Brahea brandegeei

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Una Brahea brandegeei carica di frutti eduli. Resiste bene al freddo © Giuseppe Mazza

La specie è originaria delle zone semiaride del Messico Nordoccidentale (Baja California e Sonora), dove cresce sui pendii montani ed in canyon rocciosi dove è presente acqua, a media altitudine.

Il genere è dedicato all’astronomo danese Tycho Brahe (1546-1601), la specie all’ingegnere e botanico americano Townshend Stith Brandegee (1843-1925).

Nomi comuni: Brandegee palm, San José hesper palm (inglese); palmier de Brandegee, palmier de San José (francese); palma de taco, palma negra, palmilla (spagnolo - Messico).

La Brahea brandegeei (Purpus) H.E.Moore (1975) è una specie a fusto singolo alto fino a circa 15 m, con un diametro di 30-40 cm, di colore bruno grigiastro parzialmente ricoperto dalle foglie secche persistenti.

Foglie costapalmate di colore verde superiormente, verde glauco inferiormente, larghe 1-1,4 m, divise per circa la metà della lunghezza in segmenti sottili rigidi, bifidi all’apice; picciolo lungo 1-1,3 m e largo circa 3 cm nella parte mediana, irregolarmente tomentoso in prossimità della base, con margini muniti di robuste spine di colore giallo pallido lunghe circa 0,6 cm.

Infiorescenze tra le foglie, leggermente più corte delle stesse, arcuate, ramificate, portanti fiori ermafroditi di colore bianco crema. Frutti oblungo-globosi, di 1,5-2,2 cm di lunghezza, a maturità di colore bruno lucido a volte con striature più chiare, eduli, quando ancora immaturi e di colore giallastro, con un sapore simile a quello dei datteri, e consumati dalle popolazioni locali che li chiamano “tacos”.

Si riproduce per seme che germina in 3-6 mesi con calore di fondo.

Considerata tra le più ornamentali del genere, di crescita relativamente veloce, è ancora poco coltivata probabilmente per una certa somiglianza con la Washingtonia robusta, più veloce di crescita e maggiormente disponibile.

E’ coltivabile nelle zone a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo, dove pare possa resistere da adulta a temperature fino a circa -8 °C per brevissimo periodo, ma il fogliame si danneggia già intorno a -4/-5 °C.

Richiede pieno sole ed ottimo drenaggio, per il resto si adatta a suoli poveri, alcalini, e da adulta può sopportare lunghi periodi di siccità, ma si avvantaggia di regolari innaffiature, specie nella fase giovanile, nelle zone caratterizzate da lunghe estati calde e secche; non gradisce climi eccessivamente umidi, anche se è tra le più tolleranti del genere da questo punto di vista.

Sinonimi: Erythea brandegeei Purpus (1903); Glaucothea brandegeei (Purpus) I.M.Johnst. (1924).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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