Boiga dendrophila

Famiglia : Colubridae

 

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Testo © Dr. Gianni Olivo

 

 

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La Boiga dendrophila è un colubride velenoso asiatico legato agli alberi e all’acqua che può superare i 2 m © Mazza

Col Serpe delle mangrovie ( Boiga dendrophila - Boie, 1827 ), noto in inglese come Gold-ringed cat snake o Mangrove snake, in tedesco come Man- groven Nachtbaumnatter, Ularburong, in spagnolo come Serpiente del manglar, Ularburong, Bahasa melayu e in Malese come Ular tiung cincin emas, ci troviamo a parlare, come accennato nel caso del Mussurana e di Ahaethulla, di un altro serpente appartenente alla famiglia colubridi (Colubridae), con apparato velenifero di tipo opistoglifo, che, in controtendenza rispetto alla fama di innocuità delle “bisce“, del tutto innocuo non é.

La Boiga dendrophila é un grosso serpente asiatico, che può tranquil- lamente superare i due metri, con punte di 250 cm, e che ben difficilmente può venire confuso con altri rettili, anche da un non addetto ai lavori.

Le sue dimensioni il corpo robusto, eppure aggraziato, compresso lateral- mente, i colori sgargianti, in cui il nero o blu-inchiostro contrasta con un giallo-oro brillante, la testa larga ed appiattita, gli occhi a pupilla ellittica verticale, che gli hanno valso l’appellativo di serpente-gatto, l’aggressività e la decisione con cui fronteggia un potenziale disturbatore, non esitando a mordere entusiasticamente e con violenza, ne fanno un animale che incute rispetto e, in molti, anche timore. Diciamo subito che, in realtà, esistono ben nove sottospecie di tale colubride, tipico del Sud-Est asiatico, il cui areale di distribuzione si estende dall’India al VietNam e a Sud fino oltre le Filippine e alle isole dell‘Indonesia:

Boiga dendrophila melanota : qui raffigurata, comune in Malesia orientale, nella parte Sud della Thailandia, Indonesia e Singapore.

Boiga dendrophila dendrophila : Giava.

Boiga dendrophila annectens : Indonesia, Borneo compreso, sultanato del Brunei, Malesia orientale.

Boiga dendrophila divergens : Filippine (isole di Polillo e Luzon). Il colore di fondo tende spesso al blu elettrico, le bande gialle sono sottili e numerose, regolarmente spaziate e delimitate ognuna da due sottili strie scure.

Boiga dendrophila gemmicincta : Indonesia, compresa Sulawesi. L’adulto é completamente nero, mentre gli esemplari giovani esibiscono sottili strie trasversali gialle.

Boiga dendrophila latifasciata : Mindanao. Qui le bande gialle sono larghe e spesso a forma di clessidra, e delimitano, tra loro, spazi neri che possono apparire ovali o tondeggianti. Inoltre le fascie gialle sono picchiettate di nero, effetto creato dalla cute scura tra le squame color oro.

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Caccia di notte mammiferi, uccelli, anfibi e persino pesci. E’ anche un potente costrittore © G. Mazza

Boiga dendrophila levitoni : Panay.

Boiga dendrophila multicincta : Filippine (Balabac e Palawan).

Boiga dendrophila occidentalis : Isole dell’Indonesia, arcipelago di Batu, Babi, Sumatra.

Nell’ambito delle varie sottospecie, poi, esistono varianti: esemplari albini possono presentare un color salmone chiaro al posto del nero, alcuni esemplari possono avere fasce bianche anziché gialle, ed in una foto che vidi tempo fa, un esemplare esibiva, al posto del giallo, un color mattone scuro.

L’habitat preferito é quello umido, e, come suggerisce il nome, le foreste di mangrovie sono uno degli ambienti favoriti, ma questi rettili abitano anche la foresta pluviale, sempre nei pressi dell’acqua, le marcite e le praterie galleggianti, purché con arbusti o piante affioranti e non disdegnano, talvolta, piantagioni e parchi in cui l’elemento liquido sia presente.

Animali notturni, come testimonia l’occhio a pupilla verticale, spendono gran parte del tempo sui rami ( Dendrophila = amante degli alberi ) ma scendono a terra, nottetempo, per cacciare.

La preda, che può essere anche di notevoli dimensioni, sia per la mole del serpente che per la bocca a rima molto larga, viene afferrata con un fulmineo scatto della testa, a fauci spalancate, e poi trattenuta fermamente, grazie ai denti uncinati e rivolti posteriormente.

Essendo un opistoglifo, ed essendo le zanne velenifere situate indietro sul palato e solo parzialmente scanalate, il predatore deve “masticare“ sulla preda, per permettere al veleno di penetrare nelle ferite. Sebbene la potenza del veleno sia sufficiente ad uccidere rapidamente gran parte delle prede abituali, il serpente delle mangrovie é anche un potente costrittore. Mammiferi, batraci, rettili ed uccelli sono le prede consuete, ma sono descritte catture di pesci e persino di pipistrelli, sorpresi sulle piante. Piuttosto spesso vengono ingerite anche uova di uccelli.

Per quanto riguarda il veleno di questi serpenti, beh, siamo alle solite: la letteratura lo descrive come “mild“ ed in effetti non mi risultano casi letali nell’uomo, tuttavia, a mio modesto parere, si tratta di un serpente da trattare con rispetto e non mancano casi di avvelenamento con necrosi cutanee e fenomeni emorragici. Possiamo essere certi al 100% che in un soggetto cardiopatico o con diatesi emorragica, oppure in un bambino, non possa risultare mortale? Io non ci giurerei. Senza contare, ovviamente, una potenziale allergia, ma questo é un rischio che si corre anche con una puntura di vespa e non dipende sol dalla potenza del veleno.

Il veleno della Boiga dendrophila contiene, tra l’altro, tossine dette “three fingers toxins“, microproteine a bersaglio multiplo. Si tratta di proteine di tipo non enzimatico, presenti nei veleni di molti serpenti, che possono avere una vasta gamma di effetti sull’organismo umano: avendo come bersaglio anche diversi tipi di canali ionici, possono avere effetti neurotossici e non é escluso che questo possa valere anche per il veleno di Boiga dendrophila. Inoltre il veleno del cat-eye snake contiene metallo-proteasi e principi citotossici, edemizzanti e ad azione sulla coagulazione. Un cocktail non del tutto rassicurante.

La riproduzione é ovipara e la femmina depone da 4 a 15 uova che richiedono 3 o 4 mesi per schiudere.I nuovi nati misurano da 25 a 40 cm di lunghezza.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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