Aristolochia leuconeura

Famiglia : Aristolochiaceae

Testo © Pietro Puccio

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Originaria della Colombia, Costa Rica, Panama e Perù, l’Aristolochia leuconeura è una rampicante perenne con fusti lignificanti alla base, larghi anche 5 cm e lunghi 6 m. Foglie molto decorative con virtù medicinali © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Colombia, Costa Rica, Panama e Perù dove vive nelle foreste umide spesso ai margini delle radure e dei corsi d’acqua, dal livello del mare fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome generico deriva dalla combinazione dei termini greci “ἄριστος” (aristos) = il migliore, ottimo, e “λοχεια” (locheia) = parto, con riferimento alla credenza che la pianta favorisse il parto; il nome specifico è la combinazione dell’ aggettivo greco “λευκός” (leucόs) = bianco e del sostantivo “νευρᾶ” (neura) = nervo, con riferimento alle nervature biancastre delle foglie.

Nomi comuni: yawar panka, machakuy, waska, wankawi sacha (Amazzonia peruviana).

L’ Aristolochia leuconeura Linden (1858) è una specie rampicante perenne, sempreverde, con fusti lignificanti alla base, fino a 5 cm di diametro, suberosi, profondamente fessurati, lunghi fino a 6 m.

Le foglie, su un picciolo lungo 7-10 cm, sono alterne, semplici, cordi- formi con apice appuntito e base bilobata, coriacee, di colore verde scuro lucido con marcate nervature giallo-biancastre, di 8-15 cm di larghezza e 10-18 cm di lunghezza.

I fiori, prodotti in gruppo nella parte inferiore dei vecchi fusti (caulifloria) privi di foglie, sono costituiti solo dal calice imbutiforme, lungo circa 6 cm, rigonfio alla base, con tubo ricurvo che termina con un lobo espanso obliquo, ovato, di colore porpora esternamente, con punteggiature e striature giallo crema internamente e fauce tappezzata di peli dello stesso colore che favoriscono l’ingresso dell’insetto impollinatore, ma ne impediscono la fuoriuscita fino a fecondazione avvenuta; i fiori emettono un odore nauseante.

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I fiori crescono alla base dei fusti senza foglie. Bloccano gli impollinatori, liberandoli solo a fecondazione avvenuta © Giusy Mazza

I frutti sono capsule deiscenti cilindriche a 6 costole, fino a 18 cm di lunghezza e 1,5 cm di diametro, contenenti numerosi semi piatti.

Si riproduce per seme in terriccio drenante ricco di humus mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C.

Specie rara in coltivazione, vigorosa e di veloce crescita che necessita di robusti supporti, apprezzata soprattutto per le grandi foglie ornamentali, essendo i fiori spesso nascosti dal fogliame, adatta alle regioni a clima tropicale e subtropicale in pieno sole o parziale ombra, se ne può tentare la coltivazione in quelle temperate più miti dove valori di temperatura attorno a 0 °C sono eventi eccezionali e di breve durata.

Preferisce suoli ricchi di sostanza organica, da acidi a neutri, mantenuti pressoché costantemente umidi.

Coltivabile anche in vaso per la decorazione di serre, verande e giardini d’inverno luminosi, con valori minimi invernali preferibilmente non inferiori a 14 °C.

Le innaffiature devono essere regolari dalla primavera all’autunno, più diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il terriccio, con concima- zioni, durante il periodo vegetativo, effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati con microelementi a metà dose di quella consigliata dal produttore.

Le foglie vengono utilizzate dalle popolazioni indigene dell’Amazzonia come emetico, lassativo e nelle bronchiti.

Sinonimi: Aristolochia veraguensis (Klotzsch) Duch. (1864).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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