Austrocylindropuntia subulata

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Perù (dipartimenti di Cusco, Puno e Provincia di Lima) dove cresce nella regione andina tra 2000 e 3500 m di altitudine in aree semiaride caratterizzate da inverni freschi e secchi ed estati miti e relativamente piovose.

Il nome generico deriva dalla combinazione del termine latino “auster” = meridione, sud e del nome del genere nordamericano Cylindropuntia per la somiglianza che si riscontra tra alcune specie dei due generi; il nome specifico deriva dal latino “subula” = lesina con riferimento alla forma delle foglie.

Nomi comuni: “cane cholla”, “Eve’s pin cactus”, “Eve’s-pin prickleypear” (inglese); “alfileres de Eva”, “chumbera”, “opuntia de Perù” (spagnolo).

L’ Austrocylindropuntia subulata (Muehlenpf.) Backeb. (1942) è una specie a portamento colonnare alta fino a 4 m con un fusto principale eretto di 6-10 cm di diametro di colore brunastro nei vecchi esemplari ed areole dotate di circa 8 spine. Dal fusto principale, in particolare in prossimità della base, si dipartono numerosi rami di colore verde inizialmente orizzontali, poi eretti, lunghi fino a circa 50 cm, che a loro volta possono ramificare. I rami uniformi, senza segmenti o articoli tra i punti di crescita, presentano tubercoli prominenti, lunghi da 2 a 4 cm, di forma da ovoidale a romboidale disposti a spirale, e foglie carnose a forma di lesina, persistenti per lungo tempo, lunghe fino a 12 cm.

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Nativa delle Ande peruviane, l’Austrocylindropuntia subulata è una specie a portamento colonnare che raggiunge i 4 m. Curiosa la presenza sui giovani fusti di foglie succulente a forma di lesina, lunghe anche 12 cm, per ricordarci l’epopea delle cactacee che persero nei millenni le foglie per adattarsi ai deserti © Giuseppe Mazza

Le areole bianche, lanose, con pochi e corti glochidi (ciuffi di spine sottili lunghe qualche millimetro) e radi peli biancastri, sono a volte inermi, ma generalmente dotate di 1-4 spine robuste, dritte, lunghe fino ad 8 cm, di colore giallo, che compaiono dopo un certo tempo. I fiori, che non si aprono completamente, nascono nelle piante adulte sulla parte terminale dei rami, sono lunghi 6 cm e presentano un ovario oblungo tubercolato, di colore verde, ricoperto di scaglie lunghe 2 cm; la corolla ha i tepali esterni di colore rossastro, quelli interni di colore rosa o arancio rosato.

I frutti sono di colore verde, da ovoidi a oblunghi, fino a 10 cm di lunghezza, con apice fortemente depresso e numerose areole a volte spinose sulla superficie. I semi, poco numerosi, sono ovoidi di circa 1 cm di lunghezza.

Si propaga per seme, ma più frequentemente e facilmente per talea, lasciata ben asciugare; anche dai frutti, poggiati al suolo, possono originarsi dalle areole nuove piante. Specie di facile coltivazione e relativa rapida crescita, viene spesso utilizzata dalle popolazioni locali come barriera difensiva, lasciata libera forma infatti impenetrabili cespugli spinosi.

Va coltivata in pieno sole, o comunque alla massima luminosità possibile, su suoli particolarmente drenanti che possono essere costituiti da comune terra da giardino concimata, sabbia grossolana e pietrisco frantumato in ugual misura.

Benché sopporti, in terreno asciutto e per breve periodo, temperature fino a -8 °C, per misura prudenziale è bene non esporla, in presenza di umidità, a temperature inferiori allo zero, in particolare per le forme “mostruose”, molto apprezzate dai collezionisti e che sembrano essere più delicate della forma tipo, le temperature minime vanno mantenute ad alcuni gradi sopra 0 °C, preferibilmente non inferiori a +10 °C.

La sua collocazione ideale all’aperto, dove il clima lo consente, è in grandi giardini “desertici” insieme ad altre xerofite, dove va in ogni caso curata attentamente la sua collocazione, lontano da punti di passaggio. Dove il clima non consente la coltivazione all’aperto va coltivata in vaso, con le stesse modalità prima indicate, per potere essere riparata in inverno. In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata regolarmente, ma lasciando asciugare il substrato prima di ridare acqua, in inverno limitarsi a rade innaffiature per impedire il raggrinzimento e poi la caduta delle foglie, mantenendo le temperature superiori a +6/+8 °C.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Pereskia subulata Muehlepf. (1845); Opuntia subulata Engelm. (1883); Opuntia exaltata A. Berger (1912); Cylindropuntia subulata (Muehlepf.) F.M. Knuth (1936); Austrocylindropuntia exaltata (A. Berger) Backeb. (1942).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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