Borassodendron machadonis

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Borassodendron machadonis raggiunge i 15 m d’altezza. Grandi foglie con margini taglienti © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Malaysia Peninsulare settentrionale e Thailandia meridionale dove cresce nelle foreste pluviali su colline calcaree fino a 500 m di altitudine.

Il nome generico è la combinazione del nome del genere Borassus e del termine greco “déndron” = albero, con riferimento alla somiglianza tra i due generi; la specie è dedicata al suo scopritore, Alfred Dent Machado.

Nomi comuni: bindang (malay); chang hai, chang rong hai (thailandese).

Il Borassodendron machadonis (Ridl.) Becc. (1914) è una specie dioica (ogni individuo porta o solo fiori maschili o solo fiori femminili) inerme con fusto singolo, eretto, fino a circa 15 m di altezza e 30 cm di diametro, di colore grigiastro, su cui sono visibili gli anelli ravvicinati traccia dell’attaccatura delle foglie cadute.

Le foglie, su un robusto picciolo lungo 2-4 m, profondamente scanalato e con margini particolarmente taglienti, sono numerose, induplicadas, leggermente costapalmate, suborbicolari, di 1,8 m di lunghezza e 1,2 m di larghezza, divise fino quasi alla base in numerosi segmenti lineari, troncati all’apice e leggermente ricadenti, di colore verde scuro lucido; l’hastula (appendice posta nel punto di inserzione della lamina fogliare col picciolo) è ben sviluppata.

Infiorescenze tra le foglie, quelle maschili ramificate con 1-5 ramificazioni secondarie simili ad amenti, lunghe circa 35 cm, con fiori dalla corolla formata da tre lobi lunghi 0,9 cm di colore biancastro; infiorescenze femminili non ramificate, lunghe circa 40 cm, portanti fiori sessili circondati da due bratteole ovate.

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I frutti globosi, larghi circa 10 cm, sono porpora o nerastri © Giuseppe Mazza

Frutti globosi di circa 10 cm di diametro di colore da porpora a nerastro contenenti generalmente tre pireni oblunghi, a sezione leggermente triangolare, di circa 7 cm di lunghezza, contenenti un seme profondamente solcato di circa 4 cm di lunghezza.

Si riproduce per seme in terriccio sabbioso ricco di sostanza organica alla temperatura di 24-26 °C, utilizzando contenitori piuttosto profondi, con tempi di germinazione di 2-4 mesi; la prima foglia è palmata con circa 5 segmenti. Specie imponente e di grande valore ornamentale e paesaggistico quando impiegata in parchi e giardini di grande estensione, sia isolata che in gruppo o in filari, di crescita piuttosto lenta, in particolare nei climi meno favorevoli, è coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido non sopportando valori di temperatura prossimi a 0 °C se non eccezionali e per brevissimo periodo.

Richiede una posizione in pieno sole o leggermente ombreggiata e al riparo da forti venti, che rovinerebbero le foglie, e non è particolarmente esigente riguardo al suolo purché profondo, ben drenato e mantenuto umido; occorre fare particolare attenzione ai margini taglienti dei piccioli che possono provocare profonde ferite.

Le popolazioni naturali si sono ridotte notevol- mente per l’uso alimentare dei germogli, tanto da essere inserita, come “vulnerabile” (specie a rischio di estinzione in natura), nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature).

Sinonimi: Borassus machadonis Ridl. (1905).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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