Ara ararauna

Famiglia : Psittacidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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L’ Ara ararauna può vivere anche 70 anni © Giuseppe Mazza

l’ Ara ararauna - Linnaeus, 1758, è un uccello appartenente all’ordine degli Psittaciformes, famiglia Psittacidae, genere Ara.

I membri di questo genere sono, nella classe degli uccelli ( Aves ), quelli che presentano le più belle livree in tutto il pianeta.

Probabilmente solo i membri della famiglia degli uccelli del paradiso ( Paradisaeidae ), possono gareggiare in bellezza con loro.

L’ Ara ararauna detta volgarmente ara giallo blue, per i colori dominanti delle sue piume, viene chiamata anche Blue-and-yellow Macaw o Blue and-gold Macaw in Inglese, Guacamayo azulamarillo in Spagnolo, Ara Bleu in Francese e Ararauna in Tedesco.

Scientificamente si usa anche un sinonimo per identificarla che è lo Psittacus araraunus di Bechstein, 1811.

Esiste una una specie simile all’ Ara ararauna, che non presenta una quantità sufficiente di analogie morfologiche e quella percentuale di differenze tale da poterla considerare come una sua razza o sottospecie, è l’ Ara glaucogularis ( Ara gola blue ) che vive nel suo stesso biotopo, cioè la foresta pluviale, tropicale e pianure.

L’ Ara glaucogularis presenta colori simili ( come forma e distribuzione ) all’ Ara ararauna, ma si differenzia per avere un mento completamente blue. L’assenza di razze, sottospecie sono dovute a una variazione intraspecifica monotipica.

Zoogeografia

L’ Ara ararauna ha una distribuzione piuttosto ampia in natura.

La si ritrova nella parte orientale dello stato di Panama, nella parte est della Colombia, in tutta la Guiana francese, nel sudovest del Brasile, a est dell’Ecuador, a est del Perù, a nordest della Bolivia e in gran parte parte dell’Argentina.

Comunque come le altre specie del genere Ara, attualmente è presente in gran parte del mondo, sia al di sopra che al disotto del Tropico del Cancro, poiché molti esemplari, sono mantenuti in Giardini Zoologici, Zoosafary, Parchi Acquatici e Zoopark.

Si calcola che ce ne siano 1.005 in 250 di queste strutture e che si siano avute 16 nascite nei passati 6 mesi, comprensibile, dato il buon tasso di riproduzione in cattività.

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Grazie alla lunga coda, l’Ara ararauna raggiunge i 90 cm © Giuseppe Mazza

Habitat-Ecologia

Il loro habitat naturale è rappresentato dalle foreste pluviali, tropicali dove vivono sui rami degli alberi, essendo forniti di un piede zigodattilo, che gli permette ( avendo il primo e quarto dito rivolto all’indietro e il secondo e terzo in avanti ) una vita arboricola, raramente possono scendere al suolo per nutrirsi di semi caduti in terra, ma la deambulazione è goffa, poiché non sono digitigradi.

Li si osserva spesso sulle palme o sugli alberi di foreste decidue, ed anche nei bassopiani ( Pampas argentine ) fino a 500 m di altezza.

Sono frugivori, granivori, fitofagi, mangiano sia frutti a pericarpo morbido o duro, semi, graminacee selvatiche, germogli, che ne caratterizzano l’ecologia alimentare.

In natura, generalmente vivono in numerosi gruppi vicino a corsi d’acqua.

In cattività necessitano di voliere spaziose e posatoi robusti, fino a due metri di altezza, 2 di larghezza e 4 di lunghezza.

Morfofisiologia

Presentano una coda molto lunga, ma complessivamente la lunghezza testa-coda non va oltre i 90 cm.

Come per tutte le specie del genere Ara, è presente un piumaggio definito a trama di Dyck, che ne da le caratteristiche colorazioni e geometrie.

Colorazione blue brillante sul dorso, ali ( le grandi e piccole copritrici ) la porzione occipitale della testa, mentre la restante parte è di colore verde brillante. Il torace e il ventre sono gialli, la coda ( le grandi timoniere ) sono blue brillante, ma al disotto di queste, si osservano nella parte ventrale interna penne di colore giallo.

Il becco ( da cui dipende la sua ecologia alimentare ) come per tutte le altre specie del genere Ara, è robusto, ricurvo di colore nero.

La emiporzione superiore è mobile rispetto il cranio, all’interno della bocca è presente una lingua tozza e spessa ( mangiata dagli indigeni in Amazzonia ), nella porzione di muso tra il punto di attacco del becco ( base ) e gli occhi è presente una zebratura bianco-nera.

L’iride in entrambi i sessi è gialla, nei pulli prima della maturazione sessuale è marrone.

Può raggiungere un 1 kg di peso e, può vivere fino a 70 anni.

Poiché la trama di Dyck, non determina un dimorfismo sessuale, né geometrico, né cromatico, a cui si aggiunge un’assenza di differenze in altri aspetti biometrici, nei 2 sessi, di tutte le specie del genere Ara, il sessaggio lo si determina o per via molecolare, mediante analisi del DNA delle piume ( generalmente le copritrici ), o mediante analisi del cariotipo, oppure mediante laparoscopia, che individua la presenza dei testicoli o delle ovaie che sono interni in entrambi i sessi, quando è sopraggiunta la maturità sessuale.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Poiché la stagione delle piogge nelle foreste pluviali non è ben demarcata, in quanto piove tutto l’anno, tali uccelli, rispetto ad altri Psittaciformes autoctoni di regioni dove tale stagione ha un inizio e una fine ben definite ( come in Africa ), non presentano una stagione riproduttiva specifica. Il maschio costruisce il nido all’interno di cavità di alberi, ad altezze elevate, dove la femmina deporrà 2 uova per ogni covata.

I pulli rimangono con la madre, che si occuperà delle cure parentali, mentre il padre, penserà alla nutrizione di entrambi, per un mese circa. Poi diventano autonomi nel volo e per la ricerca di cibo, ma in genere non si distanziano troppo dai loro genitori.

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Anche a testa in giù il mondo è sempre bello, ed il simpatico Ara ararauna è presente in tutti gli zoo © Mazza

I giovani delle precedenti covate, in realtà sembrerebbero essere ben tollerati, in prossimità del nido, poiché possono aiutare la madre e il padre nell’allevamento dei loro fratelli.

Fino a una ventina di anni fa la densità di popolazione in natura era costante.

Recentemente, l’inquinamento per uso di diserbanti, pesticidi, anticrittogamici in agri- coltura, associato ad un intenso disbosca- mento, ne ha drammaticamente rarefatto l’areale, abbassando pericolosamente la popolazione.

Per queste ragioni, la IUCN li ha inseriti nella red list delle Threatened Endangered Species e la CITES ne vieta il traffico a fini com- merciali.

Nel contempo, come per moltissime altre specie animali, i programmi di biologia della conservazione nel contesto di Giardini Zoo- logici, Zoopark, Parchi Acquatici, Zoosafari e Parchi naturali, stanno contribuendo notevol- mente alla loro salvaguardia. Anche perchè in cattività si riproducono in buona percentuale. Sono ormai estinti in Salvador, Honduras e Nicaragua. Il parco nazionale del Corcovado nella penisola di Osa sudovest del Costarica è senza dubbio la più importante riserva naturale protetta, per questa specie.

Sinonimi

Psittacus araraunus - Bechstein, 1811

Specie simile:

Ara glaucogularis - Dabbene 1921

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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