Betula pendula

Famiglia : Betulaceae

 

 

Testo © Dr. Barbara Barisani

 

 

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La Betula pendula raggiunge i 30 m d’altezza con un tronco di 60 cm di diametro © G. Mazza

La Betula pendula Roth, (1788) è una specie diffusa in Europa, Asia e America settentrionale.

Cresce in boschi radi, brughiere e cespuglieti, dalla fascia collinare a quella subalpina, su terreni freschi e leggeri, preferibilmente acidi.

Può formare boschi puri o boschi misti con pino silvestre, larice, castagno, faggio e altre latifoglie.

Il termine “pendula” si riferisce ai rami terminali, sottili e incurvati verso il basso.

Il termine “verrucosa” si riferisce alle verruche resinose bianco-grigiastre presenti sui giovani rami.

I nomi comuni sono Hänge-Birke, Weiβ-Birke, Gewöhnliche-Birke (tedesco), Bouleau pendant, Bouleau blanc (francese), Betulla pendente (italiano), Silver Birch (inglese), Abedul comùn, Abedul de Europa, Abedul verrugoso, Abedul péndulo (spagnolo).

E’ un albero che può raggiungere 30 m di altezza e 60 cm di diametro del tronco. La corteccia dei rami e del tronco è bianca e liscia, picchiettata di lenticelle.

Nei vecchi esemplari la corteccia alla base del tronco risulta più scura e screpolata.

Le foglie sono picciolate (picciolo di 1-3 cm), hanno forma triangolare o simile ad una losanga, apice acuto e margine doppiamente dentellato. La lamina superiore è più scura e lucida della lamina inferiore. Da giovani le foglie sono appiccicose al tatto, per la presenza di resina.

I fiori sono amenti (infiorescenze pendule, dense e allungate), detti anche gattini. Quelli maschili misurano da 3 a 10 cm, compaiono in tarda estate e il polline maturerà nella primavera successiva.

Gli amenti femminili misurano da 1 a 4 cm, fioriscono in aprile-maggio, contemporaneamente alla comparsa delle foglie.

Le infruttescenze sono pendule, lunghe circa 4 cm. Sono costituite da acheni (frutti secchi formati da un sottile guscio che racchiude il seme) muniti di una larga ala membranosa.

Il legno di betulla viene utilizzato nella fabbricazione di mobili e pavimenti. E’ un buon combustibile è può produrre un carbone di legna al alto potere calorifero. Un tempo la sua corteccia veniva usata nella copertura dei tetti.

E’ un albero che ama la luce e si adatta anche a terreni poveri e sabbiosi. Così come la Betula pubescens è un’importante specie colonizzatrice. E’ tra le prime specie a comparire come specie pioniera nei terreni scoperti ed è largamente utilizzata nei rimboschimenti, in seguito ad incendi o frane o nella rinaturalizzazione di terreni degradati.

Per la sua bellezza è un albero largamente coltivato nei parchi e nei giardini, sia in gruppo che isolata, anche se non è molto longeva (raramente supera 60-70 anni di età).

E’ amata e apprezzata per la luminosità del tronco chiaro, per la leggerezza della chioma, per la resistenza all’inquinamento urbano.

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A sinista un amento femminile e gli amenti maschili penduli carichi di polline. A destra amenti femminili maturi © Giuseppe Mazza

In primavera in alcuni paesi viene estratta dal tronco la linfa zuccherina dalla quale si ottiene per fermentazione una bevanda leggermente alcoolica.

Le gemme, la corteccia dei rami giovani e le foglie contengono numerosi principi attivi (tannini, resine, oli essenziali) e sono utilizzate per favorire la diuresi, aumentare la fluidità della bile, diminuire il tasso di colesterolo nel sangue.

La betulla vanta anche proprietà antisettiche, astringenti e lenitive, utilizzate in cosmetica per migliorare l’equilibrio delle pelli grasse o acneiche.

Sinonimi : Betula verrucosa Ehrh.; Betula alba Coste

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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