Billbergia pyramidalis

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Di lato la grande infiorescenza sembra una torcia © Giuseppe Mazza

La Billbergia pyramidalis (Sims) Lindl. (1827) è originaria del Brasile, Cuba, Guyana Francese, Isole Leeward, Isole Windward e Venezuela; cresce sia nelle foreste pluviali montane che in quelle costiere, dai tipici suoli sabbiosi, colonizzando ampie estensioni nel sottobosco.

Il genere è dedicato al botanico svedese Gustav Johann Billberg (1772-1844); il termine specifico latino “pyramidalis” = piramidale, fa riferimento alla forma della infiorescenza.

Nomi comuni: “flaming torch”, “foolproof plant”, “queen ’s tears”, “summer torch” (inglese).

Specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, epifita, presenta una rosetta imbutiforme, larga circa 30 cm ed alta 50 cm (con l’infiorescenza), formata da numerose foglie disposte a formare una cavità centrale solitamente riempita d’acqua.

Le foglie sono lineari-lanceolate, ascendenti, lunghe 50-60 cm e larghe 3-6 cm, di colore verde smeraldo e ricoperte da microscopiche scaglie grigie che nella parte inferiore spesso si dispongono a bande orizzontali; i margini sono muniti di spine brune.

L’infiorescenza, al centro della rosetta, è costituita da uno scapo floreale lungo circa 25 cm ricoperto da una lanugine bianca e provvisto di sottili brattee, più lunghe degli internodi, di colore rosa con microscopiche scaglie grigie, che si addensano nella parte superiore sotto l’infiorescenza.

Lo scapo termina con una infiorescenza racemosa a forma di piramide rovesciata, alta circa 12 cm e larga 6 cm, con brattee floreali appena accennate o mancanti del tutto.

I numerosi fiori hanno sepali lunghi 5 cm di colore rosso che tende al viola all’apice, ricoperti da una pruina bianca, e petali di colore rosso vivo sfumato di viola all’apice, lunghi fino a circa 8 cm e ricurvi nella parte terminale.

I frutti sono bacche carnose, lunghe circa 2 cm, di colore violaceo contenenti numerosi semi fusiformi di 2-3 mm di lunghezza.

Si riproduce facilmente per via vegetativa tramite le nuove piante che nascono numerose alla base della pianta e che possono essere staccate quando hanno raggiunto una dimensione pari almeno ad un terzo di quella della pianta madre; le piante così ottenute impiegano solo un anno per raggiungere la maturità fiorifera.

Nel caso si voglia riprodurre da seme, questo va distribuito sulla superficie di un substrato fibroso mantenuto costantemente umido e posto in luogo molto luminoso, ma non al sole diretto, essendo la germinazione indotta dalla luce (semi fotoblastici positivi).

La specie è da tempo una delle più popolari del genere per la sua adattabilità a diverse condizioni di coltivazione e la facilità di riproduzione, malgrado la durata della infiorescenza sia insolitamente breve per una bromeliacea, da una a due settimane, anche se in esemplari accestiti si possono avere più fioriture durante l’anno.

E’ coltivata all’aperto nei paesi a clima tropicale e subtropicale, anche a spiccata stagionalità per la sua resistenza a lunghi periodi di siccità, sia come epifita sui rami bassi degli alberi, che come terrestre su substrati preferibilmente sabbiosi, aerati, drenanti e ricchi di sostanza organica.

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I numerosi fiori, ricurvi all’apice, raggiungono gli 8 cm © Giuseppe Mazza

Vegeta bene e fiorisce sia in ombra che mezz’ombra ed è capace di colonizzare in breve tempo ampi spazi con i suoi robusti stoloni lunghi 5-10 cm, è quindi ideale per dare una nota di colore, col suo fogliame e le infiorescenze, anche agli angoli più bui del giardino. Per la sua naturale resistenza ai suoli moderatamente salini ed agli aerosol marini può essere coltivata anche a breve distanza dal mare.

Se ne può tentare la coltivazione all’aperto anche nei climi temperato caldi, sopportando, per breve periodo, temperature fino a -3°C, meglio se riparata dalle piogge invernali, dato che l’umidità e le basse temperature la rendono più sensibile ai marciumi.

In vaso per la decorazione di interni, su substrati porosi e drenanti, come quello classico per orchidee costituito da corteccia sminuzzata e torba grossolana, con aggiunta di sabbia o altro inerte, può essere collocata sia in ambienti scarsamente luminosi, che molto luminosi per luce indiretta, con temperature che è bene si mantengano sopra i 14°C, ideali 20-24°C.

Le innaffiature devono essere regolari in estate, ma lasciando asciugare il substrato prima di ridare acqua, e diradate in inverno e l’umidità ambientale, in presenza di aria secca ed elevate temperature, può essere incrementata con nebulizzazioni utilizzando acqua a temperatura ambiente e non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie.

In estate si può lasciare un po’ d’acqua nella cavità centrale formata dalla rosetta di foglie, rinnovandola frequentemente per evitare che diventi un focolaio larvale di zanzare, mentre in inverno è preferibile lasciarla asciutta per evitare possibili marciumi.

Sinonimi: Bromelia pyramidalis Sims (1815); Billbergia pyramidalis var. bicolor Lindl. (1828); Bromelia nudicaulis Rchb. (1829); Billbergia thyrsoidea Mart. ex Schult. & Schult.f. (1830); Tillandsia farinosa Schult. & Schult.f. (1830); Billbergia bicolor Lodd. (1832); Billbergia atrorosea Drapiez (1834); Billbergia loddigesii Steud. (1840); Pitcairnia fastuosa C.Morren (1847); Billbergia splendida Lem. (1852); Jonghea splendida Lem. (1852); Billbergia croyana De Jonghe ex Lem. (1854); Billbergia miniatorosea Lem. (1855); Billbergia thyrsoidea var. zonata de Vriese (1855); Billbergia fastuosa (C.Morren) Beer (1856); Billbergia longifolia K.Koch & C.D.Bouché (1856); Billbergia paxtonii Beer (1856); Billbergia punicea Beer (1856); Billbergia pyramidalis var. croyana E.Morren (1873); Billbergia pyramidalis var. farinosa E.Morren (1873); Billbergia pyramidalis var. zonata (de Vriese) E.Morren (1873); Billbergia thyrsoidea var. fastuosa E.Morren (1873); Billbergia thyrsoidea var. miniatorosea (Lem.) E.Morren (1873); Billbergia thyrsoidea var. splendida (Lem.) E.Morren (1873); Billbergia lemoinei André (1885); Billbergia andegavensis André (1886); Billbergia schultesiana Baker (1889); Billbergia setosa Baker (1889); Billbergia pyramidalis var. concolor L.B.Sm. (1954); Billbergia pyramidalis var. vernicosa E.Pereira (1979); Billbergia pyramidalis var. lutea Leme & W.Weber (1984).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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