Apus pallidus - Shelley, 1870

Famiglia : Apodidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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L’ Apus pallidus mangia, dorme, e si accoppia in volo © Giuseppe Mazza

Il Rondone pallido, in Inglese Pallid swift ( Apus pallidus ), fu scoperto e classificato dal biologo ornitologo britannico George Ernest Shelley, che era anche comandante di vascello di sua Maestà.

Descrisse questo animale in una sua opera sugli uccelli d’Africa, “The Birds of Africa”, continente nel quale tali uccelli, da passo in Europa, vanno a svernare.

Questo animale afferisce ovviamente alla classe degli Uccelli ( Aves ), clade o sottoclasse degli Ornituri ( Ornithurae ), superordine Neognati ( Neognathae ), ordine Apodiformi ( Apodiformes ), famiglia Apodidi ( Apodidae ), genere Apus .

Un caso esemplare di convergenza ecoevolutiva, è certo quello rappresentato da rondini e rondoni, uccelli dalle forme e sagome assai simili, tanto che non è facile distinguerli fra di loro in volo ad occhio nudo, senza binocolo, ma che in realtà non sono neanche legati da parentele strette, anzi, appartengono a due ordini distinti: i rondoni a quello appunto degli Apodiformi ( Apodiformes ), mentre le rondini a quello dei Passeriformi ( Passeriformes ).

Animali veramente instancabili, continuamente in volo, i rondoni sono affini, filogeneticamente parlando, ai colibrì, uccelli della famiglia dei Trochilidi ( Trochilidae ), ed ai meno conosciuti membri della famiglia degli Emipròcnidi ( Hemiprocnidae ), di cui i rondoni arborei o arboricoli o crestati sono membri. Ad esempio l’ Hemiprocne longipennis e l’ Hemiprocne coronata : due specie d’uccelli autoctoni dell’Asia meridionale, detti anche “clechi”, che con un totale di 4 specie, sono diffusi nelle foreste delle isole della Sonda e Nuova Guinea. Presentano un ciuffo di penne erettili sulla testa, a formare un cresta. Uccelli stupendi per la livrea, però meno attivi e a vita prettamente arboricola rispetto ai rondoni del genere Apus, e che a differenza di questi nidificano sugli alberi.

La vicinanza filogenetica è maggiore tra la famiglia degli Apodidae e quella dei Trochilidae, rispetto a quella degli Hemiprocnidae, ma è comunque sufficiente per farle confluire tutte e tre nell’ordine degli Apodiformes.

Il rondone pallido, come le altre specie di rondone che si osservano in Europa e quindi in Italia, cioè il Rondone comune ( Apus apus ) ed il Rondone alpino ( Apus melba ), è un uccello che vola senza sosta, anche se la massima dimostrazione del “moto perpetuo” o dell’infaticabilità è rappresentata per eccellenza dall’ Apus apus, in volo costante dal momento in cui impara.

Si nutre in volo, vola per andare a recuperare il materiale ( fuscelli, rami, terriccio, fango, foglie ) con cui costruisce il nido, si accoppia in volo e, secondo alcuni biologi ornitologi, dorme addirittura in volo, probabilmente abbassando l’attività neurofisiologica allo stato di sonno, di un emisfero per volta, mantenendo l’altro attivo, per poter coordinare il volo, evitare gli ostacoli e sfuggire ad eventuali predatori, come i rapaci diurni (falchi, nibbi etc.) e notturni (civette, gufi, etc.).

Sia la femmina che il maschio, si fermano solo durante la cova delle uova, cui partecipano entrambi.

Il grande biologo ornitologo austriaco Naumann, dice dei rondoni: sono uccelli gai, agili, coraggiosi ed eleganti, come pochi se ne vedono.

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E’ uno degli uccelli più veloci del pianeta. Può raggiungere in picchiata i 300-320 km orari © Giuseppe Mazza

Zoogeografia

Il rondone pallido si osserva in Europa, e quindi in Italia, solo in specifici momenti dell’anno. In Italia lo si nota tra maggio e giugno, e da qui poi riparte verso l’Asia, in estate inoltrata.

Come l’ Apus apus, nidifica d’estate in Asia occidentale, mentre l’Africa è il loro quartiere di svernamento invernale.

Sembra però che l’ Apus pallidus ( meno raro di quel che si pensava fino a 20 anni fa e spesso dai neofiti confuso con l’ Apus apus ), sia localizzato in Europa principalmente nella parte centromeridionale e negli antichi abitati dell’Europa sudorientale.

Habitat-Ecologia

Per un uccello che passa la maggior parte della sua vita in aria volando, è difficile parlare di habitat specifici.

Quello che si può dire è che predilige rupi, rocce, sporgenze dei muri, sottotetti a cui si aggrappa tenacemente, mentre è totalmente incapace di camminare sul terreno.

D’altronde il nome dell’ordine a cui appartengono, Apodiformes, è una parola composta derivante dal greco antico, che significa senza piedi, per lo scarsissimo uso che ne fanno. I biologi ornitologi definiscono il loro piede poco funzionale “pamprodattilo”.

Quando accade, che per qualche ragione si è dovuto posare con urgenza sul terreno, l’involo risulta poi faticosissimo, e riesce nell’intento solo se si trascina su qualche punto sopraelevato.

Morfofisiologia

L’ Apus pallidus si distingue dall’ Apus apus e dall’ Apus melba per una colorazione fondamentalmente più chiara e per il bianco della gola più esteso, sebbene, da soggetto a soggetto, quest’ultimo carattere possa variare molto, e si osservino soggetti con meno bianco nel sottogola.

Non esiste dimorfismo sessuale, né transitorio-stagionale, né permanente, tra i due sessi.

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Questo Apus pallidus sta per spiccare il primo volo. Poi non si fermerà per mesi © Mazza

Ha una colorazione color grigio bruno-fuliggine sulle copritrici primarie e secondarie del dorso e sulle remiganti delle ali, alla cui estremità diventa più scuro, quasi nero. Lo stesso per le timoniere della coda.

La coda è abbastanza lunga e forcuta, sebbene molto meno che nell’ Apus apus, con cui spesso condivide aree di nidificazione.

La testa è grigia, più chiaro sulla faccia con un piccolo becco appuntito con cui al volo cattura insetti.

Gli occhi molto vivi, hanno pupilla nera.

Le zampe sono gravidiche ( corte ) e robuste.

Nei rari casi in cui è posato su un muro o su una roccia e, le ali sono a risposo distese, assumono la conformazione di una semiluna.

Ha un’apertura delle ali di una quarantina di centimetri, ed una lunghezza di 16-18 cm.

E’ uno degli uccelli più veloci del pianeta, poiché in picchiata può raggiungere i 300-320 km/h, competendo con il più agguerrito dei falchi e delle aquile.

Alcuni astronomi, durante l’osservazione delle stelle, sono incappati in questi uccelli che possono volare ad altezze elevate.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Assenza di dimorfismo tra sessi, si riproducono d’estate in Asia occidentale.

Il Rondone pallido ( Apus pallidus ) nidifica nei dirupi rocciosi, sottotetti e anfratti dei vecchi edifici.

E’ una specie monogama. Sia il maschio che la femmina partecipano alla cova delle 3-6 uova deposte, sebbene, nei primi dieci giorni, questo ruolo spetti principalmente alla femmina.

La cova dura una quarantina di giorni, ed entrambi i genitori nutrono i piccoli nati.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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