Banksia integrifolia

Famiglia : Proteaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Banksia integrifolia raggiunge i 20 m d’altezza con infiorescenze di 12 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria delle coste sud orientali dell’Australia, dove vive nelle foreste aperte su vari tipi di suolo, sabbioso, argilloso, di origine granitica e basaltica, dal livello del mare fino a circa 1500 m di altitudine.

Il genere è dedicato al botanico e naturalista Joseph Banks (1743-1820) che partecipò alla spedizione scientifica (1768–1771) del capitano James Cook sull’Endeavour; il nome specifico è la combinazione dell’aggettivo latino “integer, -gra, -grum” = intero e del sostantivo “folium” = foglia, con riferimento ai margini interi.

Nomi comuni: coast banksia, honeysuckle-oak, white banksia, white bottlebrush, white-honeysuckle (inglese).

La Banksia integrifolia L.f. (1782) è un albero alto fino a circa 20 m con corteccia scura e fessurata e rami spesso contorti.

Le foglie, disposte in verticilli di 4-6, più o meno perfetti, sono di colore verde scuro e cerose superiormente, ricoperte da un denso tomento bianco inferiormente, di forma oblungo-lanceolata, quelle giovani hanno margine dentato, le adulte intero, di 4-20 cm di lunghezza e 1-3,5 cm di larghezza.

Infiorescenze terminali cilindriche, di 6-12 cm di lunghezza e 5 cm di diametro, portanti una moltitudine di fiori, ricchi di nettare, con perianzio tubolare lungo 2,2-2,5 cm costituito da 4 tepali saldati di colore da giallo pallido a giallo e un lungo stilo dello stesso colore.

I frutti sono follicoli di colore grigio scuro a maturità contenenti uno o due semi ovati, alati, di colore nero, lunghi 1,7 cm e larghi 0,8 cm, che spesso vengono liberati spontaneamente.

Come in altre Proteaceae, in suoli poveri l’apparato radicale sviluppa densi grappoli di radichette laterali, dette proteoidi, che essudano acidi organici, principalmente citrico e malico che solubilizzano il fosforo inorganico e consentono l’assorbimento di elementi, come il ferro, altrimenti indisponibili. Si riproduce per seme, senza alcun particolare pretrattamento, che impiega 3-8 settimane per germinare, alla temperatura di 20-22 °C, e 4-5 anni o più per la prima fioritura, da porre in terriccio sabbioso mantenuto umido. Sono riconosciute due sottospecie:

-  Banksia integrifolia subsp. aquilonia (A.S.George) K.R.Thiele (1994)

-  Banksia integrifolia subsp. compar (R.Br.) K.R.Thiele (1994)

Specie molto popolare, in particolare in Australia, per la sua notevole versatilità, provenendo da aree con climi molto diversi, dal temperato caldo con inverni asciutti ed estati piovose al tropicale umido con piogge distribuite pressoché uniformemente durante l’anno, e diversi tipi di suolo, dal sabbioso al pesante argilloso, da acido a leggermente alcalino.

Resiste inoltre al vento e alla salsedine, può essere coltivata quindi in zone costiere ventose dove assume l’aspetto di un arbusto basso; sopporta asciutta temperature minime fino a circa -4 °C, per brevissimo periodo.

Non è sensibile alla presenza di fosforo, come altre specie di Banksia e per la sua resistenza al marciume radicale viene utilizzata come portainnesto per specie sensibili; resiste infine al fuoco grazie alla presenza del lignotubero, parte superiore della radice, ingrossata e lignificata, che permette alla pianta di rigenerarsi dopo gli incendi.

Sinonimi: Banksia spicata Gaertn. (1788); Banksia asplenifolia Salisb. (1796); Banksia glauca Cav. (1799); Banksia oleifolia Cav. (1799); Banksia reticulata H.Wendl. ex Hoffmanns. (1826).

 

→ Vedere anche l’articolo sul genere Banksia.

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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