Austrocylindropuntia verschaffeltii

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Austrocylindropuntia verschaffeltii ha fiori vistosi, di lunga durata, ed una buona resistenza al freddo © Giuseppe Mazza

L’ Austrocylindropuntia verschaffeltii (F. Cels ex F.A.C. Weber) Backeb. (1939) è originaria della Bolivia (provincia di La Paz) e Argentina (provincia di Catamarca) dove cresce in aree semi aride tra 1500 e 3500 m di altitudine.

Il nome generico deriva dalla combinazione del termine latino “auster” = meridione, sud e del nome del genere nordamericano Cylindropuntia per la somiglianza che si riscontra tra alcune specie dei due generi; la specie è dedicata all’orticultore belga Ambrose Verschaffelt (1825-1886).

Specie densamente cespitosa con radici tuberose presenta segmenti da ellissoidali a cilindrici lunghi fino a circa 10 cm, con un diametro da 1,5 a 2,5 cm, a volte ramificati all’apice.

I segmenti hanno l’epidermide di colore verde leggermente glauco, tendente al bruno e a fessurarsi con l’età, e sono provvisti di tubercoli; le foglie, succulente e persistenti per un tempo abbastanza lungo, sono fusiformi, lunghe da 0,5 a 3 cm, di colore verde a volte soffuso di rosso.

Le areole giallastre, di 2 mm circa di diametro, sono provviste generalmente di spine in numero variabile fino a 5-7, sottili, flessibili, dritte o ricurve, lunghe fino a circa 6 cm, ma in alcune areole possono mancare completamente.

I fiori di lunga durata (alcuni giorni) nascono all’apice dei segmenti, sono campanulati, lunghi fino a 4 cm con un diametro di 3,5 cm.

Il ricettacolo è verde chiaro con scaglie di colore rosso all’estremità, i tepali esterni sono stretti, verdi con estremità rossa, quelli interni sono arrotondati, con margini piuttosto irregolari, di colore dall’arancio al rosso vivo.

I frutti sono da ellissoidali a piriformi privi di spine. Si riproduce facilmente in estate per talea, lasciata ben asciugare, e per seme.

Specie di dimensioni contenute e di facile coltivazione da posizionare in pieno sole, o comunque alla massima luminosità possibile, su suoli particolarmente drenanti che possono essere costituiti per circa il 50% da comune terra da giardino concimata e per la restante parte, in ugual misura, da sabbia silicea grossolana e pietrisco frantumato.

Ha una buona resistenza al freddo secco, potendo resistere per breve periodo fino a -6 °C, ma non al freddo umido che può provocare marciumi. La sua collocazione ideale all’aperto, dove il clima lo consente, è in giardini “desertici” insieme ad altre xerofite, altrove va coltivata in vaso con le stesse modalità prima indicate. Pertanto nei climi caratterizzati da inverni umidi va riparata e mantenuta asciutta a temperature possibilmente tra +5 e +10 °C; in estate va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Opuntia verschaeffeltii F. Cels ex F.A.C. Weber (1898); Opuntia teres F. Cels ex F.A.C. Weber (1898); Cylindropuntia haematacantha Backeb. (1935); Cylindropuntia teres (F. Cels ex F.A.C. Weber) Backeb. (1935); Cylindropuntia verschaffeltii (F. Cels ex F.A.C. Weber) Backeb. (1935); Opuntia haematacantha (Backeb.) Borg (1937); Austrocylindropuntia teres (F. Cels ex F.A.C. Weber) Backeb. (1944); Opuntia posnanskyana Cárdenas (1950); Austrocylindropuntia haematacantha (Backeb.) Backeb. (1951); Austrocylindropuntia inarmata Backeb. (1962).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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