Amanita mairei

 

Testo © Loredana Battisti

   

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Cappello grigio, nettamente striato al margine, e placche vistose © Giuseppe Mazza

Famiglia: (Amanitaceae) Roze

Genere: Amanita Persoon

Sottogenere: Amanita Singer

Sezione : Vaginatae (Fr.) Quélet

Amanita mairei Foley 1949

Il nome è stato assegnato in onore del botanico René Maire (1878-1949), laureato in Scienze naturali.

La Sezione Vaginatae (ex Amanitopsis = Amanite senza anello), è caratterizzata da basidiomi con struttura ifale prevalentemente filamentosa, composti da cellule allungate, cosicché il velo generale o universale che li protegge nel primo stadio di crescita (primordio), rompendosi, persiste quasi integralmente alla base dello stipite sotto forma di volva detta a forma di sacco più o meno inguainante, lasciando sulla superficie del cappello delle placche più o meno grandi. Presentano il margine del cappello nettamente striato “pettinato” ed assenza di velo parziale, in quanto esso si forma solo a livello embrionale per poi dissolversi in fini fioccosità o zebrature che decorano il gambo. Troviamo Amanite tutte commestibili previa cottura in quanto contengono sostanze tossiche (le emolisine) termolabili, che si dissolvono con le temperature di 70°- 80°.

Cappello: di medie dimensioni da 6-10 cm, poco carnoso fragile, da emisferico a convesso a piano, con margine nettamente striato, colorazione grigio, grigio-cenere, grigio-bistro, con residui o placche più o meno grandi, bianche.

Imenoforo: lamelle fitte, libere al gambo, intercalato da lamellule tronche bianche, tagliente intero concolore.

Spore: in massa bianche.

Gambo: 5-12 x 1- 2 cm, cilindrico, slanciato, fistoloso, attenuato all’apice e dilatato alla base, ricoperto da fine fioccosità o zebrature concolori. Anello assente. Volva a sacco, ampia e membranosa, inguainante alla base e libera nella parte superiore, a forma di “tulipano” bianca, ingrigente con l’età.

Carne: tenera, bianca immutabile. Odore e sapore non particolari. Non sgradevole.

Reazioni chimiche: spore non amiloidi a contatto con il reagente di Melzer.

Habitat: Ubiquitaria, primavera, estate – inizio autunno, sia in boschi di latifoglia, che in quelli di conifera. Specie poco comune.

Commestibilità: buona dopo cottura a 70°-80° per almeno 20 minuti.

Note: non sempre di facile riconoscimento proprio per la somiglianza con l’A. vaginata, con cui spesso viene confusa. Si distingue soprattutto per una struttura più robusta, per il cappello sempre di forma emisferica, per la volva inguainante verso il basso e svasata verso l’alto, che gli conferisce la tipica forma di tulipano.

Varietà della specie e simili:

Critica la sua variabilità in quanto alcuni autori considerano varietà alcune forme ecologiche che invece per altri sono specie definite come taxon veri e propri.

Amanita cistetorum Contu & Pacioni: specie a sé stante ma sembrerebbe più una varietà ecologica dell’ A. mairei , habitat cistus, più piccola, più scura.

Amanita mairei Foley fo. supravolvata (Lanne) Romagnesi = Amanita supravolvata Lenne: forma ecologica diversa con habitat su sabbia.

Amanita mairei Foley var. bertaultii (Contu) Contu: crescita nelle pinete litorali ( Pinus pinaster ), presenta una volva sempre inguainante ma più fragile.

Osservazioni: difficile riconoscerla in generale nel gruppo delle Vaginatae sia macroscopicamente che microscopicamente; dall’ A. argentea se ne distingue per una volva leggermente diversa e per la tendenza ad ingrigire con l’età, dall’ A. huijsmani per una colorazione grigia più opaca e non grigio metallico come quest’ultima, l’ A. supravulvata ha una volva più stretta in basso e bruscamente svasata in alto. Quest’ultimo carattere tipico in generale del gruppo delle Vaginatae, sembra che dipenda dalle diverse condizioni ambientali e metereologiche durante le fasi di crescita del fungo.

 

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