Anas platyrhynchos

Famiglia : Anatidae

 

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

 

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Maschio di Anas platyrhynchos in livrea nuziale. Attira l’attenzione delle femmine ma anche dei predatori © Mazza

Il ben noto Germano reale ( Anas platyrhynchos – Linnaeus 1758 ) è un uccello appartenente all’ordine degli Anseriformi (Anseriformes), famiglia degli Anatidi (Anatidae), genere Anas, specie Anas platyrhynchos.

Gli ornitologi distinguono oggi tre sottospecie: l’ Anas platyrhynchos platyrhynchos - Linnaeus 1758; l’ Anas platyrhynchos conboschas - Christian Ludwing Brehm 1831; e l’ Anas platyrhynchos diazi - Robert Ridgway 1886. Una quarta sottospecie, l’ Anas platyrhynchos oustaleti, ufficialmente estinta dal 1981, viveva sulle isole Marianne nell’Oceano Pacifico.

Il nome del genere "anas" è quello che gli antichi Romani davano alle anatre.

In nome della specie "platyrhynchos", viene dal greco "platys" = largo e "rygcos" = becco, con riferimento al becco, decisamente largo e piatto di questo uccello.

Zoogeografia

Il germano reale è la specie d’anatra più diffusa (svariati milioni di individui) sia come specie selvatica sia a livello domestico per aver dato origine a innumerevoli razze di anatre domestiche. La popolazione selvatica è presente in una ampissima fascia dell’emisfero artico (regioni temperate e subtropicali): America Settentrionale, Europa e Asia. E’ stato anche introdotto in Nuova Zelanda e Australia.

Le sue migrazioni si estendono dal Circolo Polare Artico sino al tropico del Cancro; in Europa durante la stagione invernale, il germano reale, raggiunge l’Africa settentrionale, le Isole Azzorre, le Canarie e Madera; in Asia, la specie, si estende geograficamente fino all’India ed alla Birmania; in America vive nella fascia centrale.

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Le compagne hanno una livrea più dimessa, per mimetizzarsi durante la cova e la cura dei piccoli © Giuseppe Mazza

Le forme domestiche del germano reale ( Anas platyrhynchos domesticus ) sono moltissime e sono state selezionate per la produzione di carne, uova, piumino, come animali da bellezza e compagnia, per tenere pulite le risaie dalle piante acquatiche e dagli insetti, come animali da richiamo. Le prime forme domestiche hanno avuto origine in Asia, in Cina il germano reale è allevato da millenni, e si sono diffuse con un grandissimo numero di razze, forme e varianti che hanno colonizzato tutto il mondo.

Ecologia-Habitat

Ha un habitat acquatico molto vario: specchi d’acqua di diversa grandezza e tipologia, fiumi calmi, canali, paludi, stagni, marcite, pianure irrigue dal livello del mare fino a circa 2000 m d’altitudine. Spinto dal gelo, in inverno, può raggiungere gli estuari, le lagune salmastre e le coste marine.

Il germano reale, in natura, ha abitudini prevalentemente crepuscolari preferendo trascorrere le ore centrali della giornata nascosto in luoghi umidi riparati e dalla vegetazione folta. Al crepuscolo gli stormi si uniscono per portarsi ai pascoli; trattasi di risaie, stagni ma anche prati o campi coltivati, dove si sente tranquillo e non minacciato; è comunque molto attivo anche di giorno. In genere sono abitudinari andando a nutrirsi sempre alla stessa ora. Generalmente, durante i voli serali, le anatre volano basse e veloci. Si alza in volo con facilità e in modo immediato sia dall’acqua che dalla terra, il volo è rapido.

Le formazioni, in volo, si dispongono in stormo compatto o in linea durante la migrazione. Cammina bene, con andatura solo leggermente goffa, può occasionalmente posarsi su alberi alla ricerca di siti per la nidificazione. Le popolazioni più settentrionali tendono a svernare nella fascia centro meridionale del pianeta. Un numero crescente di esemplari tende a non compiere più migrazioni rimanendo stanziale.

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Tutto ciò è, biologicamente parlando, nell’interesse della specie. Voce possente e becco largo © Giuseppe Mazza

Tale fenomeno è maggiore per le popolazioni che si sono stabilite in luoghi antropizzati o dove comunque la presenza dell’uomo le ha favorite in qualche modo. Tale fenomeno è spesso accompagnato da inquinamento genetico della specie che, dove è presente l’uomo, contatta le forme domestiche o che vivono allo stato semibrado incrociandosi con queste. E’ ormai molto facile vedere popolazioni urbanizzate o semi selvatiche che presentano al loro interno una grande variabilità di colorazione e taglia (che tende ad aumentare); tali uccelli sono ovviamente meno idonei a compiere migrazioni.

Morfofisiologia

Il germano reale ha corpo tozzo e robusto, è lungo circa 50-60 cm, ed ha un peso di circa 700-1500 g. Le ali sono piuttosto lunghe, in rapporto al corpo, ed appuntite ma non molto larghe. Le penne più lunghe sono la seconda e terza remigante primaria; la seconda è smarginata sul vessillo interno, la terza è smarginata sul vessillo esterno e la quarta remigante è leggermente smarginata sull’esterno. Le penne scapolari sono relativamente lunghe e appuntite. La coda è corta, rotonda e costituita da 18-20 penne timoniere; di queste quelle centrali hanno forma arricciata nel maschio con livrea nuziale (tale struttura è chiamata volgarmente ricciolo).

Le zampe, hanno tarso scutellato ( scaglie cornee piatte e larghe di grandi dimensioni) anteriormente e reticolato ( scaglie cornee di piccole dimensioni) posteriormente ed una lunghezza di 36-46 mm. Le zampe sono palmate ( le membrane sono poste tra le tre dita posizionate in avanti), il pollice non è lobato come nelle altre specie d’anitre di superficie. Le zampe sono collocate a circa metà del corpo e sono di un bel color arancio acceso.

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Nella stagione degli amori i maschi somo particolarmente insistenti, fino a spiumare e affogare le riottose © Mazza

La forma tipica e selvatica ha una struttura generale del corpo piuttosto piatta e bassa con collo non molto lungo, il becco è quasi dritto e avente all’incirca la stessa lunghezza della testa; lungo circa 40-58 mm, largo e schiacciato gradatamente verso l’apice che è rotondo e presenta una piccola struttura appuntita chiamata “unghia”.

Il becco è più alto che largo alla base ed i margini interni delle due ranfoteche sono rivestiti di lamelle cornee trasversali utilizzate per setacciare l’acqua e la melma alla ricerca degli alimenti e per la loro prensione. Sui lati della ranfoteca superiore, prossimalmente, si aprono le narici, piccole e ovali.

Riguardo la colorazione il maschio, in abito nuziale, ha: la testa e la parte distale del collo ad essa collegato di colore verde cupo intenso iridescente e metallico. Questa parte verde si distingue di netto dal resto del corpo per la presenza di un collare di penne bianche. Il petto è di colore castano-bruno-rossiccio vivo. Dopo il petto, il ventre, i fianchi e l’addome sono grigi finemente vermicolati in bianco-grigio. La parte dorsale, della livrea, dopo il collare è grigio brunastra rossiccia virando al bruno nerastro con riflessi verdi più o meno da dopo l’attaccatura delle ali fino a congiungersi al nero del groppone. Il groppone e il sopraccoda sono di colore nero con riflessi blu, la coda è colore grigio-biancastro con le timoniere più esterne maggiormente di colore bianco. Il nero del sopraccoda continua nelle remiganti centrali della coda a formare un triangolo che termina con le penne arricciate a costituire questa struttura tipica dei maschi.

Le penne delle ali, primarie, secondarie e copritrici, sono grigio-beige. Le penne secondarie delle ali , assieme alle copritrici confinanti, a livello dorsale formano lo specchio alare tipico della specie e che ha un colore principale blu metallico con riflessi violetti e in misura minore verdi. Lo specchio alare ha un doppio bordo; esterno bianco ed interno (a contatto con la porzione cangiante) nero.

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La femmina può deporre anche 16 uova che cova per 26-28 giorni ed è l’unica ad occuparsi della prole © G. Mazza

La porzione nera delle penne copritrici che superiormente si sovrappone alla parte colorata forma un disegno a cappe e inferiormente, le porzioni nere terminali delle penne remiganti, formano dei disegni a “punta di penna stilografica”.

Le penne scapolari sono finemente vermiculate di grigio bianco, e vi è una porzione rossiccia che ad ala chiusa forma una sorta di striscia laterale, in mezzo al colore grigio vermiculato, che richiama un po’ il colore del petto.

Le penne ascellari e quelle copritrici inferiori delle ali sono di colore crema. Quella appena descritta è la livrea cosiddetta “nuziale” del maschio adulto. Questa specie compie , infatti, due mute annue e a fine estate la brillante livrea utilizzata dai maschi per corteggiare e conquistare le femmine viene sostituita da un piumaggio decisamente più mimetico e che fa assomigliare i paperi alle proprie femmine.

Perdendo le piume dell’abito nuziale, i germani reali, perdono anche le penne remiganti e timoniere e di conseguenza la capacità di volare. In questo periodo di elevata vulnerabilità essere poco appariscenti è utile. La femmina ha colori decisamente dimessi rispetto al maschio, importanti per mimetizzarsi durante la cova e l’allevamento degli anatroccoli. Il colore di base è bruno-fulvo striato e macchiato di marrone scuro-nerastro in modo più o meno fitto su tutto il piumaggio; sottogola e parte ventrale del collo sono fulvi, vertice della testa e parti dorsali del corpo più pesantemente macchiati di scuro così come il petto. Una linea scura irregolare attraversa l’occhio. Le ali sono simile a quelle del maschio ma più brune, lo specchio alare è identico nei due sessi. Le zampe sono sempre arancio ma di tonalità un po’ più spenta rispetto al maschio. Il dimorfismo sessuale, in questa specie, è quindi molto evidente quando il maschio sfoggia la livrea nuziale. Ad un occhio minimamente allenato risulta comunque facile distinguere i maschi dalle femmine anche durante la fase d’eclissi: i maschi infatti, rispetto alle femmine, hanno testa più grigiastra e con le striature scure più sottili, sempre sulla testa il vertice è più scuro con la presenza di una sorta di larga banda nerastra, il petto è più rossiccio e macchiato piuttosto che striato di nero.

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Si spiuma per il nido ed affronta sonoramente gli aggressori, pronta a tutto per salvare i pulcini © Giuseppe Mazza

Sempre differente, tra i due sessi, è il colore del becco che è giallo-verde oliva con apice (unghia) e narici nere nei maschi (anche nella fase d’eclisse). Il becco delle femmine è invece aranciato con una più o meno ampia porzione nerastra dorsale del terzo centrale del becco con la presenza o meno di macchiettature sempre nerastre nelle parti limitrofe, anche nella femmina l’apice (unghia) e le narici sono scure.

Anche i vocalizzi sono differenti nei due sessi: le femmine sono più chiassose ed emettono dei sonori classici “qua, qua, qua” soprattutto se indispettite o infastidite, i maschi emettono dei versi più sordi e profondi tipo “quarchh, quech” più “trascinati” e meno netti.

La sottospecie fin qui descritta è la nominale Anas platyrhynchos platyrhynchos, che poi è quella enormemente più diffusa. La sottospecie Anas platyrhynchos conboschas ha una colorazione più pallida rispetto alla specie nominale; ha dimensioni leggermente maggiori (10% circa in più) con un becco leggermente più piccolo. Il suo areale è limitato alla costa del sud della Groenlandia. La sottospecie Anas platyrhynchos diazi chiamato anche germano Messicano, è da alcuni considerata una specie separata. Entrambi i sessi hanno una colorazione simile alla femmina della specie nominale ma è generalmente più scura. Vive in Messico e negli Stati Uniti del Sud ed è minacciata dalla caccia, dalla riduzione dell’habitat e dalla diffusione del germano reale nominale con conseguente inquinamento genetico. Le femmine del germano Messicano tendono infatti ad accoppiarsi, quando presenti, con i variopinti germani reali preferendoli ai maschi conspecifici.

Etologia-Biologia riproduttiva

Il germano reale si alimenta di piante acquatiche, alghe , semi e vegetali erbacei vari; ma anche di insetti, anellidi, crostacei e altri invertebrati. Si nutre in superficie immergendo la testa e il collo alzando la coda e facendo assumere al corpo una postura verticale.

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Accompagnati dalla madre per 50 giorni, crescono in fretta e l’anno seguente possono già riprodursi © G. Mazza

Il corteggiamento comincia a fine inverno ma non è insolito avere delle deposizioni già a Febbraio-Marzo. I maschi tendono ad essere molto insistenti con le femmine e non è insolito vedere gruppi di maschi che rincorrono delle femmine arrivando a spiumarle sulla testa-collo per i continui tentativi di copula interrotti da altri pretendenti. In questa specie sono riportati casi di stupro e sono stati registrati casi in cui alcune femmine sono state annegate da maschi che cercavano di accoppiarsi.

L’accoppiamento avviene in acqua con il maschio che sale sopra la femmina tenendosi in equilibrio afferrando alcune penne della testa-collo alla stessa con il becco; la femmina, che ne sostiene il peso, durante l’accoppiamento ha il corpo più o meno completamente immerso con la sola testa o poco più fuori dall’acqua.

Il germano reale nidifica originariamente in zone acquitrinose, sulle sponde di laghi e corsi d’acqua, in zone cespugliate, saliceti, isolotti erbosi, canneti e praterie nelle vicinanze di luoghi con acqua.

Le popolazioni che vivono in laghi o ambienti acquatici antropizzati hanno sviluppato una certa confidenza; vi sono stati casi di femmine che sono arrivate a nidificare in cortili, su barche ormeggiate, su balconi, in vasi ecc. Il nido viene predisposto prevalentemente sul terreno ma anche in cavità di alberi, in nidi abbandonati di altre specie ecc… utilizzando erbe, foglie e materiale vegetale in genere per la realizzazione. La covata tipo è costituita da 10-12 (6-16) uova e il nido viene imbottito da piumino che la femmina si strappa dal ventre.

Il piumino viene dalla madre utilizzato per coprire le uova quando si allontana per nutrirsi. L’uovo del germano reale ha delle dimensioni medie di 57 per 41 mm (52-61 per 38-43 mm), ha un colore verde-grigio con guscio liscio e piuttosto traslucido e un peso di circa 47-67 g (4 g del guscio). La cova, che inizia a deposizione ultimata, dura 27 (26-28) giorni.

La femmina si occupa totalmente della cova e dell’allevamento della prole. I maschi, al massimo, rimangono nelle vicinanze durante le fasi iniziali della cova accoppiandosi con altre eventuali femmine disponibili.

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I maschi inseguiranno le femmine e l’accoppiamento avverrà in acqua, col rischio d’affogare le inesperte © Mazza

Il colore variopinto del maschio sembra essersi selezionato non solo quale segno di salubrità e prestanza per la riproduzione ma anche per dirottare le attenzioni di eventuali predatori su di se risparmiando la vita della femmina alla quale è affidato, quasi per intero, l’importante ruolo della perpetuazione della specie.

Gli anatroccoli, appena nati, sono in grado di seguire la madre che li condurrà nel più vicino ambiente acquatico dove potranno trovare riparo e nutrirsi.

I pulcini hanno le parti superiori bruno-scure; il marrone è presente sul vertice della testa, corre sul dorso del collo e prosegue dorso-lateralmente lungo l’intero corpo. La faccia è gialla, tranne una striscia marrone che attraversa l’occhio, e un punto sempre marrone in corrispondenza della zona auricolare. Gialle sono anche delle macchie sul dorso e una linea dell’ala in mezzo alla restante parte marrone. Sempre gialle sono le parti inferiori del corpo.

La madre, di fronte a un eventuale predatore che minaccia i piccoli, si agita vistosamente sbattendo le ali e si scaglia contro l’avversario oppure starnazza sonoramente allontanandosi con andatura scomposta cercando di attirare l’attenzione su di se per salvare gli anatroccoli. I giovani, crescendo, avranno una colorazione simile a quella della femmina o del maschio in abito eclissale ma più opaco e meno ben disegnato.

Con la crescita delle penne i sessi, dei giovani osservati da vicino, potranno essere distinti per una maggior presenza di nero sul vertice dei maschi e per la leggera diversità nelle forme dei disegni neri e nelle tonalità di bruno dei petti che saranno rispettivamente più punteggiati (e meno striati) e più rossicce nei paperi. La madre resterà con i giovani per circa 50 giorni, in questo periodo acquisiranno la maturità necessaria per poter volare e raggiungere l’indipendenza. Saranno pronti per la riproduzione l’anno successivo alla nascita.

Sinonimi

Anas boschas - Linnaeus, 1758.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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