Ardea purpurea

Famiglia : Ardeidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Il territorio dell’Ardea purpurea è vastissimo e copre l’area centromeridionale dell’Europa, dell’Asia e parte dell’Africa subsahariana © Gianfranco Colombo

L’airone rosso o Ranocchiaia ( Ardea purpurea - Linnaeus, 1766) appartiene all’ordine dei Pelecaniformes ed alla famiglia degli Ardeidae ed è uno dei pochi aironi del paleartico, migratore a lungo raggio.

Il nome di ranocchiaia ormai in disuso e largamente sconosciuto ai molti, era invece comunemente usato nel XIX secolo e riportato in qualsiasi libro naturalistico dell’epoca e si riferiva a quello che si riteneva il principale alimento di questo uccello. Era già chiamato anche airone rosso una traduzione diretta dal binomio scientifico anche se di rosso, nella livrea di questo airone, non è che ne abbia poi tanto. L’etimologia del genere Ardea trae origine dalla mitologia romana e designava l’odierna città di Ardea nel Lazio, al tempo capitale dei Rutuli, rasa al suolo e totalmente bruciata durante la guerra con Enea. Dalle sue ceneri risorse un uccello che dopo aver emesso un lungo lamento e scosso la fuliggine che lo copriva completamente, si rivelò essere candido. Forse una diretto riferimento alla leggenda dell’Araba Fenice. La specie purpurea dal latino “purpureus” ed a sua volta dal greco “porphureos” con significato di color porpora.

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Quando si sente minacciata, l’Ardea purpurea raddrizza il collo che imita alla perfezione il disegno dei canneti. Gli occhi gialli particolarmente adatti alla visione notturna, sono molto pronunciati ed esposti dall’orbita che è sensibilmente spostata verso la mandibola inferiore, in modo da rendere più facile l’osservazione di quanto gli scorre al di sotto senza perdere la visione d’insieme © Gianfranco Colombo

Gli aironi in generale ma in particolare quelli appartenenti al genere Ardea, hanno come peculiarità l’eleganza, le forme e le movenze, sia quando a terra che in volo. Ebbene non è azzardato sostenere che il rosso ha tutte queste caratteristiche ancora più accentuate.

Non è massiccio come l’Airone golia (Ardea goliath) ma ne copia largamente la livrea. Non è così minuto come la garzetta (Egretta garzetta) ma è esile e delicato quanto lei. È molto più piccolo dell’airone bianco (Ardea alba) ma ha il medesimo possente e regale modo di volare. Non è così austero e paziente quanto l’airone cenerino (Ardea cinerea) ma ha la medesima tranquillità e solennità nelle movenze.

E’ indubbio che ogni specie possa assomigliare ai consimili in qualche particolare ma l’airone rosso eccelle sicuramente negli abbinamenti.

I nomi volgari italiani riprendono spesso, oltre al colore della sua livrea, come nei nomi dialettali quali Russiello, Sgarzon ross, Sgulgion russ e Sgherza rossa, anche il termine Sgarza, Sgarso, Sgors riprendendo un termine con una etimologia antica e complessa.

Il termine garza usato spesso anche per indicare la garzetta ( Egretta garzetta ), sembra derivi dall’antico spagnolo garceta che a sua volta sembra provenga dall’arabo ḡarzah, che indicava un oggetto puntuto e contundente.

Tuttavia in alcune aree della penisola iberica, il termine garceta indica un boccolo di lunghi capelli che coprono la nuca, riprendendo il ciuffo pendente dalla testa di quasi tutti gli appartenente a questa famiglia.

E’ comunemente chiamato Purple Heron in inglese, Purpurreiher in tedesco, Garza Imperial in spagnolo, Héron pourpré in francese, Garça-roxa in portoghese ed un simpatico Murasakisagi in giapponese

Zoogeografia

Il territorio dell’airone rosso è vastissimo e copre l’area centromeridionale dell’Europa, dell’Asia e parte dell’Africa subsahariana.

In Europa, il territorio di nidificazione è molto frazionato e non tutto l’areale è estesamente abitato. Vaste popolazioni sono presenti nella penisola iberica, in Francia, nei Paesi Bassi, in Germania, in Austria, nel Nord Italia e molto più assiduamente nella penisola Balcanica e seguendo il corso del Danubio fino al Mar Nero ed inoltrandosi fino alle repubbliche centroasiatiche.

Non è presente, se non in via eccezionale, nelle isole inglesi, in Scandinavia, Russia e Europa orientale.

Nel sud Europa occupa occasionalmente l’area mediterranea con alcune isolate colonie sulle coste nord occidentale africane, nel Medio Oriente ed in Anatolia. Nel sud dell’Asia è presente nell’area al limite delle catene Himalayane, in India, nella penisola Indocinese ed Indonesia. In Cina occupa diffusamente tutta la parte sud orientale, risalendo a nord fino alla Manciuria e raggiungendo anche il Giappone.

In Africa è ben presente nella fascia subsahariana dal Senegal all’Etiopia ed a sud, seguendo a grandi linee la Rift Valley, fino al Mozambico ed occupando densamente lo Zimbabwe e Botswana.

Manca invece nella parte occidentale di questo continente. In Italia è ben diffuso nelle pianure del nord ed in alcune del centro Italia ma non è da considerare molto comune.

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È strettamente legato all’ambiente umido con acque dolci a scorrimento lento e paludose, densamente coperte da vegetazione © Gianfranco Colombo

Le popolazioni europee e quelle dell’Asia occidentale migrano nella tarda estate verso l’Africa, con un volo a lungo raggio che dal territorio di nidificazione arriva fino al di là del Sahara. Quelle dell’Oriente asiatico raggiungono invece il sudest del continente fino all’Indonesia mentre le indiane, le indocinesi e le africane sono sostanzialmente stanziali.

Ecologia e Habitat

L’airone rosso è legato strettamente all’ambiente umido con acque dolci a scorrimento lento e paludose, densamente coperte da vegetazione.

È un uccello estremamente riservato che evita in modo assoluto i luoghi frequentati in maniera regolare dall’uomo, anche nelle sue attività agricole, scegliendo luoghi molto isolati ed inaccessibili via terra. E’ anche molto riservato e solitario non amando neppure la compagnia dei suoi simili.

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Nulla sfugge al suo sguardo e il becco è un’arma micidiale e precisa per trafiggere le prede © Gabriele Pagliari

Le dense distese di fragmiti, gli isolotti posti in mezzo a laghi o paludi con vegetazione avvolgente e poco trasparente, con pochi alberi o bassi arbusti, con fondo marcescente ma sempre ricoperto dall’acqua, sono il loro ambiente preferito.

Essendo un uccello prevalentemente notturno, passa la giornata nascosto all’interno dei canneti, a mezza coscia nell’acqua poco profonda, generalmente col collo ritto ed affusolato o comunque sempre ben mimetizzato e difficilmente visibile. A volte quando si sente minacciato raddrizza il collo come fa il Tarabuso ( Botaurus stellaris ) imitando alla perfezione con le striature del collo, il colore e la forma delle canne d’acqua nelle quali è nascosto. Come quest’ultimo, ha una visione molto particolare che gli dà la possibilità di guardare frontalmente anche quando ha il collo ritto in verticale od addirittura quanto sta ai suoi piedi quando in caccia.

Gli occhi sono molto pronunciati ed esposti dall’orbita che è sensibilmente spostata verso la mandibola inferiore, tale da rendere più facile l’osservazione di quanto gli scorre al di sotto, oltre che osservare nel medesimo tempo, tutto intorno.

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Un tempo si pensava che l’airone rosso mangiasse solo rane, tant’è che in Italia lo chiamavano anche "ranocchiaia". In realtà l’Ardea purpurea caccia principalmente pesci e roditori, e se capita anfibi, lucertole, crostacei, uccellini, serpentelli e grossi insetti: in pratica tutto ciò che è alla portata del suo becco © Gianfranco Colombo

Morfofisiologia

Come dice il suo nome, l’airone rosso ha una livrea che mostra, su parte del piumaggio, una colorazione rosso ambrata più o meno accentuata secondo l’età e la stagione.

Una livrea alquanto simile a quella dell’airone goliath ( Ardea goliath ) col quale condivide i quartieri africani sia in estate che durante l’afflusso invernale delle popolazioni migratorie.

Non ha naturalmente le dimensioni del golia che sono eccezionali ma anche il rosso ha una discreta struttura misurando oltre 90 cm di lunghezza, un’apertura alare massima di 140 cm ma con un peso che può arrivare solo a 1,3 kg, mostrando quella snellezza di cui si accennava in precedenza.

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Assomiglia all’airone golia ma è decisamente più piccolo con dimensioni intermedie nel mondo degli aironi © Alvaro Dellera

La copertura alare è grigio cenere tendente all’azzurrognolo e copre totalmente le spalle fino alla coda. Sulla fronte, sulla testa e sulle guance vi sono strisce nere che si allungano sul collo formando linee strette ed allungate che scendono fin sul petto, intervallate nelle lunghezza, con altre di color nocciola e bianche. Dalla nuca scende sul collo un piccolo ciuffo di penne filiformi che formano una soffice cresta lunga una quindicina di centimetri mentre sempre sulla testa ha piccole piume erettili che nei momenti di agitazione può sollevare a mo’ di cresta.

Il petto è color mattone ambrato con striature nerastre e biancastre ma che diviene più nocciola nel sottala e sulle spalle in corrispondenza dell’attaccatura delle penne remiganti. Zampe giallastre, lunghe e nude con dita molto allungate e fortemente unghiate. Anche il becco è giallastro con sfumature nerastre sulla mandibola superiore. Occhi con iride gialla, con colore molto accentuato negli adulti e particolarmente adatti alla visione notturna.

I giovani sono diffusamente rossastri e senza i disegni particolari del piumaggio degli adulti.

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Molto riservato cerca d’evitare l’uomo. Il nido, generalmente ben nascosto su sfasciame di fragmiti, contiene 3-5 uova covate da entrambi i partner per 4 settimane © Museo Civico di Lentate su Seveso

Ad oggi sono state determinate ed accettate alcune sottospecie ma altre sono oggetto di discussione da parte del mondo scientifico e non da tutti condivise. Abbiamo la Ardea purpurea purpurea, la specie nominale presente in Europa, in Africa e nell’Asia occidentale, la Ardea purpurea manilensis, propria di tutta l’area orientale dell’Asia, la Ardea purpurea madagascariensis, del Madagascar e l’ Ardea purpurea bournei delle isole di Capo Verde.

Etologia-Biologia riproduttiva

L’airone rosso nidifica abitualmente in coppie isolate ed in luoghi inaccessibili anche se talvolta si sono trovate colonie sparse formate da alcune coppie, in particolare su isolotti in mezzo a specchi d’acqua particolarmente graditi per la difficoltà di essere raggiunti da eventuali predatori. Il nido è posto sul terreno, a volte a contatto con l’acqua ma sempre su sfasciame di fragmiti oppure sui rami accasciati di un arbusto o di un albero caduto a terra e sempre circondato da fitta vegetazione che lo occlude alla vista anche da breve distanza. Tuttavia si sono rilevati anche casi occasionali di nidificazione su alberi in posizione alta e piuttosto esposta. La piattaforma è formata da cannucce rinsecchite e da materiale vegetale secco, ammucchiato disordinatamente fino ad allargarsi anche ad un metro di diametro.

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Un subadulto. Come dice il nome, l’ Ardea purpurea ha una livrea che mostra, su parte del piumaggio, specie nei giovani, una colorazione rosso ambrata più o meno accentuata secondo l’età e la stagione © Gianfranco Colombo

Nella coppa poco profonda ricavata nel mezzo della struttura, vengono deposte da 3 a 5 uova di colore azzurrino tenue che verranno covate da entrambi i partner per 4 settimane.

I piccoli vi rimarranno per altri 40 giorni anche se inizieranno precocemente ad aggirarsi nel mondo circostante aggrappandosi e galleggiando, usufruendo delle lunghissime dita, sul tappeto di cannucce che li circonda. Diventano indipendenti dopo altri 60-70 giorni.

L’airone rosso si nutre anche di ranocchie, come dice il vecchio nome volgare, pur non essendo il suo cibo principale. Caccia principalmente pesci e roditori, grossi insetti ed anfibi, lucertole e crostacei ma anche piccoli uccellini e serpentelli che trova scrutando con attenzione tra la vegetazione.

Come tutti gli ardeidi, anche il rosso è un uccello paziente che trascorre molto del suo tempo immobile immerso a mezza gamba nell’acqua, osservando con attenzione il mondo che gli scorre intorno e pronto con assoluta rapidità ad infilzare un pesce od un topolino che inavvertitamente gli passa a tiro. Un colpo rapido e sicuro e la preda è subito ingollata intera.

Il volo dell’airone rosso è maestoso e regale con battiti lenti, profondi e continui e sembra che non abbia mai fretta di scappare. Come tutti gli ardeidi tiene il collo raccolto ad esse e le zampe allungate oltre la coda. Non è facile osservarli in volo in quanto gli spostamenti avvengono generalmente col buio o nel mezzo della loro foresta di canne ma quando accade mostrano in volo e con orgoglio, quell’eleganza che di giorno tengono occultata nei loro nascondigli.

L’airone rosso può vivere una ventina di anni. Pur essendo un uccello poco comune e mai presente in gran numero, oltre che vittima inconsapevole di una continua riduzione del suo habitat naturale, non è considerata specie a rischio.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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