Angraecum atlanticum

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’ Angraecum atlanticum è originario del Gabon e della Guinea Equatoriale © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Gabon e della Guinea Equatoriale dove vive ai margini delle foreste e boscaglie umide tra 600 e 1200 m di altitudine.

Il nome del genere deriva da quello malese “angurek” utilizzato per orchidee epifite; il nome della specie è l’aggettivo latino “atlanticus, a, um” = dell’oceano Atlantico, con riferimento ai luoghi di ritrovamento situati sulle pendici delle catene montuose che si affacciano su questo oceano.

L’ Angraecum atlanticum Stévart & Droissart (2010) è una specie epifita con fusti filiformi pendenti, ramificati, di 25-35 cm di lunghezza e circa 1 mm di diametro, con internodi lunghi 3-9 mm.

Foglie carnose alterne, distiche, poco divergenti dal fusto, oblungo-ellittiche con apice lungamente appuntito, lunghe 1-2 cm e larghe circa 2 mm, e guaine fogliari avvolgenti interamente il fusto.

Infiorescenze subsessili opposte alle foglie o disposte lungo il fusto costituite da un singolo minuscolo fiore di colore bianco, profumato, su un pedicello e ovario lungo 4-6 mm.

Sepali pressoché uguali, ovato-ellittici, concavi, di 4-5,5 mm di lunghezza e 1-1,7 mm di larghezza, petali ovato-ellittici, concavi, di circa 4 mm di lunghezza e 1 mm di larghezza, labello ovato-triangolare con apice acuminato, lungo e largo 2,5-4 mm, con alla base una sorta di sperone lungo 2,5-4 mm.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione.

Attualmente (2017) sono note in natura solo due subpopolazioni in Gabon e una nella Guinea Equatoriale, molto frammentate, all’interno di parchi nazionali in aree difficilmente accessibili, ma non è esclusa la presenza di altre popolazioni al di fuori delle zone protette.

Le migliori condizioni di coltivazione per questa specie sembrano essere quelle di una serra intermedia semiombreggiata con temperature diurne di 22-32 °C, minime notturne non inferiori a 16 °C, elevata umidità atmosferica, 75-85%, costante ventilazione e frequenti nebulizzazioni al mattino, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa a temperatura ambiente.

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Epifita con fusti filiformi, ramificati e pendenti, di 25-35 cm. Infiorescenze subsessili, opposte alle foglie o lungo il fusto, costituite da un singolo minuscolo fiore profumato © Giuseppe Mazza

Si adatta ad essere montata su corteccia o zattere di sughero o di radici di felci arborescenti con eventuale strato di sfagno alla base per mantenere l’umidità.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

 

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