Ananas lucidus

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Pianta d’appartamento con un avvenire industriale per le fibre © Giuseppe Mazza

L’ Ananas lucidus Mill. (1768) è originario del Brasile, Ecuador, Guyana Francese, Perù e Venezuela.

Il nome generico deriva da “nanas”, che in lingua guaranì significa fiore, profumo; il nome specifico è il termine latino “lucidus” = lucente, splendente con riferimento alle foglie lucide superiormente.

Nomi comuni: “dwarf pineapple”, “wild ananas” (inglese); “abacaxi de salão”, “abacaxi ornamental", “kulaiwat” (portoghese); “curagua”, “curaná”, “curauá”, “curaua de Amazonia”, “piña ornamental”, “pitte” (spagnolo).

Specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, terrestre, dotata di un certo polimorfismo, è costituita da una densa rosetta di foglie lanceolate larga fino a circa 60 m di diametro.

Le foglie, lunghe 0,7-1 m e larghe al centro 3-4 cm, sono rigide e ascendenti, con gli apici muniti di una spina robusta e i margini inermi, di colore verde lucido superiormente, che in pieno sole assume sfumature bronzee, e grigio verde inferiormente per la presenza di minute scaglie argentee; esiste in natura anche con le foglie di colore bronzo rossastro più o meno intenso.

L’infiorescenza, al centro della rosetta, è costituita da uno scapo floreale lungo fino a circa 80 cm di colore verde ricoperto da un sottile tomento biancastro e provvisto di brattee lanceolate, appuntite, simili alle foglie.

Lo scapo termina con una infiorescenza costituita da una spiga lunga circa 4 cm e larga 3 cm di fiori ermafroditi circondati da brattee rosate; la spiga porta in cima una densa rosetta di foglie che successivamente viene circondata da numerose rosette più piccole.

I fiori hanno sepali carnosi di colore verde con margini rossastri e petali, lunghi circa 15 mm e larghi 3 mm, di colore bianco alla base e blu violetto all’apice.

Il frutto, che permane a lungo sulla pianta, è un sincarpo (frutto composto) di circa 5 cm di diametro e 6-8 cm di altezza, di colore dal giallo rosato al rosso chiaro, formato dalla fusione degli ovari maturi con la base dei sepali e delle brattee i cui tessuti, ingrossando, diventano carnosi. Il frutto, molto fibroso, non è edule e contiene solitamente pochi semi, a volte nessuno.

La specie si riproduce facilmente per via vegetativa tramite le nuove piante che nascono da gemme ascellari tra le foglie e i “ciuffi“ di foglie sopra il frutto; di recente in Brasile se ne è iniziata la moltiplicazione su larga scala tramite micropropagazione per la produzione di piante ornamentali destinate all’esportazione, in particolare in Europa e negli USA.

Specie molto decorativa, sia per le foglie, in particolare quelle delle varietà con foglie di colore verde bronzeo o variegate, che per le infruttescenze di lunga durata, è coltivabile all’aperto solo nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido essendo piuttosto sensibile alle basse temperature. Può essere utilizzata isolata o in gruppi, in pieno sole o leggera ombreggiatura, su substrati molto aerati, porosi, drenanti, preferibilmente sabbiosi.

Altrove va coltivata in vaso su substrati con le stesse caratteristiche previste per la coltivazione in esterno, da utilizzare in ambienti molto luminosi con temperature superiori a 14-16°C, ideali 20-22°C; le innaffiature devono essere regolari in estate, ma lasciando asciugare lo strato superficiale del terriccio prima di ridare acqua, e diradate in inverno.

Malgrado la lunghezza delle foglie non occupa molto spazio, dato il loro andamento verticale, rendendola particolarmente adatta, unitamente all’assenza di spine ai margini, alla decorazione di interni.

La specie ha anche altri impieghi oltre a quello ornamentale, è infatti coltivata da tempi remoti dalle popolazioni indigene per ricavare dalle foglie le fibre, particolarmente resistenti, sottili, flessibili e di lunga durata, impiegate per realizzare corde, tessuti e svariati oggetti di artigianato.

In anni recenti tale fibra ha trovato impiego anche nelle applicazioni’industriali, e se ne prevede un ulteriore incremento, in particolare nell’industria automobilistica per la produzione di materiali biodegradabili in sostituzione della fibra di vetro, di cui ha una resistenza circa doppia, da impiegare negli allestimenti interni delle vetture.

Sinonimi: Ananas glaber Mill. (1768); Bromelia ananas var. inermis Pers. (1805); Bromelia lucida (Mill.) Willd. (1809); Bromelia semiserrata Willd. (1809); Ananas semiserratus (Willd.) Schult. & Schult.f. (1830); Bromelia glabra (Mill.) Schult. & Schult.f. (1830); Bromelia subspinosa J.C.Wendl. ex Schult. & Schult.f. (1830); Ananassa lucida (Mill.) Lindl. (1837); Ananassa semiserrata (Willd.) D.Dietr. (1840); Bromelia inermis Steud. (1840); Ananassa mordilona Linden (1869); Ananassa bracamorensis Linden (1878); Ananas mordilona (Linden) E.Morren (1879); Ananas bracamorensis (Linden) Antoine (1885); Ananas sativus var. lucidus (Mill.) Baker (1889); Ananas proliferus Baker (1889); Ananas sativus f. mordilona (Linden) Bertoni (1919); Ananas sativus f. typicus Bertoni (1919); Ananas comosus f. lucidus (Mill.) Mez (1935); Ananas erectifolius L.B.Sm. (1939); Ananas sativus var. duckei Camargo (1939); Ananas comosus var. erectifolius (L.B.Sm.) Coppens & F.Leal (2002).

 

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