Angraecum moandense

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria dell’Africa Tropicale (Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Guinea, Isole del Golfo di Guinea, Liberia, Nigeria, Repubblica Centroafricana, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Togo e Uganda) dove cresce epifita sui rami più alti degli alberi nelle dense foreste umide, tra 1000 e 2000 m di altitudine.

Il nome del genere deriva da quello malese “angurek” utilizzato per orchidee epifite; il nome specifico latino “moandense” = di Moanda, fa riferimento al fiume della Repubblica Democratica del Congo nei cui pressi è stata ritrovata la specie tipo.

L’ Angraecum moandense De Wild. (1916) è una specie epifita con fusti sottili, a volte ramificati, tendenzialmente ricadenti, di 6-15 cm di lunghezza e 2-3 mm di diametro, con internodi lunghi 0,5-1 cm e radici aeree lungo il fusto, di circa 2 mm di diametro, particolarmente fragili. Foglie alterne, distiche, oblungo-lineari con margini ricurvi e apice asimmetricamente bilobato con lobi ottusi, lunghe 2,5-8,5 cm e larghe 0,5-1 cm, coriacee, di colore verde chiaro, con le guaine fogliari avvolgenti interamente il fusto.

Infiorescenze opposte alle foglie, lunghe fino a 5 cm, portanti 1-4 fiori non resupinati (con il labello in alto sopra la colonna), su un pedicello e ovario lungo fino a circa 2 cm, di colore da bianco verdastro a verde giallastro.

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L’Angraecum moandense è una piccola epifita con fusti sottili, spesso ramificati e ricadenti, di 6-15 cm. Infiorescenze lunghe anche 5 cm con 1-4 piccole corolle © Giuseppe Mazza

Sepali pressoché simili, lanceolati con apice acuminato, lunghi 0,8-1,5 cm e larghi 1,5-3 mm, petali lineari-lanceolati, lunghi 0,9-1,2 cm e larghi 1-1,2 mm, labello ovato-ellittico con apice lungamente appuntito, concavo, lungo 0,8-1 cm e largo 2-3,5 mm, provvisto alla base di uno sperone sottile lungo 1,5-2 cm.

Si riproduce per seme, in vitro, per divisione e tramite le giovani piante che nascono alla base e lungo i fusti principali.

Orchidea miniatura non di rado presente nelle collezioni degli appassionati orchidofili, richiede elevata luminosità, ma non sole diretto, temperature intermedie, 16-30 °C, elevata umidità, 75-85%, e una leggera costante ventilazione. Innaffiature e nebulizzazioni regolari al mattino, più diradate nei mesi più freddi, ma senza mai farla asciugare completamente, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa a temperatura ambiente. Viene preferibilmente montata su tronchi, corteccia, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti con uno strato di sfagno alla base per mantenere l’umidità. In alternativa può essere coltivata in canestri sospesi con composto drenante e aerato a base di frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura. Trapianti ed eventuali divisioni vanno effettuati quando strettamente necessario, non amando essere disturbata di frequente, ai primi segni di ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Aerangis moandensis (De Wild.) Schltr. (1918); Angraecum chevalieri Summerh. (1936); Angraecoides moandensis (De Wild.) E.M.Pessoa & M.Alves (2016).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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