Argynnis adippe

Famiglia : Nymphalidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

 

 

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Vista dall’alto l’Argynnis adippe è molto simile alla Fabriciana niobe ed alla Argynnis aglaja. Per classificarla correttamente occorre osservare con attenzione la pagina inferiore dell’ala posteriore © Giuseppe Mazza

La Adippe ( Argynnis adippe - Denis & Schiffermuller, 1775 ) appartiene al ben noto ordine dei Lepidoptera ed alla famiglia dei Nymphalidae.

In questa grande famiglia vengono abitualmente incluse più di 6.000 specie di farfalle sparse in tutto il mondo, per cui è ritenuta la più consistente fra quelle che raggruppano i lepidotteri diurni.

Difficile riconoscere questa specie osservando solo il disegno sulla faccia superiore delle ali. La forte somiglianza con Argynnis niobe e Argynnis aglaja la rendono infatti a prima vista indistinguibile.

E’ molto simile alla niobe tranne che per la faccia inferiore dell’ala poste- riore di solito mancante del verde vicino alla base e per le macchie argentee più grandi. Inoltre per la serie di macchie postdiscali orlate di nero mentre nella niobe l’orlo è rosso.

Si distingue infine dall’aglaia, priva di queste macchie nell’area postdiscale.

Arginnys era una bellissima donna amata da Agamennone che per ricordarla alla morte eresse un tempio in suo onore. Luogo che divenne poi meta di pellegrini che si recavano per venerare Afrodite (Venere). Fu così che il nome di Arginnys venne collegato alla dea della bellezza.

Adippe sembra essere un nome inventato per ricordare Cydippe.Linneo chiamò infatti inizialmente questa farfalla Papilio cydippe in onore di Fabricius, l’entomologo Danese che fu il suo allievo prediletto, richiamando il nome di Cydippe una Nereide, le dee del mare. Tuttavia si avvide che questo nome era già stato usato per un’altra specie e quindi più tardi nel 1767, Linneo scrisse “che aveva usato adippe ma era stato letto per errore cydippe”.

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Nella niobe mancano infatti le tonalità verdastre alla base dell’ala, le macchie argentee sono più piccole e le macchie postdiscali, del tutto assenti nell’aglaja, sono orlate di rosso e non nere © Gianfranco Colombo

Il dilemma durò fino al 1958 quando il I.C.Z.N. soppresse il nome specifico cydippe stabilendo definitivamente adippe come nome ufficiale della specie con paternità agli autori Denis & Schiffermuller.

I nomi volgari europei sono alquanto diversi ma anche in questo caso, tutti danno una indicazione di eleganza a questa bella farfalla: in inglese High-Brown Fritillary, in francese Moyen nacré, in tedesco Feurige Perlmutterfalter, in olandese Bosrandparelmoervlinder, in catalano Argen- tada de punts vermells, in spagnolo Puntos azules.

Zoogeografia

E’ molto diffusa in Europa escluso Irlanda, Scozia e Scandinavia settentrionale ed attraverso l’Asia nella fascia temperata fino al Giappone. Occupa anche gran parte della Siberia meridionale. Non è presente in Africa.

Nelle area in cui vive è largamente diffusa seppure mai numerosa.

Ha una gemella in Sardegna e Corsica, la Argynnis elisa, una farfalla sconosciuta in altre aree, che si differenzia per le dimensioni leggermente più ridotte, per la limitata punteggiatura sulla faccia superiore dell’ala anteriore e le numerose e piccole lunette argentee sul verso dell’ala posteriore.

Vive in prati erbosi incolti ed assolati sia di pianura che di montagna e punteggiati da rocce affioranti dove spesso trova riparo anche se non disdegna aree parzialmente boscose.

Morfofisiologia

Apertura alare 50-60 mm. In particolare, lo sottolineiamo, questa specie si distingue dall’aglaja per la faccia inferiore dell’ala posteriore caratterizzata da una fila di macchie postdiscali rosse con centro argenteo. Queste macchie sono molto più accentuate di quelle riscontrabili nella niobe. La femmina è molto simile al maschio spesso leggermente più grande e più pesantemente disegnata con evidente sfumatura scura nell’area basale.

Sono state descritte molte sottospecie di adippe in base alla presenza o meno delle macchie argentee sulla faccia inferiore dell’ala posteriore. La forma cleodoxa, rara nell’Europa continentale ma più frequente nella parte più calda del suo areale, ha macchie pallide senza colorazione argentea, a parte una ridotta presenza delle macchie rosse nella fascia postadiscale.

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Largamente diffusa, mai numerosa, dall’Europa al Giappone. Un solo ciclo riproduttivo annuale © G.Colombo

Le antenne sono ben sviluppate e robuste di colore marrone giallastro, con vertice appiattito ed arrotondato di colore più scuro.

Ha un periodo di volo abbastanza ridotto che va da giugno ad agosto. Ama molto posarsi sui fiori di rovo e di cardo di palude anche se non disdegna altre essenze.

Ha movimenti rapidi ed un volo possente che interrompe improvvisamente non appena avvista un fiore di suo gradimento. Contrariamente a molte altre specie di farfalle, è una specie alquanto girovaga e si allontana molto dal luogo di schiusa.

Biologia riproduttiva

E’ una specie monovoltina. La femmina cerca luoghi riparati dove deporre le uova scegliendo spesso pendii assolati e ben riscaldati. Depone le uova tra la vegetazione erbacea che cresce a ridosso di piccole rocce dove trovano un rifugio più riparato contro i rigori dell’inverno. La schiusa avviene in primavera tra aprile e maggio ed i bruchi raggiungono il pieno sviluppo dopo circa quattro settimane.In questo periodo necessitano di molto calore e soleggiamento per poter raggiungere il massimo sviluppo nel minor tempo possibile. L’impupamento avviene non lontano dalla pianta ospite, in un piccolo bozzolo nascosto tra le foglie secche raccolte tra le radici di arbusti o cespi erbosi.

Le piante ospiti appartengono al genere Viola. Il bruco è di colore brunastro, attraversato da alcune striature biancastre e ricoperto totalmente da prominenze spinose colore mattone/aranciato.

Sinonimi: Papilio cydippe - Linnaeus, 1767; Argynnis cleodoxa - Ochsenheimer, 1816; Argynnis chlorodippe - Herrich-Schäffer, 1851.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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