Attalea insignis

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Poco coltivata anche ai tropici, l’Attalea insignis proviene dalla foresta pluviale amazzonica © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Brasile, Colombia, Ecuador e Perù dove cresce nella foresta pluviale della regione amazzonica in zone periodicamente sommerse.

Il nome generico ricorda Àttalos III ( ca. 170 a.C. - 133 a.C. ) re di Pergamo, studioso di medicina e botanica; il nome specifico è il termine latino “insignis” = insigne, notevole, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: palha de flecha (por- toghese); chapajo, cocorite, contillo, yagua, palma real, tàparo (spagnolo).

L’ Attalea insignis (Mart.) Drude (1897) è una specie monoica a fusto sotterraneo, o poco emergente, rivestito dalla base delle vecchie foglie; queste sono pennate, lunghe circa 3-7 m, su un picciolo lungo 1,5-3 m.

Le pinnule, di colore verde chiaro lucido superiormente, leggermente più pallido inferiormente, hanno la nervatura centrale particolarmente prominente e sono lunghe fino a 1 m nella zona centrale e larghe 2-4 cm. Le pinnule sono disposte a gruppi di 2-6 lungo il rachide e dirette in diverse direzioni, dando alla foglia un aspetto piumoso; le pinnule apicali solitamente sono unite agli apici.

Le infiorescenze nascono tra le foglie su un lungo peduncolo, inizialmente erette, poi pendule per il peso dei frutti, sono lunghe circa 0,8 m e costituite da un asse centrale (rachide) da cui si dipartono numerosi rami fioriferi laterali (rachille) portanti fiori, di colore giallo chiaro, o solo maschili, o femminili, in numero di 1-4, alla base, e maschili nella parte restante.

I frutti sono oblunghi o ellissoidi con apice appuntito, lunghi circa 7 cm con un diametro di 4 cm, di colore bruno, contenenti 2-3 semi. Si riproduce per seme che germina in 2-4 mesi alla temperatura di 24-28 °C.

Specie essenzialmente tropicale nelle sue esigenze, richiede pieno sole o leggera ombreggiatura e suoli costantemente umidi, anche sommersi per lunghi periodi dell’anno.

Poco coltivata al di fuori delle zone di origine, è presente quasi esclusivamente in giardini ed orti botanici e collezioni di appassionati, anche se la pianta, con le sue lunghe foglie che sembrano nascere dal terreno, meriterebbe una maggiore diffusione.

Abbastanza diffusa in alcune zone dell’Amazzonia, ha una importanza relativamente minore, rispetto ad altre palme, nella vita delle popolazioni indigene; alcune tribù consumano i frutti maturi e usano le foglie come copertura per le abitazioni e per fabbricare stuoie; il picciolo ed il rachide delle foglie venivano utilizzati per costruire cerbottane e freccette.

Nell’Amazzonia peruviana alcune tribù si nutrono delle larve di un coleottero presenti nei fusti in decomposizione e nei frutti, cui attribuiscono, oltre che importanza alimentare, anche virtù medicinali.

Sinonimi: Maximiliana insignis Mart. (1826); Scheelea insignis (Mart.) H.Karst. (1857); Scheelea attaleoides H.Karst. (1857); Englerophoenix insignis (Mart.) Kuntze (1898); Attalea goeldiana Huber (1906); Scheelea goeldiana (Huber) Burret (1929).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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