Anthropoides virgo

Famiglia : Gruidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

 

 

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L’ Anthropoides virgo è sicuramente uno degli animali più eleganti del mondo alato © Gianfranco Colombo

La Damigella di Numidia ( Anthropoides virgo - Linnaeus, 1758 ) appartiene all’ordine dei Gruiformes ed alla gamiglia dei Gruidae, che include due subfamiglie, le Balearicinae (le cosiddette gru coronate) e le Gruinae (le tipiche gru), e conta 15 specie, raggruppate in 4 generi, fra questi Anthropoides ( Viellot, 1816 ) a cui questa specie è oggi assegnata.

La Damigella di Numidia è sicuramente uno degli animali più eleganti del mondo alato. L’etimologia stessa del nome volgare ha voluto evidenziare le fattezze, la grazia ed il portamento che questo uccello assume quando a terra ed il suo nome scientifico Anthropoides virgo ne riassume le caratteristiche.

Dal greco "anthropoides", simile ad un essere umano e dal latino "virgo", fanciulla.

Anche il suo nome volgare di Damigella indica appunto “una signorina”.

Seppure questo comportamento fosse già noto sin dai tempi di Aristotele che addirittura l’aveva paragonata ad un attore, ad una commediante sul palcoscenico, tanto era aggraziato il suo incedere, Albin (1738) e Viellot (1825), che le paragonava alle danzatrici della Bohemia. Questo nomignolo sembra derivi da una interpretazione data da Maria Antonietta alla corte di Versailles nella seconda metà del ‘700 quando, presentatale questa gru per la prima volta in Europa e vista la gentilezza dei movimenti e l’armonia delle sue danze, la identificò immediatamente con una “Demoiselle”.

Poi alla domanda da dove provenisse, le riferirono dalla Numidia, l’attuale Tunisia, accoppiando al nome un probabile ma inconsapevole errore geografico visto che già a quel tempo ed ancor più oggi, questo uccello è praticamente sconosciuto in questo luogo.

Ecco quindi battezzata la nostra Damigella, un nome che viene pressoché ripetuto in qualsiasi lingua europea. In Tedesco Jungfernkranich, in Olandese Jufferkraan, in Svedese Jungfrutrana, in Spagnolo Grulla damisela, in Russo Kpacabka, in Inglese Demoiselle Crane, in Francese Grue Demoiselle, in Hindi Karkara ed in Italiano Damigella di Numidia.

Zoogeografia

Ha una diffusione prettamente asiatica anche se tra i luoghi di svernamento, oltre al subcontinente indiano, raggiunge l’alto corso del Nilo, nel Sudan meridionale.

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Nelle aree di svernamento gli stormi contano anche 200.000 esemplari © Gianfranco Colombo

Nidifica in una vasta fascia pressoché lineare compresa fra il 45° e 50° parallelo di latitudine nord, con limiti dalle sponde nord del Mar Nero fino a raggiungere la Manciuria cinese e fuori da questo areale, in pochissimi altri luoghi isolati in particolare nell’est della Turchia dove sembra stia riconquistando un antico sito di nidificazione abbandonato nei secoli passati. E’ stata estirpata negli ultimi due secoli dalla Spagna e dalla penisola Balcanica, principalmente per la pressione e persecuzione antropica ma anche per l’introduzione di modifiche agricole con conseguente sparizione di aree in precedenza abitate dalla specie.

In Africa dove vi sono antiche tracce della sua presenza, è oggi alquanto rarefatta pur lasciando piccole ed isolate colonie in alcuni luoghi che presentano caratteristiche adatte alla loro permanenza. In Marocco sopravvivono alcune piccole colonie sulla catena dell’Atlante ma seppure fortemente protette, non hanno saputo raggiungere in questi ultimi decenni, numeri tali da garantirne un futuro sicuro. Isolati casi di nidificazione peraltro non ripetuti, in Tchad e Mauritania. Le gru di queste colonie hanno una migrazione separata dalla specie asiatica ed alquanto breve visto che raggiungono per lo svernamento il vicino lago Tchad.

E’ un uccello di non facile avvistamento sebbene sia di dimensioni notevoli, ciò in quanto nidifica in aree desolate comprese tra la zona boreale e le steppe aride del centro Asia, zone soggette a condizioni ambientali non facili e poco antropizzate. Inoltre quando in migrazione, mantiene altitudini eccezionali e per tratte lunghissime, quindi spesso ben oltre la nostra capacità visiva. Come sostengono gli ornitologi Russi, è più facile sentirle che vederle durante le migrazioni.

Come tutte le gru, è un uccello molto chiassoso e quando in volo emette in continuazione quel terribile, rauco e sgraziato ma allo stesso tempo affascinante garruu garruu krrrr honk- krrrr honk udibile a chilometri di distanza.

Nelle aree di svernamento si riuniscono in enormi stormi e solo in questi luoghi vi è la possibilità di capirne la consistenza numerica. Le stime attuali indicano la presenza globale in 200/240.000 esemplari.

Eccezionale è l’afflusso di questa gru in una località del Rajasthan indiano, al limite del deserto del Thar nel piccolo villaggio di Kichan, dove per tradizione questo uccello viene atteso, accolto, protetto e nutrito dalla popolazione durante i lunghi periodi di svernamento. Arrivano già alla fine di agosto per ripartire nel successivo mese di marzo.

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La Damigella di Numidia può raggiungere i 3 kg, 1 m d’altezza e 185 cm d’apertura alare © Giuseppe Mazza

Una tradizione che sembra abbia addirittura ed inconsapevolmente modificato la migrazione di questi uccelli, fermandoli in una delle tappe dei loro spostamenti verso sud, in un’area inadatta alla loro presenza, invogliati da una straordinaria disponibilità alimentare. Sono ormai 10.000 le gru che a Kichan trascorrono questi lunghi mesi, con un consumo di granaglie di oltre 700 kg al giorno, frutto di donazioni ed offerte di Associazioni Internazionali e della stessa popolazione locale. Fatidiche le loro trasvolate sull’Himalaya e il Karakoram, dove a quote impossibili ed a temperature insostenibili, sfidano per due volte l’anno la loro fragile e travagliata vita di migratore.

Morfofisiologia

Anche se risulta essere la più piccola delle Gru, la Damigella di Numidia può raggiungere i 3 kg di peso, un’altezza totale di 100 cm ed una apertura alare tra i 165 e 185 cm. Il maschio adulto è leggermente più grande della femmina.

Con la congenere Anthropoides paradisea del Sudafrica, è l’unica gru con la testa completamente ricoperta di piume senza alcuna parte nuda e manca totalmente del colore rosso sul capo che identifica tutte le altre specie. Ha una colorazione compatta grigio cenere attraversata da una larga fascia nera frontale che dalla gola scende sul petto fino a formare un leggero ed elegante grembiule. Nuca e parte del collo posteriore biancastri con un leggero ciuffo pendente all’indietro. Sono presenti anche due piccoli ciuffi auricolari bianchi che dagli occhi scendono unendosi sulla nuca. Remiganti primarie e fascia inferiore delle secondarie di colore nero, coda cadente tipica dei gruiformi. Occhi di un brillante rosso aranciato. Becco giallastro e robusto.

I giovani presentano una colorazione grigia più pallida, con testa e collo più chiari, ciuffi auricolari poco sviluppati e meno visibili. E’ inconfondibile anche fra le stesse gru, quando osservabili queste caratteristiche.

Biologia riproduttiva

Depongono generalmente due uova in una piccola fossetta scavata nel terreno in un ambiente completamente aperto e generalmente brullo. Depongono direttamente sul suolo aggiungendo raramente ciuffi di erba, sassolini o radici che spesso strappano direttamente stando sul nido. L’incubazione è di circa 29 giorni, con involo dei piccoli dopo altre 8/9 settimane, il periodo più breve tra tutte le gru. La maturità sessuale avviene dal secondo anno. Si ritiene che la coppia sia monogama e l’unione persista per tutta la vita. Sembra che in natura raggiungano una vita media di oltre venti anni ed è una specie che si addomestica senza difficoltà e si riproduce facilmente in cattività. I loro nemici naturali, particolarmente nel periodo di nidificazione, sono gabbiani e cornacchie e grandi uccelli di rapina (Aquile, Poiane ed Albanelle), nonchè mustelidi e volpi.

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Si nutre di vegetali, specialmente semi, ma anche d’insetti, vermi, lucertole e anfibi © Giuseppe Mazza

La nidificazione avviene abitual- mente in coppie isolate anche se spesso i nidi sono posti in modo tale che gli eventuali richiami di una coppia vengano uditi dalla contigua, sia per normali collegamenti sociali e delimitazione del territorio, sia per combattere in comune l’avvicinarsi di eventuali nemici.

Generalmente durante la cova il maschio rimane di guardia a poca distanza salendo su piccoli sopralzi del terreno, avvisando e contra- stando i nemici in avvicinamento.

Risulta alquanto facile, attraver- sando le immense praterie del centro Asia, osservare il comportamento di questi uccelli, ritti ed attenti come piccoli soldati che si stagliano nel nulla assoluto, pronti ad involarsi ed emettere il loro grido d’allarme non appena ci si avvicina ai loro territori.

Quando adulti si nutrono princi- palmente di vegetali e sementi ma anche di vermi, piccoli vertebrati, lucertole ed anfibi mentre l’ali- mentazione dei piccoli è integrata largamente con insetti. I piccoli rimangono con i genitori per il primo anno ed anche durante la prima migrazione.

La Damigella di Numidia come tutte le gru, è specie protetta in tutto il mondo. Vi è un rispetto atavico e storico in molte delle aree da loro frequentate anche se alcune nazioni (in special modo Afganistan, Pakistan e Sudan) la cacciano abitualmente, abbattendone oltre 5.000 esemplari ogni anno. La gru, senza distinzione nella specie, è spesso oggetto di venerazione e parte attiva in tradizioni tramandate nei secoli da popolazioni che vedono in questo animale ed il suo peregrinare per i cieli, un segno divino. Danze e festività in loro onore ricorrono in molte località del sub continente Indiano. Non è specie a rischio ed è collocata in CITES II.

Sinonimi

Ardea virgo – Linneus, 1758

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Come ogni gru è una specie protetta in tutto il mondo, che gode anche, in molte regioni, di un rispetto atavico per tradizioni tramandate nei secoli © Gianfranco Colombo

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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