occupa un posto di rilievo.

Gli antichi Greci ne facevano uso quasi quotidiano, tante erano le proprietà attribuitele.

Egiziani e Romani impiegavano le foglie lessate per cibo; grande notorietà ebbe anche nella medicina medioevale e probabilmente a ciò è legata la sua larga diffusione.

Il celebre medico Pier Andrea Mattioli (Siena, 12 marzo 1501 – Trento, 1578) scriveva dell’altea: “E’ stato speri- mentato che pigliandosi una dramma e mezza ( = 3,89 g n.d.r.) dal suo seme in polvere nel vino, rompe e tira fuori le pietre che si generano nelle reni, provoca orina e guarisce il dolore causato da quelle”. Carlo Magno citò l’altea nei suoi Capitolari fra le piante lenitive ed emollienti per la cura di piaghe infette e tumefatte, ed era una delle piante coltivate nei monasteri. L’altea è anche una buona pianta mellifera.

Preparazioni:

Infuso emolliente-fluidificante contro le tossi secche

Due cucchiaini rasi di fiori in una tazza di acqua: far bollire per un minuto e lasciare in infusione un quarto d’ora, aggiungere un cucchiaio di miele (preferibilmente di castagno). Si beve caldo tre-quattro volte al giorno. Può essere sostituito da macerazione fredda in acqua per 6-8 ore con 2 g di radice triturata o schiacciata in 150 ml di acqua.

Decotto contro le infiammazioni della pelle e delle mucose della bocca

Un cucchiaio di radici triturate in una tazza d’acqua bollente: portare a ebollizione e lasciar raffreddare. Si applica sulla pelle mediante cotone idrofilo per quindici-venti minuti, oppure si usa per ripetuti sciacqui e gargarismi.

Sinonimi: Malva maritima Salisb. (1796); Althaea sublobata Stokes (1812); Malva officinalis (L.) Schimper & Spenner. (1829); Althaea vulgaris Bubani (1862); Althaea kragujevacensis Pančić (1874); Althaea micrantha Borbás (1888); Malva althaea E.H.L.Krause (1901); Althaea officinalis var. obtusifolia (1901); Malva althaea (1902); Althaea balearica J.J.Rodr. (1904); Althaea officinalis var. pseudoarmeniaca Polg. (1941); Althaea officinalis L. subsp. pseudoarmeniaca (Polgar) Kárpáti ex Soó (1973); Althaea officinalis L. subsp. micrantha Dostál (1984); Althaea kragujevacensis Pančić ex N.Diklić & V.Stevanovic (1993).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle MALVACEAE cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_A-155-5_Althaea_officinalis
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants