Anthurium hookeri

Famiglia : Araceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Anthurium hookeri è un’epifita di grandi dimensioni nativa dell’America centrale © Giuseppe Mazza

L’ Anthurium hookeri Kunth (1841) è originario delle foreste montane umide delle Antille Olandesi, Isole Leewards, Isole Windward, Guyana Francese, Guyana, Suriname, Trinidad-Tobago e Venezuela.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “anthos” = fiore ed “oura” = coda, con riferimento allo spadice dell’infiorescenza; la specie è dedicata al botanico inglese William Jackson Hooker (1785-1865).

Nomi comuni: “bird’s nest anthurium”, “birdsnest flamingo flower”, “wild tobacco” (inglese); “anthurium nid d’oiseaux”, “anthurium feuille de choux” (francese).

Erbacea sempreverde epifita di grandi dimensioni, alta fino a circa 1,5 m e larga 2 m ed oltre, con un corto fusto con internodi ravvicinati da cui si sviluppano numerose radici aeree ed una rosetta di foglie obovato-oblanceolate, cuoiose, verde chiaro, che possono raggiungere, nelle migliori condizioni di coltivazione, una lunghezza di circa 1 m ed una larghezza di 40 cm, su corti piccioli (2-9 cm di lunghezza); le venature centrali e laterali sono marcate e di colore verde pallido.

Infiorescenze ascellari, su un peduncolo eretto lungo circa 45 cm, costituite da una spata grigiastra o verde chiaro lunga circa 8 cm e larga circa 2 cm, tendente al porpora e da uno spadice violetto lungo 10-15 cm su cui sono avvolti a spirale minuscoli fiori ermafroditi protogini (lo stigma, la parte femminile, è ricettivo prima della maturazione degli stami, ciò impedisce l’autofecondazione).

I frutti sono bacche ovoidi lunghe circa 6 mm di colore biancastro con sfumature porpora. Si propaga generalmente per seme, fatto germinare sulla superficie di substrati porosi, mantenuti costantemente umidi, in serra calda.

Specie molto ornamentale, è coltivabile all’aperto nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido in posizione ombreggiata e riparata dai venti, che danneggerebbero le grandi foglie, su substrati organici porosi e drenanti, mantenuti costantemente umidi; se ne può tentare la coltivazione in posizione riparata nelle zone a clima temperato caldo, sopportando per brevi periodi temperature intorno a 0°C, ma con danneggiamento o perdita del fogliame.

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Particolare dello spadice con frutti. Come pianta in vaso risulta di grande effetto per la decorazione di ambienti spaziosi © Giuseppe Mazza

Come pianta in vaso risulta di grande effetto per la decorazione di ambienti spaziosi, necessita di substrati molto aerati, drenanti e ricchi di sostanza organica e va posizionata in luogo luminoso, ma lontano dal sole diretto, in ambienti con temperature che è bene non scendano sotto 12-14°C; le innaffiature devono essere frequenti in estate per diradarle in inverno, evitando sempre ristagni d’acqua che possono provocare marciumi.

Tutte le parti della pianta contengono sostanze tossiche, in particolare ossalato di calcio, potenzialmente irritanti.

Sinonimi: Pothos acaulis Dryand. (1810); Pothos crassinervius Hook. (1830); Anthurium amplum Kunth (1841); Anthurium neglectum Miq. (1853); Anthurium varians Miq. (1853); Anthurium huegelii Schott (1855); Anthurium hookeri f. longicuneatum Engl. (1898); Anthurium hookeri var. longicuneatum (Engl.) Engl. (1903).

 

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