Bromelia balansae

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Spettacolare, ma spinosa e ingombrante. Frutti commestibili e medicinali © G. Mazza

La Bromelia balansae Mez (1891) è originaria dell’ America Meridionale tropicale (Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia e Paraguay) dove vive in aree semiaride insieme ad altre xerofite.

Il genere fu dedicato dal missionario, botanico ed esploratore francese Charles Plumier al botanico svedese Olaf Bromel (1639-1705), nome ripreso successivamente da Linneo; la specie è dedicata al botanico ed esploratore francese Benedict Balansa (1825-1891).

Nomi comuni: “heart of flame” (inglese); “caraguatá”, “gravatá”, “gravatá-de-Balansa (portoghese); “caraguatá”, “chaguar”, “macambira” (spagnolo); “bromelie” (tedesco).

Specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, terrestre, presenta una rosetta di numerose foglie lineari rigide di colore verde superiormente, grigio-verde inferiormente, lunghe fino ad 1,5 m e larghe 3 cm, assottigliate e con una lunga spina all’apice; i margini delle foglie sono muniti di robuste spine taglienti e ricurve lunghe 5 mm.

Le foglie centrali prima della fioritura diventano di colore rosso cinabro brillante. Lo scapo floreale, al centro della rosetta, corto e robusto, è ricoperto da un denso tomento bianco e da brattee simili alle foglie, di colore rosso cinabro brillante, e termina con una infiorescenza composta, formata cioè da più spighe che si dipartono da un asse centrale, pressoché cilindrica, del diametro di circa 9 cm e lunghezza 18-20 cm, costituita da brattee piegate all’indietro di colore dal rosa al rosso, bordate da robuste spine e con un fitto tomento bianco alla base.

La lunghezza delle brattee va diminuendo verso l’apice fino ad essere, quelle superiori, più corte dei fiori; questi sono lunghi 4-5 cm con i petali, di colore violetto bordato di bianco, lunghi circa 2,5 cm. I frutti sono ovoidi di colore verde che diventa giallo arancio a maturità, del diametro di 2 cm e lunghezza circa 4,5 cm, eduli e consumati localmente tal quali o come succo; i numerosi semi sono piatti, larghi 5 mm, e di colore nerastro.

Si riproduce per seme, per divisione e tramite i robusti stoloni sotterranei che produce.

Malgrado la decorativa infiorescenza è una specie relativamente poco coltivata a causa delle dimensioni e delle robuste spine che la caratterizzano, tanto da essere utilizzata, in particolare nelle zone di origine, per formare efficaci barriere difensive.

Nelle stesse zone la polpa ed il succo dei frutti sono utilizzati nella medicina tradizionale e le robuste fibre che si ricavano dalle foglie sono impiegate per realizzare corde, canestri ed oggetti di artigianato.

E’ adatta ad essere coltivata nei climi tropicali e subtropicali semi-aridi ed anche di tipo mediterraneo, potendo sopportare temperature fino a -9°C, in pieno sole e su suoli anche poveri, ma particolarmente drenanti, essendo soggetta a marciumi per ristagno d’acqua, specie in connessione con basse temperature.

La sua collocazione ideale, dal punto di vista ornamentale, è in grandi giardini “desertici”, dove va in ogni caso curata attentamente la sua collocazione, predisponendo eventualmente opportuni ostacoli per limitarne l’espansione, visto che le piante mature accestiscono velocemente e si allargano, tramite i lunghi stoloni sotterranei, riuscendo a colonizzare ampi spazi.

Sinonimi: Karatas guianensis Baker (1889); Bromelia argentina Baker (1892); Bromelia balansae f. tricolor L.B.Sm. (1967).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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