Billbergia rosea

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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E’ una delle Billbergia più grandi e spettacolari © Mazza

La Billbergia rosea Beer (1856) è originaria di Trinidad e nord Venezuela, dove cresce nei boschi umidi tra 200 e 1000 m di altitudine.

Il genere è dedicato al botanico svedese Gustav Johann Billberg (1772-1844); il termine specifico latino “rosea” = rosa, fa riferimento al colore delle brattee.

Nomi comuni: “flor de junio”, “parásita de San Juan” (spagnolo).

Specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, epifita, con poche foglie lunghe fino ad 90 cm e larghe 10 cm disposte in modo tale da formare un lungo cilindro; le foglie, di colore bronzo più o meno scuro con bande orizzontali grigio argentee, hanno i margini muniti di spine ravvicinate lunghe 1-3 mm.

I fiori sono riuniti in una infiorescenza pendente a pannocchia dallo stelo bianco farinoso racchiusa da appariscenti brattee rosa lanceolato-ovate; i singoli fiori sono lunghi circa 9 cm con ovario bianco farinoso e petali appuntiti lunghi circa 7 cm di colore verde giallastro arrotolati all’indietro, cui seguono frutti globosi di circa 1 cm di diametro di colore giallo.

Si propaga per seme e per divisione delle nuove vegetazioni che produce lateralmente, in media tre all’anno, che impiegano da quattro a cinque anni per fiorire.

La specie è considerata la più ornamentale del genere ed è anche una delle più grandi e può essere coltivata all’aperto in posizione molto luminosa nelle zone tropicali e subtropicali umide anche se riesce a resistere a periodi di siccità.

Riguardo la temperatura può sopportare per brevissimo periodo ed all’asciutto temperature prossime a 0°C. In vaso è molto apprezzata per la decorazione di interni luminosi, verande e giardini d’inverno con temperature che è bene si mantengano sopra i 14 °C, ideali 18-22°C, utilizzando un substrato molto drenante, che può essere costituito da torba e sabbia o altri inerti (agriperlite, vermiculite ecc), mantenuto leggermente umido, e con un po’ d’acqua al centro della rosetta se le temperature sono superiori ai 16-18°C, con temperature inferiori c’è il rischio di insorgenza di marciumi.

L’umidità ambientale, in presenza di aria secca ed elevate temperature, può essere eventualmente incrementata con nebulizzazioni utilizzando acqua a temperatura ambiente e non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie.

Sinonimi: Billbergia granulosa Brongn. (1860); Billbergia venezuelana Mez (1921).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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