Ardisia crenata

Famiglia : Primulaceae

Testo © Pietro Puccio

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Petali appuntiti come frecce e drupe rosse. L’Ardisia crenata ha pure virtù medicinali © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina (Anhui, Fujian, Guangdong, Guangxi, Hainan, Hubei, Hunan, Jiangsu, Jiangxi, Xizang, Yunnan e Zhejiang), Corea del Sud, Filippine, Giappone (Honshu, Isole Ryukyu, Kyushu e Shikoku), India, Malaysia, Myanmar, Thailandia e Vietnam, dove vive nelle foreste e lungo i fiumi fino a circa 2400 m di altitudine.

Il nome generico deriva dal greco “àrdis” = punta di freccia, con riferimento ai petali appuntiti; il nome specifico latino “crenata” = crenata, con dentellatura larga e arrotondata, fa riferimento ai margini della foglia.

Nomi comuni: coral ardisia, coralberry, coralberry-tree, coralbush, Christmas berry, hen’s-eyes, Hilo holly, marlberry, spiceberry (inglese); zhu sha gen (cinese); arbre à noél, ardisie crénelée, baie corail (francese); ardisia (italiano); ardisia (spagnolo); ardisia, café-de-jardim (portoghese); gewürzbeere, spitzenblume (tedesco).

L’ Ardisia crenata Sims (1817) è un arbusto sempreverde a lenta crescita, alto fino a circa 1,8 m, con rami ascendenti cosparsi di minute glandole rossastre.

Le foglie, su un corto picciolo, sono alterne, semplici, da oblanceolate a ellittiche con apice appuntito, verde scuro lucido superiormente, verde pallido inferiormente, lunghe 7-15 cm e larghe 2-4 cm, cuoiose, con margine crenato e ondulato.

Infiorescenze in cime od ombrelle terminali pendule su particolari rami laterali provvisti di poche foglie, lunghi 5-20 cm, portanti 5-18 fiori bisessuali, di 4-10 mm di diametro, lievemente profumati, con 4-5 petali bianchi, o raramente rosati, dall’apice appuntito.

I frutti sono drupe globose rosse a maturità, di 6-8 mm di diametro, persistenti per lungo tempo, sei mesi ed oltre, contenenti un solo seme; esiste una varietà a frutti bianchi.

Si riproduce per talea in estate, in posizione luminosa, ma lontano dal sole diretto, in substrato inumidito composto da terriccio e sabbia grossolana o agriperlite in parti uguali; è opportuno racchiudere il tutto con un sacchetto di plastica trasparente per mantenere un elevato grado di umidità fino alla radicazione che avviene in circa due mesi.

Si riproduce facilmente anche per seme, purché fresco e non disidratato, tanto da essere sfuggita in alcune zone alla coltivazione, grazie alla dispersione effettuata dagli uccelli, diventando infestante e soffocando la vegetazione nativa; fiorisce il secondo, terzo anno dalla semina.

Specie coltivabile nelle zone a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo, dove può resistere a temperature intorno a -4 °C, pur con danneggiamento del fogliame, temperature inferiori distruggono la parte aerea, ma con una buona pacciamatura pare possa resistere a livello radicale fino a circa -11 °C, rispuntando in primavera.

Di grande effetto ornamentale per il lucido fogliame e la moltitudine di frutti rossi e lucidi in grappoli pendenti, richiede sole filtrato o parziale ombra e suoli ricchi di sostanza organica, profondi e ben drenati mantenuti umidi, ideale in gruppi o in massa come copri suolo in zone ombrose.

Coltivata in vaso come pianta da interno, viene offerta solitamente nel periodo invernale, in particolare durante le festività natalizie, quando i frutti hanno già raggiunto la loro intensa colorazione rossa.

In appartamento richiede una posizione luminosa, ma lontana dal sole diretto, e un substrato ricco di sostanza organica con aggiunta di sabbia grossolana o agriperlite intorno al 30%; le innaffiature devono essere regolari in estate, evitando comunque ristagni idrici, opportunamente distanziate in inverno, in modo da mantenere una leggera e costante umidità nel substrato.

In inverno evitare sia la vicinanza di fonti di calore che temperature troppo basse, inferiori a 8-10 °C, che potrebbero provocare la caduta delle foglie, utili frequenti nebulizzazioni con acqua priva di calcare ed a temperatura ambiente.

Le potature, per mantenere una forma compatta, vanno effettuate in primavera, mentre i rinvasi, quando necessario, in inverno. Soggetta ad attacchi di afidi e cocciniglie, va quindi frequentemente controllata per potere intervenire prontamente.

Foglie, frutti e radici sono utilizzati nella medicina tradizionale per varie patologie.

Sinonimi: Ardisia crenulata Lodd. (1817); Ardisia lentiginosa Ker Gawl. (1821); Ardisia densa Miq. (1861); Ardisia glandulosa Blume (1826); Tinus densa (Miq.) Kuntze (1891); Ardisia labordei H.Lév. (1912); Ardisia konishii Hayata (1915); Ardisia kusukusensis Hayata (1915); Bladhia punctata (Lindl.) Nakai (1921); Bladhia lentiginosa (Ker Gawl.) Nakai (1927); Ardisia mouretii Pit. (1930); Bladhia kusukusensis (Hayata) Nakai (1941); Bladhia lindleyana (D.Dietr.) Nakai (1943); Bladhia crenata (Sims) H.Hara (1948); Ardisia miaoliensis S.Y. Lu (1977); Ardisia linangensis C.M.Hu (1992).

 

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