Bidens pilosa

Famiglia : Compositae

Testo © Pietro Puccio

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La Bidens pilosa, originaria dell’America tropicale, vive su suoli generalmente poveri in aree aperte, ai margini delle foreste, lungo i corsi d’acqua e zone disturbate, dal livello del mare fino a circa 2000 m di quota © Mazza

La specie è originaria di Antigua e Barbuda, Argentina, Barbados, Belize, Bolivia, Brasile (Paranà, Rio Grande do Sul e Santa Catarina), Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Giamaica, Guadalupe, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Martinica, Messico (Aguasca- lientes, Baja Norte, Baja Sur, Chiapas, Coahuila, Colima, Distretto Federale, Durango, Guanajuato, Guerrero, Hidalgo, Jalisco, Mexico, Michoacan, Nayarit, Nuevo Leon, Oaxaca, Queretaro, San Luis Potosi, Sinaloa, Sonora, Tamaulipas, Veracruz e Zacatecas), Montserrat, Nicaragua, Panama, Perù, Puerto Rico, Repubblica Dominicana, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Uruguay, U.S.A. (California) e Venezuela dove vive su suoli generalmente poveri in aree aperte, ai margini delle foreste, lungo i corsi d’acqua e in aree disturbate, dal livello del mare fino a circa 2000 m di altitudine.

Il nome generico deriva dal latino “bidens” = a due denti (da “bis” = due volte e “dens” = dente), con riferimento alle due setole presenti sui frutti (acheni) di alcune specie appartenenti al genere; il nome specifico è l’aggettivo latino “pilosus, a, um” = peloso, con riferimento alla peluria presente sulle foglie.

Nomi comuni: beggar-ticks, black-jack, bur marigold, cobblers’-pegs, hairy beggar-ticks, hairy bidens, Spanish-needles (inglese); gui zhen cao, san yeh kuei jen tsao (cinese); bident hérissé, bident poilu, herbe d’aiguille, herbe villebague, piquant noir (francese); jaringan, caringan, hareuga (indonesiano); forbicina, forbicina pelosa (italiano); carrapicho-de-agulha, picão-preto (portoghese); bidente piloso, mozote (spagnolo); Zweizahn (tedesco).

La Bidens pilosa L. (1753) è una specie erbacea annuale con fusti eretti a sezione pressoché quadrangolare, alti fino a 1,8 m in condizioni favorevoli, leggermente pubescenti, più o meno ramificati.

Le foglie, su un picciolo lungo 1-5 cm, sono opposte, di forma molto variabile, semplici, da ovate a lanceolate con margini serrati, di 3-10 cm di lunghezza e 1-4 cm di larghezza, o pennate con 3-7 lobi da ovati a lanceolati, di 2-8 cm di lunghezza e 1-4 cm di larghezza, di colore verde intenso.

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Specie erbacea annuale, ha fusti eretti a sezione pressoché quadrangolare, che possono raggiungere anche 1,8 m d’altezza. Naturalizzata ed infestante in varie zone tropicali e subtropicali, ha foglie commestibili e virtù medicinali. Studi di laboratorio hanno evidenziato proprietà antimalariche degli estratti fogliari © Giuseppe Mazza

Infiorescenze, su un peduncolo lungo 1-9 cm, ascellari o terminali in capolini solitamente solitari, a volte composti, costituiti cioè da un asse principale con ramificazioni culminanti con un capolino, la tipica infiorescenza delle Compositae.

Il capolino è costituito da una moltitudine di fiori sessili inseriti a spirale su una base tondeggiante, il ricettacolo, di circa 0,6 cm di diametro, circondata da un involucro costituito da una serie di brattee, generalmente in numero di 7-10, da lineari a spatolate, di 0,4 cm di lunghezza, con margini ciliati, di colore verde.

I fiori dell’anello esterno, detti fiori del raggio, solitamente in numero di 5-8, hanno la corolla ovata con apice tridentato, lunga 0,5-1,5 cm, di colore bianco o giallastro; i fiori del raggio possono a volte mancare totalmente. I fiori del raggio sono sterili, hanno la funzione di attrarre l’attenzione dell’impollinatore come i petali di un singolo fiore. I fiori all’interno dell’anello, detti fiori del disco, in numero di 20-60, sono bisessuali, con corolla tubolare, lunga 0,3-0,5 cm, di colore giallo.

I frutti sono acheni (o più correttamente cipsele), quelli esterni, piuttosto piatti e lineari, di 0,5 cm di lunghezza, ispidi, di colore bruno rossastro, quelli interni fusiformi a sezione pressoché quadrangolare, di 0,7-1,5 cm di lunghezza e 0,1 cm di larghezza, di colore nerastro, eventualmente con 2, a volte 3, pappi rigidi, eretti, provvisti di minuscole scaglie retroflesse che hanno la funzione di favorirne la dispersione tramite gli animali; una singola pianta può produrre oltre 3000 semi.

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Il capolino è costituito da una moltitudine di fiori sessili inseriti a spirale su una base tondeggiante. I fiori del disco, bisessuali, sono 20-60; quelli del raggio, sterili, possono mancare, ma vanno in genere da 5 a 8 © G. Mazza

Si riproduce per seme, in terriccio dre- nante mantenuto umido alla temperatura di 20-24 °C, con tempi di germinazione di 3-4 giorni e prima fioritura a partire da 8 settimane.

Specie ampiamente diffusa nei luoghi di origine e naturalizzatasi in diverse aree del globo, dove è diventata in molti casi infestante, crescendo in un’ampia varietà di suoli, anche ad alta salinità, e di climi, entrando in competizione con molte spe- cie native fino ad impedirne la crescita.

I germogli e le foglie giovani sono consumate localmente, crude o cotte, come verdura in tempi di carestia.

Radici, foglie e semi contengono nume- rosi composti bioattivi e sono variamente e ampiamente utilizzati nella medicina tradizionale per varie patologie, sia nei paesi di origine che in quelli in cui si è naturalizzata; studi di laboratorio hanno già evidenziato proprietà antimalariche degli estratti di foglie e sono in corso ricerche per valutarne l’efficacia in altri campi della medicina.

Sinonimi: Coreopsis alba L. (1753); Coreopsis leucantha L. (1763); Bidens cannabina Lam. (1779); Bidens pinnata Noronha (1790); Bidens trifoliata Norona (1790); Coreopsis leucorrhiza Lour. (1790); Bidens odorata Cav. (1791); Kerneria tetragona Moench (1794); Bidens hybrida Thuill. (1799); Bidens leucantha (L.) Willd. (1803); Coreopsis odorata Poir. (1811); Ceratocephalus pilosus Rich. ex Cass. (1817); Bidens alausensis Kunth (1820); Bidens hispida Kunth (1820); Bidens scandicina Kunth (1820); Bidens pumila (Retz.) Steud. (1821); Bidens reflexa Link (1822); Kerneria dubia Cass. (1822); Coreopsis odorata Lam. (1823); Bidens sundaica Blume (1826); Bidens adhaerescens Vell. (1827); Bidens striata Schott ex Sweet (1828); Glossogyne chinensis Less. (1832); Bidens valparadisiaca Colla (1835); Bidens abadiae DC. (1836); Bidens alba (L.) DC. (1836); Bidens brachycarpa DC. (1836); Bidens californica DC. (1836); Bidens caracasana DC. (1836); Bidens caucalidea DC. (1836); Bidens chilensis DC. (1836); Bidens daucifolia DC. (1836); Bidens dichotoma Desf. ex DC. (1836); Bidens exaristata DC. (1836); Bidens leucantha Poepp. ex DC. (1836); Coreopsis corymbifolia Buch.-Ham. ex DC. (1836); Coreopsis multifida DC. (1836); Bidens tripartita Bojer (1837); Bidens decussata Pav. ex Steud. (1840); Bidens paleacea Vis. (1840); Bidens hirsuta Nutt. (1841); Bidens hirta Jord. (1850); Bidens bimucronata Turcz (1851); Bidens bonplandii Sch.Bip. (1856); Bidens rosea Sch.Bip. (1856); Kerneria pilosa (L.) Lowe (1860); Bidens arenaria Gand. (1875); Bidens arenicola Gand. (1875); Bidens inermis S.Watson (1888); Bidens orientalis Velen. ex Bornm. (1888); Bidens montaubani Phil. (1891); Bidens aurantiaca Colenso (1895); Bidens africana Klatt (1896); Bidens leucanthemus (L.) E.H.L.Krause (1905); Bidens viciosoi Pau (1908); Bidens minuscula H.Lév. & Vaniot (1910); Bidens taquetii H.Lév. & Vaniot (1910); Bidens deamii Sherff (1913); Bidens ramosissima Sherff (1913); Bidens barrancae M.E.Jones (1933); Bidens orendainae M.E.Jones (1933); Bidens effusa Thuill. ex Sherff (1937); Bidens minor (Wimm. & Grab.) Vorosch. (1949).

 

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