Attacus atlas

Famiglia : Saturniidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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L’Attacus atlas è detto anche falena cobra per la somiglianza delle estemità alari al profilo di un cobra © Mazza

La falena Atlante, da alcuni autori chiamata falena Cobra, per la somiglianza con i colori e i disegni che richiamano la livrea di questo serpente, ( Attacus Atlas - Linnaeus, 1758 ), è una specie notturna, quindi una falena, afferente al gruppo delle Eterocere ( Heterocera ), al phylum o gruppo degli Artropodi ( Arthropoda ), alla classe degli Insetti ( Insecta ), ordine Lepidotteri ( Lepidoptera ), famiglia Saturnidi ( Saturniidae ), genere Attacus.

E’ per dimensioni complessive, la più grande fra tutte le falene, sebbene il Nottuide ( Noctuidae ), Thysania agrippina, presenti un’apertura alare media maggiore.

La famiglia d’appartenenza, i Saturnidi ( Saturniidae ), è un gruppo piuttosto ampio che conta circa 1900 specie e centinaia di razze o sottospecie presenti in tutti i continenti, ma diffuse soprattutto nelle regioni subtropicali e tropicali.

Zoogeografia

La specie è diffusa in India, Ceylon, in Cina ed Indonesia; alcuni esemplari però sono stati catturati anche nell’arcipelago filippino. La regione biogeografica di appartenenza è quindi quella Indoaustraliana.

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Un giovane bruco affamato. La forma insolita confonde i predatori © Giuseppe Mazza

Ecologia-Habitat

Specie a volo notturno, frequenta sia foreste pluviali tropicali, che foreste pluviali temperate ( ad esempio in Cina ), ma anche boschi a bambù e praterie.

Morfofisiologia

Le ali sono di forma caratteristica, presenta una livrea elegante colorata con varie tonalità di bruno e presentante disegni geometrici di vario tipo; l’apice delle ali anteriori ha una sfumatura rossastra. Sempre la coppia anteriore presenta macchie e chiazze triangolari traslucide. Dalla coppia anteriore parte un segno curvato che scende fino alla coppia posteriore.

Una linea mediana rosso mattone si estende dalla coppia posteriore, a quella anteriore di ali, mentre i margini di entrambi le coppie alari, presentano macchie brune con orlo chiaro. Le antenne nei maschi sono fortemente pennate.

L’apertura alare oscilla tra 15,9-30 cm. I due sessi, salvo fatto per le antenne sono molto simili per dimensioni e livrea.

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Lo stesso poco prima d’impuparsi. Ha immagazzinato quanto serve per creare una farfalla di 30 cm © G. Mazza

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il bruco della falena Atlante è verde giallognolo pallido, con lunghe spine carnose che risultano come impolverate da una sostanza bianca cerosa; all’estremità caudale sono presenti una coppia di ventose robuste, che servono alla larva per ancorarsi al ramo della pianta su cui cresce e si nutre.

Si sviluppa su vari tipi di piante. Abbastanza facile d’allevare e sufficientemente robusta per crescere in cattività, può essere nutrita con foglie di salice ( ad esempio Salix babilonica o Salix tristis ), pioppo ( ad esempio Populus adenopoda o Populus trichocarpa ) e di ligustro ( ad esempio Ligustrum sinense o Ligustrum obtusifolium ).

L’accoppiamento può durare un giorno intero, dopodiché la femmina depone anche fino a 200 uova che rimangono incubate per circa 13-14 giorni.

Alla schiusa il bruco incomincia a nutrirsi per i successivi tre mesi, accrescendosi, al termine dei quali s’impupa in un bozzolo per poi metamorfosare. Il bozzolo è costituito da una seta particolare, che lavorata produce un particolare filo utilizzato nell’industria tessile, il filo o seta di Zagara.

Per la IUCN specie con status LC ( low risk ), ovvero rischio minimo d’estinzione.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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