Aphanamixis polystachya

Famiglia : Meliaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Aphanamixis polystachya è un albero sepreverde del Sud-est asiatico che raggiunge i 30 m d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Assam, Bangladesh, Bhutan, Cina (Fujian, Guangdong, Guangxi, Hainan e Yunnan) , Filippine, India, Indocina, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Papua Nuova Guinea, Sikkim, Sri Lanka, Thailandia e Vietnam dove vive sia nelle foreste umide sempreverdi che decidue, spesso lungo i corsi d’acqua, a basse e medie altitudini.

Il nome del genere è la combinazione dell’aggettivo greco “ἀφανής" (aphanés) = invisibile, poco appariscente e del sostantivo “μίξις” (mixis) = mescolanza, con riferimento ai fiori non appariscenti; il nome specifico è la combinazione dell’aggettivo greco “πολύς” (polys) = molto e “στάχυς” (stachys) = spiga, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: amoora, pithraj tree, rohituka tree, white cedar (inglese); hakhori bakhor (assamese); baddiraj, pitraj, tiktaraj (bengali); shan lian (cinese); harin-arà, rohida (hindi); mullumuntaga, roheethaka (kannada); cemmaram, sem (malayalam); elahirilla, lakshmivana, lohita, rohitakah (sanscrito); semmaram, vellakangu (tamil); rohitaka, sevamanu (telugu); lao hang, ma hang kan, ta suea (thailandese).

L’ Aphanamixis polystachya (Wall.) R.Parker (1931) è un arbusto o albero sempreverde poligamo-dioico (portante sullo stesso individuo sia fiori ermafroditi che unisessuali), che può raggiungere 30 m di altezza, con tronco cilindrico dalla corteccia bruno-rossastra, fessurata longitudinalmente, provvisto alla base, nei vecchi esemplari, di radici tabulari (radici simili a contrafforti). Le foglie, disposte a spirale, sono pari o imparipennate, lunghe 30-90 cm, composte da 9-17 foglioline, su un piccioletto lungo 0,5-1 cm, opposte, da oblungo-ellittiche a ovate, lunghe 7-18 cm e larghe 4-8 cm, con apice da lungamente appuntito a ottuso e margini interi, di colore verde intenso. Infiorescenze ascellari pendenti, lunghe 30-60 cm, portanti fiori globosi subsessili, di circa 0,6 cm di diametro, con 3-5 sepali e 3-5 petali orbicolari, concavi, di colore bianco, tubo staminale globoso, lungo 0,4 cm, 6 antere e ovario pubescente triloculare. I frutti sono capsule da globose a piriformi, di 2,5-3 cm di diametro, di colore da giallastro a porpora a maturità, deiscenti in 3 valve e contenenti 1-3 semi oblunghi, appiattiti, di colore grigio bruno, di circa 1,4 cm di lunghezza e 1 cm di larghezza, immersi in un arillo rosso.

Si riproduce generalmente per seme, che deve essere messo a dimora nel più breve tempo possibile avendo una bassa durata di germinabilità, 2-3 mesi, con tempi di germinazione di 2-4 settimane.

Coltivato a volte come ornamentale nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido, deve la sua fama nei luoghi di origine alle proprietà medicinali che gli vengono attribuite. Richiede pieno sole o leggera ombreggiatura e si adatta ad un’ampia varietà di suoli, preferibilmente drenanti, mantenuti pressoché costantemente umidi.

I frutti, tossici, contengono circa il 40% di olio utilizzato nella fabbricazione di saponi, come lubrificante e per illuminazione, presenta inoltre promettenti caratteristiche per un eventuale uso come biocombustibile. Il legno, di ottima qualità è utilizzato nelle costruzioni civili e navali, per mobili e oggetti di uso comune.

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I frutti, tossici, contengono 2-3 semi protetti da un arillo rosso. L’olio estratto serve a produrre saponi e varie parti della pianta mostrano promettenti virtù medicinali © Giuseppe Mazza

Diverse parti della pianta sono utilizzate da tempi remoti nella medicina tradizionale, in particolare indiana, come antibatterico, antielmintico, antimalarico, antitumorale, nelle malattie del fegato e della milza, nell’anemia e nei disturbi addominali; l’olio estratto dai frutti è impiegato come linimento nei reumatismi. Studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza nella pianta di diversi composti bioattivi di possibile interesse nella farmacopea ufficiale. Gli estratti dalle foglie e dai frutti presentano interessanti proprietà insetticide.

Sinonimi: Andersonia rohituka Roxb. (1824); Aphanamixis grandifolia Blume (1825); Sphaerosacme polystachya Wall. (1829); Sphaerosacme spicata Wall (1831); Aphanamixis perrottetiana A.Juss. (1832); Aphanamixis timorensis A.Juss. (1832); Amoora rohituka (Roxb.) Wight & Arn. (1833); Trichilia tripetala Blanco (1837); Amoora polystachya (Wall.) Steud. (1840); Aphanamixis blumei Span. (1841); Amoora grandifolia Walp. (1842); Amoora amboinensis Miq. (1868); Dysoxylum spiciflorum Zipp. ex Miq. (1868); Dysoxylum cuneatum Hiern (1875); Amoora cumingiana C.DC. (1878); Alliaria cuneata (Hiern) Kuntze (1891); Amoora myrmecophila Warb. (1894); Aphanamixis amboinensis (Miq.) Harms (1896); Aphanamixis cochinchinensis Pierre (1896); Aphanamixis cumingiana (C.DC.) Harms (1896); Aphanamixis myrmecophila (Warb.) Harms (1896); Aphanamixis rohituka (Roxb.) Pierre (1897); Aphanamixis lauterbachii Harms (1900); Aphanamixis macrocalyx Harms (1900); Amoora elmeri Merr. (1905); Aglaia aphanamixis Pellegr. (1911); Aglaia cochinchinensis (Pierre) Pellegr. (1911); Amoora polillensis C.B.Rob. (1911); Aphanamixis coriacea Merr. (1916); Aphanamixis elmeri (Merr.) Merr. (1916); Aphanamixis tripetala (Blanco) Merr. (1918); Aphanamixis polillensis (C.B.Rob.) Merr. (1923); Aglaia polystachya Wall. (1924); Canarium vrieseo-teysmannii H.J.Lam (1932); Aphanamixis pinatubensis Elmer (1934); Aphanamixis agusanensis Elmer (1937); Aphanamixis apoensis Elmer (1937); Aphanamixis davaoensis Elmer (1937); Aphanamixis obliquifolia Elmer (1937); Aphanamixis velutina Elmer (1937); Chuniodendron spicatum Hu (1938); Chuniodendron yunnanense Hu (1938); Epicharis cuneata (Hiern) Harms (1940); Aglaia janowskyi Harms (1942); Aphanamixis schlechteri Harms (1942); Aphanamixis sinensis F.C.How & T.C.Chen (1955); Amoora janowskyi (Harms) Kosterm. (1966); Amoora beddomei Kosterm. (1982); Ricinocarpodendron polystachyum (Wall.) Mabb. (1982); Aglaia beddomei (Kosterm.) S.S.Jain & R.C.Gaur (1986).

 

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