Amphiprion percula

Famiglia : Pomacentridae

 

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Testo © Giuseppe Mazza

 

 

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Molto simile all’Amphiprion ocellaris, l’Amphiprion percula è il più noto Pesce pagliaccio © Giuseppe Mazza

Il Pesce pagliaccio a tre bande o Pesce pagliaccio del Pacifico ( Amphiprion percula - Lacepède, 1802 ) appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, al grande ordine dei Perciformes, alla famiglia dei Pomacentridae ed alla sottofamiglia degli Amphiprioninae, i pesci pagliac- cio.

Il nome del genere “amphiprion” viene dal greco “amphi” = “su entrambi i lati” e “priön” = sega, dato che su entrambi i lati del capo il preopercolo ed il sottopercolo sono dentellati come una sega.

Il nome della specie, “percula”, è il diminutivo latino di “perca”, termine generico usato dagli antichi Romani per indicare un pesce, come del resto “perke” in greco. Insomma vuole semplicemente dire che si tratta di un pesciolino, come Nemo, l’analogo e simpatico personaggio di un celebre cartone animato

Zoogeografia

E’ di casa nelle acque tropicali dell’Oceano Pacifico Occidentale. Per dare un’idea, lo troviamo in Indonesia, alle Filippine, Hong Kong e la Cina, in Nuova Guinea, in Australia lungo la Grande Barriera Corallina fino alle Isole Salomone e Vanuatu.

Ecologia-Habitat

Vive in acque basse, fino a 15 m di profondità al riparo dei tentacoli urticanti di tre specie d’attinie: l’ Heteractis crispa, l’ Heteractis magnifica e la Stichodactyla gigantea.

Morfofisiologia

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Può vivere in simbiosi fra i tentacoli urticanti di tre specie d’attinie © Giuseppe Mazza

Con un massimo di 11 cm nelle femmine ed 8 cm nei maschi è uno dei più piccoli pesci pagliaccio.

Molto simile all’ Amphiprion ocellaris, si distingue per la pinna dorsale che ha mediamente un raggio spinoso in meno, i disegni neri più larghi e sempre presenti sulle pinne e l’altezza del corpo, che in proporzione è più basso.

La pinna dorsale reca 9-10 raggi spinosi più 14-17 molli, l’anale 2 raggi spinosi e 11-13 molli, mentre le pettorali, ampie e tondeggianti, contano 15-17 raggi inermi. Le ventrali sono più o meno arrotondate, come la caudale, tendenzialmente tronca negli esemplari più grossi.

Sul colore di fondo, giallo-arancio, spiccano tre larghe fasce verticali bianche destinate a spezzare il contorno del pesce. Passano da parte a parte come una sella, enfatizzate da un bordo nero. La prima è fra l’occhio e l’opercolo, la seconda, più larga e debordante in avanti con un’ansa, a metà del corpo e la terza a livello del peduncolo caudale. Le pinne, dello stesso colore del corpo e spesso traslucide sul bordo, recano quasi sempre vistosi contorni neri.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Come tutti i pesci pagliaccio vive in simbiosi con attinie dai tentacoli urticanti. Grazie al muco che ricopre le squame, i giovani diventano poco a poco insensibili al veleno dell’ospite che diventa una tana sicura, dove rifugiarsi quando i predatori sono di ronda.

In cambio fanno le pulizie di casa, eliminando gli avanzi di cibo ed i parassiti dell’attinia, e la proteggono dai pesci che hanno la cattiva abitudine di mangiucchiarne i tentacoli.

L’ Amphiprion percula si nutre d’alghe e piccoli invertebrati planctonici. E’ una specie ermafrodita proterandrica: i maschi si trasformano cioè in femmine raggiunta una certa età. In genere l’attinia ospita una coppia, ma se la taglia lo consente possono aggiungersi altri maschi immaturi per formare una piccola comunità capeggiata da una femmina, riconoscibile a prima vista perché più coraggiosa e più grande. Quando questa muore, in poche settimane il maschio riproduttore cambia sesso mentre il secondo in gerarchia prende il suo posto. Le eventuali lotte per il potere avvengono dunque solo fra maschi.

Per la riproduzione le uova vengono incollate ai piedi dell’attinia, sulla roccia sottostante. Il maschio dominante le feconda e le sorveglia, ventilandole con le pinne, fino al giorno della schiusa, quando le larve saranno portate via dalle correnti.

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E’ una specie ermafrodita proterandrica, i maschi possono cioè trasformarsi in femmine raggiunta una certa età © Giuseppe Mazza

L’ Amphiprion percula si riproduce in cattività e viene spesso allevato per il commercio.

In natura le popolazioni possono raddoppiare in 15 mesi ed hanno sopportato bene, senza danni, i degradi legati al mutamento climatico. La specie gode quindi oggi di un indice di vulnerabilità bassissimo: appena 23 su una scala di 100.

Sinonimi

Lutjanus percula - Lacepède, 1802; Actinicola percula - Lacepède, 1802; Amphiprion tunicatus - Cuvier, 1830.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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