Amazona brasiliensis

Famiglia : Psittacidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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L’Amazona brasiliensis è molto rara © Giuseppe Mazza

L’Amazzone coda rossa ( Amazona brasiliensis - Linnaeus, 1758 ) è un pappagallo afferente all’ordine dei Psittaciformi ( Psittaciformes ), famiglia Psittacidi (Psittacidae), genere Amazzone ( Amazona ).

Il nome comune in Italiano è coda rossa, in Tedesco Rotschwanzamazone, in Francese Amazone à joues bleues ed in Spagnolo Amazona colirroja.

Secondo alcuni biologi tassonomi, la specie Amazona brasiliensis insieme alle razze o sottospecie Amazona dufresniana dufresniana e Amazona dufresniana rhodocorytha ( che non discendono dalla sua linea di sangue ) potrebbe formare una super-specie.

L’Amazzone coda rossa è elencata nell’ appendice I della Convenzione di Washington del 1975 ( Convenzione CITES ), che ne vieta il commercio. Per la IUCN è una specie ad alto rischio d’estinzione, presente quindi nella lista rossa; la popolazione stanziale residua, negli ultimi anni, ha avuto un vertiginoso decremento, dovuto alla continua deforestazione e cattura, per essere venduta come uccello ornamentale. Attualmente se ne stimano al massimo 2.000-3.000 esemplari in tutto !

Zoogeografia

Inizialmente questa specie di pappagallo era localizzata in tutto il sudest del Brasile, dall’area sudest dello stato di San Paolo, fino al Rio Grande do Sul. Oggi, la si trova confinata nella Foresta Atlantica, nell’area corrispondente alla tipica foresta tropicale costiera brasiliana ed in poche altre aree di foresta tropicale costiera nello stato di San Paolo e Paraná.

Ecologia-Habitat

Questi pappagalli, fanno vita arboricola nella Foresta Atlantica ( la porzione pluviale costiera ) fino a 200 m d’altezza sopra il livello del mare; li si ritrova anche nelle aree a foresta inondata stagionalmente ed in maniera permanente, come nei Mangrovieti.

A tale proposito, hanno un’ecologia alimentare complessa, nutrendosi di frutti ( ad esempio di specie come il Syagrus romanzoffiana, lo Psidium cattleianum e lo Calophyllum brasiliensis ), di semi e di nettare, che raccolgono, con la lingua ruvida, dalle corolle dei fiori sugli alberi. Occasionalmente mangiano anche bruchi, bachi, vermi ed insetti.

Morfofisiologia

Il colore dominante del piumaggio è il verde. La fronte le tempie sono smussate di rosso, la struttura delle piume in questa area è particolare, poiché danno una morfologia d’insieme, che richiama la struttura di una mora.

La sommità del cranio e la collottola, sono bordate di rosa-rosso e blu-lillà; il mento e le guance, sono rossastro-blu. Le piume che ricoprono le orecchie, sono smussate e di colore viola-blu, le ali, sono bordate di rosso. Le copritrici secondarie sul corpo sono verdi, ma all’estremità diventano blu scuro.

La coda è verde, con le punte giallo-verdastre, i tessuti e le timoniere della coda più esterne, sono blu. Un’ampia cintura rossa, marca la coda.

La pelle perioftalmica è grigia, l’iride arancione ed i piedi zigodattili sono grigi.

Non esiste un dimorfismo fenotipico sessuale, tra maschi e femmina, né stagionale-transitorio, né permanente. I pulli, come gli immaturi, hanno meno rosso sulla fronte ed un piumaggio più eclissato, mentre l’iride è scuro. Sia i maschi che femmine misurano in media 37 cm, pesano circa 400-450 g, e possono vivere fino a 40 anni in natura.

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Non supera i 2000-3000 esemplari in tutto © Giuseppe Mazza

Etologia-Biologia Riproduttiva

Questi uccelli fanno sia vita di coppia che di gruppo. Tali associazioni sono più grandi durante l’inverno, raggiungendo anche le 400 unità; in passato si osservava spesso l’ Amazona brasiliensis in gruppo con l’Amazone occhirossi ( Amazona pretrei ).

L’amazzone coda rossa, si foraggia spesso nelle dense foreste pluviali, mentre, tende a localizzare i suoi posatoi per il riposo, nelle foreste costiere.

I biologi ornitologi, hanno osservato che questi pappagalli, tendono inizialmente a nutrirsi il mattino per un’ora circa, dalle 9.00-10.00, nelle foreste costiere dove hanno riposato la notte, per poi involarsi nelle foreste interne, alla ricerca di altre risorse alimentari.

Fanno poi ritorno, verso le 17.00, nelle foreste costiere, per andarsi a riposare sui relativi posatoi. Qui sono veramente rumorosi, perché competono spesso per il miglior posto su cui appollaiarsi.

Sono silenziosi dopo il tramonto, mentre emettono richiami acuti durante il volo. Questo è spesso irregolare, ma durante i lunghi tragitti, come nelle migrazioni stagionali d’agosto dalle foreste costiere a quelle interne, possono tracciare ampie curve in cielo, lanciandosi rumorosi vocalizzi.

La stagione degli accoppiamenti, in natura e in cattività, cade da settembre a marzo. Il maschio costruisce il nido all’interno dei buchi creati dai picchi, o nelle cavità degli alberi più alti, specialmente palme, ad un’altezza media di 8 m.

Le aree di riproduzione sono principalmente localizzate negli stagni, nelle foreste dense e nelle foreste inondate.

I biologi zoologi, hanno identificato delle preferenze arboricole nella Amazzone coda rossa, in particolare per la sopra citata palma Syagrus romanzoffiana e le piante floreali del genere Calophyllum , famiglia Calophyllaceae. In queste piante il nido viene impiantato in cavità con 50 cm di profondità.

Lo stesso nido, se non distrutto, viene ripetutamente utilizzato dalla medesima coppia ogni anno.

Occasionalmente, i nidi possono venir costruiti all’interno di grossi termitai, oppure in prossimità delle grosse radici, di diverse specie di bromeliacee.

Le aree boschive costiere, possono contenere una concentrazione di nidi, fino a 7 per ha ( 3 per acro, circa ). Le foreste a inondazione stagionale, fino a 18 per ha ( circa 7 per acro ), mentre quelle inondate in modo permanente fino 39 nidi per ha ( circa 16 per acro ).

Durante il corteggiamento, sia il maschio che la femmina, innalzano le piume della testa e allargano le penne della coda.

Vengono deposte da 2 a 4 uova, per nidiata.

Al massimo vengono allevati tre pulli per volta. Questo significa che se ne nascono quattro, uno verrà lasciato morire senza essere alimentato dai genitori, purtroppo! I pulli, vengono nutriti per 50-55 giorni, prima d’involarsi e condurre una vita autonoma.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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