Bryobium hyacinthoides

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Borneo, Giava, Malaysia, Piccole Isole della Sonda e Sumatra dove cresce nelle foreste montane sugli alberi o sulle rocce prevalentemente tra 500 e 1500 m di altitudine.

Il nome generico è la combinazione dei sostantivi greci “βρύον” (brýon) = muschio e “βίος,” (bios) = vita, di non chiaro riferimento; il nome specifico è la combinazione del sostantivo greco “ὑάκινθος” (hyacinthos) = giacinto e del suffiso “-οειδής” (-oeidés), da “εἶδος“ (êidos) = forma, aspetto, con riferimento all’aspetto dell’infiorescenza simile a quella del Giacinto ( Hyacinthus orientalis L., 1753).

Nomi comuni: hyacinth-like bryobium (inglese).

Il Bryobium hyacinthoides (Blume) Y.P.Ng & P.J.Cribb (2005) è una specie epifita o litofita con pseudobulbi ravvicinati oblunghi, leggermente compressi lateralmente, lunghi 6-10 cm, con all’apice 2, raramente 3, foglie lanceolate assottigliate alla base, lunghe 10-20 cm e larghe 3-4 cm, coriacee. Infiorescenze racemose laterali, 1-2 per pseudobulbo, lunghe 15-20 cm, erette, portanti 15-40 fiori bianchi, translucidi, di circa 1,5 cm di diametro. Sepali pubescenti, il dorsale lanceolato lungo circa 0,8 cm e largo 0,3 cm, i laterali ovati con apice appuntito, lunghi 0,8 cm e larghi 0,5 cm, fusi alla base della colonna a formare un corto sperone (mentum), petali glabri ovati, di circa 0,7 cm di lunghezza e 0,3 cm di larghezza, labello trilobato lungo circa 0,8 cm con lobi laterali falcati, eretti, soffusi di porpora violetto, e lobo mediano ovato con apice ottuso, largo circa 0,3 cm, carnoso, percorso alla base da due basse lamelle. I fiori, della durata di 1-2 settimane, emanano un odore piuttosto sgradevole. Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

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Il Bryobium hyacinthoides è una piccola epifita del Borneo, Giava, Malaysia, Piccole Isole della Sonda e Sumatra, con infiorescenze di 15-20 cm che ricordano i giacinti © Giuseppe Mazza

Specie di facile coltivazione che accestisce rapidamente, richiede una posizione leggermente ombreggiata, temperature medio-alte in estate, 25-32 °C, più fresche in inverno, con valori minimi notturni non inferiori a 12 °C, elevata umidità, 65-85%, e costante ventilazione. Innaffiature regolari durante la crescita degli pseudobulbi, ma lasciando asciugare prima di ridare acqua ed evitando ristagni tra i fitti pseudobulbi che possono provocare marciumi, più diradate in inverno fino all’inizio della fioritura, ma senza lasciare il substrato totalmente asciutto per più di 2-3 settimane in tutto il periodo, per permettere un leggero riposo, anche se non strettamente necessario, al fine di favorire l’emissione degli steli floreali. Utilizzare per le innaffiature acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa e concimare, durante il periodo di crescita, con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose di quella consigliata dal produttore. Può essere montata su corteccia o zattera di sughero, ma solitamente viene coltivata in vaso con composto costituito da frammenti di corteccia o di fibra di cocco e carbone con aggiunta di inerti, come polistirolo o agriperlite per migliorare il drenaggio. I rinvasi vanno effettuati alla ripresa vegetativa quando strettamente necessari, non amando essere disturbata.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Dendrolirium ebulbe Blume (1825); Dendrolirium hyacinthoides Blume (1825); Eria hyacinthoides (Blume) Lindl. (1830); Eria ebulbis (Blume) Lindl. (1839); Pinalia ebulbis (Blume) Kuntze (1891); Pinalia hyacinthoides (Blume) Kuntze (1891); Eria endymion Ridl. (1896).

 

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