Amanita lividopallescens

 

Testo © Loredana Battisti

 

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Colore molto variabile ma sempre pallido. Odore fungino, sapore dolciastro © Giuseppe Mazza

Famiglia: (Amanitaceae) Roze

Genere: Amanita Persoon

Sottogenere: Amanita Singer

Sezione : Vaginatae (Fr.) Quélet

Amanita lividopallescens (Secretan ex Boudier) Kühner & Romagnesi 1953

Il nome deriva dal latino lividus e pallescens: che diventa livido e pallido; per il colore del cappello.

La Sezione Vaginatae (ex Amanitopsis = Amanite senza anello), è caratterizzata da basidiomi con struttura ifale prevalentemente filamentosa, composti da cellule allungate, cosicché il velo generale o universale che li protegge nel primo stadio di crescita (primordio), rompendosi, persiste quasi integralmente alla base dello stipite sotto forma di volva detta a forma di sacco più o meno inguainante, lasciando sulla superficie del cappello delle placche più o meno grandi. Presentano il margine del cappello nettamente striato “pettinato” ed assenza di velo parziale, in quanto esso si forma solo a livello embrionale per poi dissolversi in fini fioccosità o zebrature che decorano il gambo. Troviamo Amanite tutte commestibili previa cottura in quanto contengono sostanze tossiche (le emolisine) termolabili, che si dissolvono con le temperature di 70-80 °C.

Cappello: 8-15 cm, da emisferico a convesso a piano, infine spianato-depresso, brevemente striato, colore molto variabile ma sempre molto pallido: da bianco a bianco-crema, grigio-livido, crema-grigio, con toni più carichi al centro, con rari lembi o placche velari, bianchi.

Imenoforo: lamelle mediamente fitte, libere al gambo, intercalato da lamellule tronche bianche,poi crema biancastre, tagliente fioccoso e concolore. Spore in massa bianche.

Gambo: 9-15 x 1,5-3 cm, robusto, cilindrico, slanciato, fistoloso, attenuato all’apice e dilatato alla base, bianco, poi ricoperto da fine fioccosità concolori o bande squamose concolori al cappello. Anello assente. Volva a sacco, ampia e membranosa, inguainante alla base e libera nella parte superiore, ma presto fragile, bianca, a volte sfumata di ocra chiaro.

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Amanita lividopallescens : basidi, spore, elementi del velo © Pierluigi Angeli

Carne: soda poi tenera, bianca immutabile al taglio. Odore fungino,sapore dolciastro.

Reazioni chimiche: spore non amiloidi a contatto con il reagente di Melzer.

Habitat: specie poco comune, estate, inizio autunno, soprattutto in boschi di latifoglia (querce).

Commestibilità: Commestibile dopo cottura.

Note: specie non molto comune, ma di facile riconoscimento per la sua colorazione generalmente sempre chiara, per una volva presto fragile e un gambo con squamosità concolori, che la distinguono dalla A. vaginata.

Varietà e specie simili:

Amanita separata Contu: identica, l’unica distinzione è microscopica: spore prevalentemente ellittiche.

Amanita fraudolenta Contu = Amanita lividopallescens var. tigrina (Romagn. ex Bon) avrebbe un gambo nettamente zebrato di bruno e il tagliente lamellare punteggiato del medesimo colore.

Osservazioni: difficile è la distinzione con l’ A. beckeri e A. malleata che presentano un aspetto, robustezza e pigmentazione pileica molto simili. Un elemento di distinzione potrebbe essere rappresentato dalla volva, che in A. lividopallescens si presenta di norma più sacciforme rispetto a quella delle altre due amanite, in cui, invece, essa è più friabile,ma solo l’analisi microscopica potrebbe togliere qualsiasi dubbio.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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