Bitis worthingtoni

Famiglia : Viperidae

 

GIF - 5.6 Kb

 

Testo © Dr. Gianni Olivo

 

 

JPEG - 161.6 Kb
La Bitis worthingtoni ha dimensioni modeste ed un veleno poco attivo © Giuseppe Mazza

Il genere Bitis è quello che comprende la maggior parte delle vipere africane ed è anche quello a più ampia distribuzione geografica, essendo assente solo dalla parte centrale del deserto del Sahara e dagli altopiani erbosi d’alta quota dell’Africa orientale.

Nell’ambito delle Bitis, si possono grossolanamente distin- guere due gruppi: da una parte le grandi vipere ( Bitis arietans, B. Gabonica, B. nasicornis ecc), che, abbastanza curiosamente, possono accoppiarsi tra loro e generare ibridi, con l’eccezione della Vipera etiopica di montagna, dall’altra un più folto gruppo di piccole vipere, generalmente amanti di zone aride e talora montuose.

La Vipera cornuta del Kenya ( Bitis worthingtoni ) è un piccolo viperide dal corpo tozzo e robusto, con testa appiattita, larga e triangolare, con squame cefaliche piccole ed embricate, occhio piccolo, a differenza delle vipere arboricole, situato molto anteriormente ed a pupilla ellittica e verticale. Sopra ognuno degli occhi è presente una squama rilevata, che forma come un singolo cornetto prominente.

Il collo è molto fine, in rapporto al corpo robusto, e la testa risulta, così, ben distinta, mentre la coda, corta e più filiforme, è anch’essa ben distinguibile dal resto del corpo. Le squame sono fortemente carenate e danno al corpo un aspetto ruvido, rendendo anche molto netti e taglienti i segni scuri che ornano il dorso ed i fianchi del rettile, e sono disposte, a metà lunghezza, in file oblique da 27 a 30.

Le dimensioni massime arrivano a 50 cm, ma la media è sui 25-30 cm, rendendo questa specie abbastanza simile alla sua cugina australe Bitis caudalis. A differenza di quest’ ultima, tuttavia, il colore di fondo è abbastanza costante, solitamente grigio-cenere, con una serie di 30-36 segni triangolari di colore nero, talvolta contornati da una sottile stria bianca o giallastra. Le macchie scure si presentano, in alcuni esemplari, di forma più arrotondata, in altri tendono a formare una stria continua.

Un’altra serie di macchie triangolari corre lungo entrambi i fianchi e spesso i triangoli superiori e quelli laterali sono separati da una linea chiara (incostante).

Il colore della testa è chiaro e, superiormente, è presente un segno scuro o nero a forma di punta di freccia, generalmente delimitato da una sottilissima stria più chiara. La parte ventrale è bianca o color crema, picchiettata di piccole macchie nere.

Animale terricolo, generalmente notturno, a volte si arrampica su bassi cespugli, soprattutto dopo la pioggia o se il terreno è umido o freddo. Durante il giorno spesso sta al riparo sotto una pietra o un cespuglio, tuttavia a volte è attiva anche di giorno, soprattutto con tempo coperto.

Una caratteristica di questa specie è la predilezione per i cespugli di Leleshwa, un nome locale per indicare il "Camphor bush", una pianta da cui si ricava un olio essenziale (Camphor bush oil). Tale pianta ( Tarchonanthus camphoratus ) è una sorta di salvia selvatica, presente sia lungo la Rift valley che in Africa australe: dalla distillazione di steli e foglie si ricava un olio di color giallo o verde chiaro, di odore canforato, con proprietà antisettiche, efficace anche nel trattamento dell’acne e di altre patologie.

La vipera cornuta del Kenya spesso ama seppellirsi tra le foglie cadute, ai piedi di queste piante, e questa preferenza potrebbe avere una spiegazione logica che, tuttavia, mi sfugge. D’altra parte, ho notato questo fatto anche in altre specie di vipere “pigmee” e con altre essenze vegetali fortemente aromatiche (forse per associazione con le stesse, di qualche preda abituale del rettile?).

I movimenti, negli spostamenti, sono lenti ed apparentemente goffi ed impacciati, ma questi serpenti, dotati di un temperamento collerico ed irritabile, sono fulminei quando decidono di mordere e talvolta lo fanno con tale entusiasmo da zompare letteralmente in avanti per una lunghezza superiore a quella del loro corpo, altra caratteristica in comune con la vipera cornuta australe ( Bitis caudalis ). Su terreni sabbiosi o cedevoli, a volte utilizzano una progressione di tipo "side-winding".

La distribuzione geografica è limitata ad alcune aree quasi puntiformi della parte centrale del Kenya, in zone di altopiano, generalmente ad oltre 1500 metri sul livello del mare, ed una popolazione è descritta anche intorno al Lago Naivasha. L’habitat preferito è la steppa erbosa ed arida, con gruppi di rocce affioranti e cespugli sparsi, ma anche la savana alberata ed il bordo di zone di bush fitto possono essere gradite.

Le prede abituali sono lucertole ( ad esempio le flat lizards e le agame di terra), piccoli roditori e toporagni-elefante. Le nascite avvengono a Marzo-Aprile, all’inizio della stagione delle piogge, e generalmente solo 5-10 piccoli vengono messi al mondo.

Il veleno è poco studiato, sia per la piccola dose inoculata, sia perché pare relativamente blando. E’ noto il caso di un erpetologo dilettante, che venne morso ad una mano da uno di questi viperidi e che accusò solo edema della parte colpita con dolore moderato e senza segni di necrosi. La guarigione fu completa con l’uso di analgesici ed idratazione per fleboclisi e non reliquò nessun danno cutaneo né tendineo o muscolare.

Nomi comuni : Inglese: Kenya horned adder; Swahili: Jongwe, Moma

 

→ Per nozioni generali sui serpenti vedere qui.

→ Per apprezzare la biodiversità nel mondo dei serpenti e scoprire altre specie cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_B-48-3_Bitis_worthingtoni
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants