Amazona barbadensis

Famiglia : Psittacidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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L’Amazona barbadensis è prossima all’estinzione © Giuseppe Mazza

L’Amazzone dalle spalle gialle ( Amazona barbadensis - Gmelin, 1788 ), in Tedesco Gelbschulter-amazone, in Francese Amazone à épaulettes jaunes, in Spagnolo Amazona hombrogualda, è un uccello dell’area ecozoogeografica Neotropicale, afferente all’ordine dei Psittaciformi ( Psittaciformes ), famiglia dei Psittacidi ( Psittacidae ), genere Amazzone ( Amazona ).

Questa specie, sebbene sia suddivisa dalla International Commission for Zoological Nomenclature ( ICZN ) in due razze o sottospecie, l’ Amazona barbadensis barbadensis e l’ Amazona barbadensis rothschildi, ha una tassonomia ancora molto dibattuta, soprattutto in riferimento alla razza Amazona barbadensis rothschildi. Da anni, ed ancora oggi, molti ornitologi non contemplano tali razze o vi hanno dato poco peso.

La specie nominale Amazona barbadensis è contemplata nell’appendice I della Convenzione di Washington del 1975 ( convenzione CITES ) che ne vieta il commercio; la IUCN invece, ne identifica lo stato, come specie “endangered” ( a rischio d’estinzione ) e con una popolazione in costante declino, a causa del pesante disboscamento, che ne distrugge gli areali, ed il bracconaggio legato al commercio degli uccelli ornamentali.

Zoogeografia

La specie, come accennato, è già scomparsa in diverse regioni per il disboscamento, l’aumento di terre destinate all’agricoltura, lo sfruttamento minerario ed il turismo.

Ad esempio, nelle ex-Antille Olandesi, oggi isola Aruba a largo delle coste a nord del Venezuela, dove fino a circa 20 anni fa erano presenti, questi uccelli sono ormai scomparsi.

Nell’isola Margarita, dell’arcipelago Nueva Esparta, a largo delle coste a nordovest del Venezuela, vivono ancora circa 1.000 esemplari protetti, mentre se ne trovano solamente 200 a Blanquilla e circa 600 nell’isola di Bonaire, un’isola dell’Arcipelago delle Antille, Mar dei Caraibi, a statuto ancora Olandese, localizzata a largo della costa nordovest del Venezuela.

Altri pochi esemplari protetti, sono localizzati lungo le coste settentrionali del Venezuela, come nello Anzoátegui, uno degli stati in cui è suddiviso il Venezuela.

Ecologia-Habitat

Sono diversi i biotopi, in queste ultime regioni, in cui si sono adattati tali pappagalli. Questi vanno, dalle aree asciutte, alle savane, fino a 450 m di altezza sopra il livello del mare. Altre aree colonizzate, sono quelle costituite da suoli sabbiosi, con cespugli spinosi ( simili alla Gariga del Vecchio Mondo ). Nell’isola di Margarita, hanno colonizzato i Mangrovieti, ivi presenti, e le dense foreste tropicali pluviali.

Morfofisiologia

Sia la specie nominale che le due razze, presentano come colore dominante il verde. Le piume, sono bordate da una leggera colorazione nera, la fronte, fino quasi al becco, presenta una macchia bianca. Immediatamente sopra tale macchia, ne è presente una gialla che circonda l’occhio e scende fino alle guance.

Anche le cosce e la banda che colora trasversalmente le ali, sono gialle. La parte inferiore delle guance e il mento, sono blu, sia il torace che l’addome presentano riflessi blu.

Le ali, sono bordate di un colore giallo-grigiastro, le copritrici primarie e le remiganti, sono di una colorazione principale viola-blu; lo specchio alare rosso, colora quattro remiganti esterne. La coda è di tonalità grigia, con le punte verdastro-giallo; la base delle timoniere più esterne, è di colore arancio-rosso.

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E’ minacciata dal disboscamento e il bracconaggio © Giuseppe Mazza

L’anello di pelle perioftalmico è biancastro, l’iride arancio-rosso e i piedi zigodattili, sono marrone-grigiastri.

Sia il maschio che la femmina, misurano 33 cm, e non presentano dimorfismo sessuale né stagionale, né permanente. Pesano circa 300-350 g, e in natura vivono fino a 40 anni.

Si nutrono sia di frutti che di semi ( specie frugivora e granivora ) e fanno stragi di manghi nelle piantagioni da frutto.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Vivono sia in coppia, che in gruppi di circa 30 unità.

Queste specie e razze di pappagalli, sono molto accorti, schivi come carattere, perciò difficili da osservare, in particolare sulle isole. Sul continente, invece, risulta più semplice incontrarli, sebbene principalmente in volo.

Usano come posatoi per riposarsi, rami di alberi d’ Acacia, che gli forniscono l’ombra per proteggersi dal sole, durante le ore più calde della giornata.

Nell’isola di Margarita, non è raro osservare alberi, i cui rami traboccano di varie specie di Amazona tra cui le Amazona barbadensis.

Il volo è diretto, ma non veloce, caratterizzato da forti battiti d’ala.

Il richiamo è rauco e metallico; si hanno fenomeni di migrazione stagionale in relazione alla disponibilità di cibo.

La stagione degli amori, sia in natura che in cattività, cade tra aprile e luglio, possibilmente influenzata dalle condizioni climatiche. I nidi, vengono costruiti dal maschio all’interno delle cavità degli alberi, nei cactus giganti, o nelle crepe delle rocce.

Nell’isola di Margarita, i nidi vengono costruiti negli intrighi complessi, dei Mangrovieti.

La femmina depone da 2-5 uova, che misurano 3,67 x 2,61 cm e sono incubate per 22-27 giorni.

Prima d’involarsi, i pulli nati vengono nutriti da entrambi i genitori per 53-61 giorni.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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